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ESCLUSIVA | Onofri: “Lazio ben strutturata, ma occhio a Mount e Rashica. Sistema calcio da rifondare dal basso”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Archiviato il derby per la Lazio è tempo di voltare pagina e pensare a confermare in Europa quanto di straordinario fatto finora: questa sera c’è il Vitesse all’Olimpico ed un primato a punteggio pieno da mantenere. In esclusiva per Laziopress.it  Claudio Onofri analizza le insidie della partita di questa sera, ma anche il momento della squadra di Simone Inzaghi e dell’intero sistema calcio italiano, da rifondare dopo la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018.

Sabato la Lazio è uscita sconfitta dal derby: quanto rischia di destrutturare la squadra questo passo falso? O i biancocelesti non ne escono particolarmente stravolti?

“Non dovrebbe uscirne particolarmente stravolta perchè la Lazio è una squadra che ha ormai una continuità di risultati. Abito a Genova e capisco perfettamente cosa significa perdere un derby, però ci può stare assolutamente.

I biancocelesti sono ormai strutturati per avere risultati veramente soddisfacenti, con tanti giovani dietro le quinte pronti a sbocciare prima o poi e con una guida tecnica a mio avviso notevole.

Simone Inzaghi non sarà un mostro di comunicazione alla Mourinho, ma è un ragazzo che sa veramente quello che deve fare in campo, in allenamento, come preparare la squadra ed inculcargli l’atteggiamento giusto, come cambiare in corso d’opera il modulo per mettere in difficoltà gli avversari. Non penso assolutamente che, pur perdendo una partita così importante sotto il profilo sia del risultato che ambientale, debbano i ragazzi della Lazio accusare alcun tipo di paura per il proseguio del campionato”.

Della squadra di Inzaghi a sorprendere è proprio la compattezza, nel gruppo e nel gioco: è un elemento che è mancato contro la Roma?O dove hanno perso i biancocelesti?

“Credo che debba sempre essere considerato il rapporto di forza con gli avversari: stiamo parlando di una squadra, la Roma, che sta dimostrando una grande forza. Istintivamente ho sempre pensato che Di Francesco fosse predestinato a raggiungere alti livelli, e ci ho preso. Altro aspetto da considerare: i valori individuali dei giallorossi. I derby, poi, sono partite che vanno al di là del confronto tra squadre se non hai l’approccio giusto, soprattutto a livello mentale: hai una carica particolare, e non è facile fare analisi giustificate esclusivamente dal punto di vista tecnico-tattico”.

Non ne esce particolarmente stravolta la classifica, che per quanto riguarda i punti di distacco tra squadre sembra dar vita a due campionati…

“A fare la differenza sono le situazioni importanti di scouting create da alcune società, Lazio in primis in questo contesto, che sanno fare un grande centro di osservazione per quel che riguarda i talenti da prendere o i giovani da valorizzare: questo porta la Lazio come altre squadre a ridosso della vetta della classifica, dove le prime della classe continuano ad esserlo per un rapporto di forza economico-finanziario che permette loro di tenere ancora un certo distacco. Purtroppo, da qualche anno, vediamo un campionato disturbato a livello di equilibrio dalle società proveniente dalla serie B che non riescono mai a giocarsi la salvezza: è un disequilibrio che dà quasi fastidio. 

Ci sono squadre come il Torino, la Fiorentina o la Lazio stessa che all’oggi non possono considerarsi tra le prime quattro forze del campionato, ma lo possono diventare nel tempo; tempo che la Lazio ha bruciato, visto le primissime posizioni che sta tenendo in questo inizio stagione.

La Serie A sta comunque riemergendo da annate dove era veramente un campionato moscio”.

A proposito di scouting, sta facendo discutere in questi giorni il rinnovo di de Vrij che tarda ad arrivare. Infortuni a parte, si sta dimostrando un caposaldo della retroguardia biancoceleste: siamo di fronte ad un caso Keita-bis?

“Bisogna fare un discorso duplice: se uno si mette dalla parte di una società, in un campionato che sta tornando a buoni livelli ma che è ancora indietro rispetto allo standard europeo (a livello di spese e di capacità di introdurre proventi provenienti da televisioni o campagne marketing), può anche pensare di vendere de Vrij e prenderne uno che potrà diventarlo, e non cedere così ai voleri spropositati di procuratore e giocatore; dall’altra parte c’è, però il punto di vista dei tifosi: penso alla Lazio che ha vinto tanto, in Italia e in Europa e penso che se vendi de Vrij devi ricominciare magari daccapo e devi aspettare e sperare magari in qualcuno che non è detto ti dica bene. Ci sono due facce della stessa medaglia: io credo che le operazioni della Lazio siano sempre state di ottime livello, e penso a Lucas Leiva e Luis Alberto su tutti, che hanno saputo dare un rendimento importante attraverso la loro bravura unita alla capacità dell’allenatore e del suo staff di metterli in condizioni di garantirgli un certo andamento”.

All’Olimpico arriva il Vitesse: vista la qualificazione a punteggio pieno già raggiunta, è l’occasione giusta per dare spazio ai giovani e alle seconde linee: può essere una scelta controproducente?

