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Tare: “Ranieri alla Lazio? “No, è un tifoso romanista. A gennaio arriva un difensore”

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Ospite de La Domenica Sportiva, il direttore sportivo della Lazio Igli Tare ha parlato di vari temi:

In Italia c’è qualità?
“Non vedo la situazione così tragica, negli anni 90′ in Germania c’era lo stesso problema, dopo il Mondiale dovevano fare un cambio di generazione. E’ arrivato il momento di puntare sui giovani, ora ci sono le qualificazioni all’europeo e bisogno puntare sui giovani che ci sono, che io conosco, soprattutto le big devono dare un’opportunità ai giovani che poi verranno fuori col tempo”.

E’ una tragedia?
“Si sta creando una tragedia e non sono d’accordo, io conosco il calcio italiano. Si lavora bene ma ora si deve puntare sui giovani. Ci sono 40 giovani Under 23, perché non dare fiducia a loro con un progetto di quattro anni?”.

Ma non abbiamo superato lo shock?
“Lo shock dell’eliminazione è stato molto forte, un Mondiale senza Italia è impensabile, ma da una cosa negativa dobbiamo vedere una cosa positiva, dobbiamo creare una Federazione con idee chiare poi prendere un allenatore giovane che deve puntare sui giovani, quelli italiani hanno grande qualità”.

C’è mai stata un’idea Lazio per Ranieri?
“No, è un tifoso romanista”.

Sui gol più belli di questa giornata?
“Romagnoli ha segnato un gol bellissimo. Ha grandi qualità. Ogni campionato le sue reti le fa sempre. Torreira ha fatto un grande inserimento e un gran tiro. Lui è una delle più belle sorprese di questo campionato. Dybala? Quello di oggi è una delle sue classiche azioni. È ancora giovane, indossa una maglia pesante ma ha molti margini”.

Voi avete puntato su un tecnico bravo ed italiano?
“Ci sono bravi tecnici e anche allenatori bravi, purtroppo siamo misurati sui risultati e questo condiziona i giovani, noi alla Lazio abbiamo le idee chiare, un progetto lungo e nel giro degli anni sono arrivati tanti giovani in prima squadra”.

Il colpo migliore?
“Sono tutti uguali. Mi piace quando i giovani escono dal nostro settore giovanile, vuole dire che ci abbiamo creduto, che li abbiamo dato la possibilità di sbagliare. Murgia? Sarà importante per la nazionale italiani”.

Come è stato scoperto Luis Alberto: è vero che voleva smettere?
“Seguivo un giocatore del Dep. La Coruna e mentre guardavo Lucas Perez, ho visto lui che aveva qualità incredibili per una squadra che lottava per la salvezza. Da qui è nata questa scelta, purtroppo è arrivato all’ultimo giorno di mercato e ha avuto difficoltà ad ambientarsi. A gennaio mi aveva detto che aveva perso l’amore del calcio ma il lavoro di Inzaghi è stato eccezionale”.

Rapporto stretto con Inzaghi?
“Oltre a livello professionale, siamo anche amici, ci conosciamo da 12 anni, abbiamo giocato insieme e abbiamo creato un percorso con il presidente perché sapevamo delle qualità importanti e lui ci ha ripagato con trofei, lavoro, ha creato in una piazza difficile uno spirito coinvolgente”.

E’ facile lavorare con Lotito?
“Dall’esterno potrebbe non sembrare ma penso che sia il miglior presidente che uno potrebbe augurarsi”.

Sulla Juventus?
“La Juventus è la Juventus anche se ha delle difficoltà, le mancano giocatori importanti per alcuni infortuni ma fino alla fine sarà protagonista. Sta soffrendo il centrocampo, non è più quello degli anni passati ma è lunga, siamo nella prima fase del campionato. Da gennaio tornerà quello che conta e la Juventus sarà una protagonista molto seria”.

Sul calendario?
“E’ molto difficile da gestire, non solo campionato e coppe ma anche le nazionali. Noi abbiamo giocato il derby con una squadra che non si è allenata, questo è un problema che ha anche la Juve. Per questo dico che l’Inter è una delle favorite perché ha il tempo per preparare tutto in modo giusto”.

Cosa dite ad Inzaghi dopo le gare?
“Dopo le partite, ci chiudiamo nella stanzetta e analizziamo le partite e poi dipende dal risultato. Lui è una persona molto tranquilla che riesce a trasmettere serenità anche nei momenti difficili”.

Sta preparando qualche colpo per gennaio?
“Sì, forse per un giocatore solo per la difesa che è l’unico reparto in cui abbiamo necessità e penso che interverremo. Giocatore già individuato? Sì. E’ slavo? No”. Tmw

 


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Chi è Diego Gonzalez, l’attaccante acquistato sul gong dalla Lazio

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Tutti attendevano il deposito del contratto di Luca Pellegrini, un tassello importante per la difesa della Lazio, un terzino sinistro mancino così da poter propiziare ancora meglio quelle che sono le idee di gioco di mister Sarri. Eppure il deposito non è stato il solo: è infatti spiccato, tra gli acquisti della Lazio, anche il nome di un giovane attaccante paraguaiano che nessuno si aspettava: si tratta di Diego Gonzales, classe 2003 proveniente dal Celaya Fc, club messicano che milita nella BBVA MX Expansiòn, una lega nata nel 2020 a causa della forte crisi che ha colpito il sistema calcistico messicano e che ha portato le due leghe, associabili alle nostre Serie A e B, a trovare una soluzione che potesse non aggravare troppo la situazione di alcuni piccoli club. Il risultato è questa divisione in cui, ancora per le prossime quattro stagioni, non si potrà retrocedere. Una sorta di campionato a parte, certamente lontano da quelli che sono i principi calcistici ma che, si spera, possa portare dei frutti al sistema messicano.

Le caratteristiche

Ma torniamo al giocatore: Gonzales è, per natura, un esterno alto sinistro ma con caratteristiche che lo rendono duttile per tutte le posizioni dell’attacco. Agile e veloce, nelle ultime due stagioni ha messo in mostra una buona capacità tecnica che gli ha permesso di mettere a segno dei gol di qualità e degli assist importanti, oltre che delle giocate importanti in mezzo al campo. Di piede sinistro, utilizza bene anche il destro. Nelle movenze ricorda Joaquin Correa, per fare un paragone con una conoscenza biancoceleste. I ruoli che ricopre, d’altronde, sono esattamente quelli.

Dove andrà? 

Il giocatore, a scanso di sorprese, sarà a disposizione della Primavera. Gonzales è un 2003, per cui nella squadra di Sanderra si troverebbe a fare uno dei fuoriquota: la possibilità ci sarebbe, considerando i fuoriquota smaltiti recentemente dalla Primavera. Il punto interrogativo rimarrebbe la gestione futura di questo giocatore che dovrà dimostrare da subito di avere le qualità per provare il salto in massima serie già dalla prossima stagione conquistandosi prima un posto fisso nella squadra titolare e poi cercando di trascinare la Lazio Primavera nella massima serie. 


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