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Bruno Giordano, l’autobiografia: “Rifiutai di andare alla Roma, nacque tutto da un provino…” | FOTO

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Giordano

Si scrive Bruno Giordano ma si legge Lazio. Biancoceleste purosangue, l’attaccante ha incantato e segnato a Roma per 10 anni. Per ogni tifoso laziale è un’istituzione, ma i più giovani non possono rivivere dettagliatamente le sue magie. Così, alla Feltrinelli di Galleria Colonna a Roma, Giancarlo Governi e lo stesso Bruno Giordano hanno presentato l’autobiografia dell’ex bomber di Lazio e Napoli, “Bruno Giordano. Una vita sulle montagne russe”. Presente nel ruolo di moderatore il giornalista Mauro Mazza e l’attore Enrico Montesano, entrami grandi tifosi della Lazio.

Apre Enrico Montesano: “Con Bruno mi diverto perché è romano e ha la simpatia che ci caratterizza. Ridiamo perché ci ricordiamo le risate fatte a New York. Lui giocava ed io seguivo la squadra. Questo libro mi ha emozionato, la storia di Bruno è quella nostra, dei laziali. Mi hanno colpito la schiettezza e la sincerità con cui si è raccontato. Oltre agli aneddoti da calciatore, ha toccato un tema fondamentale: il suo ingresso nella squadra. C’era Maestrelli che scherzava e quano mi vedeva agli allenamenti con i miei amici a Tor di Quinto, prima che entrasse la Lazio, mi diceva ridendo “Enrico, domenica mi servi”. La Lazio di Maestrelli, quella di Tor di Quinto, quel gruppo che faceva cose incredibili…ci hanno fatto sognare! Vi racconto un aneddoto che mi ha colpito del libro: La gente gli diceva a lui e Manfredonia “ma voi siete quelli?” E Giordano risponde “Sì, ma ci hanno riqualificato”..questa battuta dimostra la sua simpatia..”.

Bruno Giordano

Dopo l’intro dell’attore, parola al protagonista, Bruno Giordano: “Chinaglia voleva vendermi alla Roma ma io non potevo giocare con loro. Se dico Lazio la prima cosa a cui penso è il provino a Tor di Quinto. In quei 10 minuti hanno visto le mie qualità , così sono tornato soddisfatto a casa. Il primo volto che mi viene in mente è quello dei miei compagni, che ho trovato da piccolo e siamo cresciuti insieme (Stefano, Agostinelli). Giocare a Roma è difficile: ci sono due squadre, due grandi tifoserie. A Napoli invece tifano tutti per la stessa squadra, c’è molta passione..la stessa poi che lega i tifosi laziali ai giocatori”.

Una battuta su Maradona: “Con Diego avevo un rapporto straordinario. All’inizio non avevo casa e ospitò me e la mia famiglia per 15 giorni. Generoso. Non ha mai fatto del male al prossimo, i suoi errori sono ricaduti su lui stesso”. Cita anche Cruijff, che aveva descritto Giordano come suo possibile erede: “Andavo dal barbiere con la sua foto e gli dicevo di farmi i capelli come lui. Ci abbiamo giocato contro…e sono riuscito a strappargli una foto”.

 

Giordano

A turno, parlano anche i suoi ex compagni. Inizia Manfredonia: “Poteva fare di più ma Roma è una città difficile. Mi complimento con lui come amico e come compagno di squadra!”, prosegue Orsi: “Quando ero alla Roma ero piccolo e io dico sempre che i bambini da piccoli non capisco niente. Il ricordo di Bruno? Ero il secondo di Moscatelli, a Trento una volta parai tutto. Dopo le prime partite in cui Moscatelli non stava andando bene, Bruno mi ha “sponsorizzato” con l’allenatore e da lì la mia carriera, seppur umile in confronto alla sua, è partita grazie a Giordano”.

Arriva il turno di Piscedda: “Il primo ricordo con Giordano è l’amichevole all’Olimpico contro l’Ajax di Van Basten per festeggiare la promozione dove Bruno fece una tripletta, vincemmo 3-0. Conosco tutto di lui e quel poco che mi manca lo scoprirò dal libro”. Agostinelli: “Una volta abbiamo vinto 3-0..un gol l’ha fatto Bruno; dopo che io ho sbagliato il rigore l’ha buttata dentro. Da lì non ho più tirato un rigore. Chinaglia uguale Lazio, Giordano uguale Lazio..e non lo dico per amicizia!“. Poi Oddi: “Hanno detto tutto su Bruno. Ero uno di quelli che diceva a Maestrelli di portarcelo dietro quando era più piccolo. Maestrelli non vedeva l’ora, ma sapeva che Bruno in prima squadra si sarebbe conteso il numero di maglia con Giorgio. Anche se Chinaglia gli ha voluto bene, il rispetto che aveva per Bruno, Bruno stesso la conosceva“. Conclude Pino Wilson: “Un aneddoto che mi è rimasto. Il ricordo più bello che ho è l’augurio tramite msg che mi ha mandato Bruno. Non ci sentivamo da forse 30 anni e lui mi scrisse “Auguri capitano” “.

 


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MONDIALI 2022 | Giappone-Costa Rica, le formazioni ufficiali

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Tra pochi minuti andrà in scena la sfida tra Giappone e Costa Rica valida per i Mondiali in Qatar. Di seguito le formazioni ufficiali delle due squadre:

GIAPPONE, 4-2-3-1: Gonda; Yamane, Yoshida, Itakura, Nagatomo; Morita, Endo; Doan, Kamada, Soma; Ueda. Ct. Moriyasu

COSTA RICA, 4-4-2): Navas; Manley, Calvo, Duarte, Oviedo; Fuller, Tejeda, Borges, Torres; Campbell, Contreras. Ct. Suarez 


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