“Penso che sia la possibilità per far rifiatare anche quelli che hanno finora sempre giocato. Se penso che potrebbe giocare Murgia, lo vedo non dico un titolare ma uno della rosa a tutti gli effetti: ha già fatto dei gol importanti, uno proprio contro il Vitesse. Ho anche seguito Pedro Neto del 2000: sarà forse troppo presto per lui, ma ci può stare un turn over che dia fiato a quelli che giocano sempre e e soddisfazione a chi si sta mettendo in evidenza magari in allenamento; è anche vero che finire questo girone a punteggio piena sarebbe una nota importante.

Il Vitesse non sta facendo sfraceli, ma ha giovani interessanti: Mount è un classe ’99 molto forte, e poi c’è Rashica che già all’andata ha fatto un po’ quello che voleva.

Sarà da vedere quanto Inzaghi vorrà stravolgere la squadra, ma non credo che voglia buttare i giovani all’arrembaggio senza troppa fortificazione dietro…!”

Il sistema calcio con la mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia sembra giunto alla deriva: tutto da ricostruire, ma a partire da chi o da cosa?

“Devo dire che purtroppo è da un gran bel periodo che a livello di Nazionale non otteniamo risultati importanti: anche le ultime due qualificazioni ai Mondiali di Sudafrica e Brasile hanno avuto, poi, un risultato deprimente con l’esclusione al primo turno.

Identificare in Tavecchio o in Ventura lo sfascio della Nazionale per aver mancato l’accesso ai Mondiali è troppo semplicistico.

Penso alla questione Insigne: è vero che se magari lo avessi schierato qualcosa in più ti poteva dare, ma tu non puoi come Italia arrivare a pensare di doverti qualificare all’ultimo momento aspettando il gol di Insigne. Voglio dire, la qualificazione l’hai persa prima: non dico con la Spagna, ma anche all’andata con la Svezia. Ci sono tante cose che questa Federazione ha cambiato e sta tentando di cambiare; penso in primis ai Centri federali e agli italiani in rosa: ma è il momento di fare qualcosa e non soltanto parlare. Una cosa che mi sento di dire è sull’investimento sugli stranieri, per il quale serve maggiore regolarità: non puoi prendere da tutte le parti del mondo giocatori con qualità che trovi anche in Italia, non sono più forti di quelli che abbiamo noi.

Serve una ricostruzione dal basso 

ma non mi sento di trovare un nome e cognome responsabile della rovina del calcio italiano”. 

 

  


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ESCLUSIVA| Tiziano Crudeli: “La Lazio può mettere in difficoltà il Milan con il centrocampo, la vedo da Champions”

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Questa sera andrà in scena una gara molto importante ai fini di un piazzamento in Champions, considerando anche il momento delicato delle due squadre: si tratta di Lazio-Milan, in programma alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Un periodo non facile per le due squadre che giungono alla gara anche con alcune assenze. Per commentare questa sfida è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it il noto giornalista e tifoso rossonero Tiziano Crudeli.

Che partita si aspetta da Lazio-Milan?

Oltre all’assenza di Immobile, importante per la Lazio, i biancocelesti hanno un tipo di gioco che può mettere in forte difficoltà i rossoneri. Centrocampisti dotati di grande visione di gioco e velocità di esecuzione molto tecnica. Quindi il Milan degli ultimi tempi ha denunciato delle carenze in fase di contenimento e di contrasto. Con l’Inter il Milan ha perso nettamente perché loro hanno avuto il predominio del gioco e del centrocampo e sotto questo punto di vista mi mette paura la partita con la Lazio perché ha giocatori molto forti a centrocampo.

Con la Lazio il Milan darà la scossa, considerate le ultime giornate? 

Deve, è obbligatorio. Poi se ce la farà o meno penso che sia tutto da vedere. Il Milan deve riscattare l’opaca prestazione contro l’inter, perché è stata completamente dominata.

Notizia delle ultime ore è l’assenza di Theo Hernandez domani: quanto complica la situazione in casa Milan? 

Complica ulteriormente, perché anche se contro l’Inter non ha giocato bene è molto importante per il Milan. Le sue percussioni in avanti insieme a Leao sono un pezzo forte della manovra offensiva rossonera e deve gestire anche proprio gli infortuni che hanno penalizzato sicuramente la squadra. Poi alcuni hanno recuperato, sia chiaro, ma questo vuol dire comunque non avere la condizione ottimale che ti dà continuità di rendimento. 

Il Milan può puntare ancora allo scudetto? 

Dal mio punto di vista lo scudetto, alla luce del rendimento delle rivali del Napoli, lo vedo proprio ai partenopei. Hanno una solidità e una capacità realizzativa notevole oltre che un gioco molto efficace. Da milanista è ovvio che ci spero, ma al momento i rossoneri non hanno le carte per poter competere per lo scudetto anche se seconda in classifica. 

La Lazio è da Champions, secondo lei?

La Lazio la vedo da Champions per i motivi che ho detto prima. Hanno un centrocampo efficace e anche il lato difensivo sta avendo un rendimento più che buono. Il problema era soprattutto la difesa, ora comincia a essere efficace. Se non vado errato ha subito solo 16 gol, poi il centrocampo e l’attacco sono i pezzi forti. 

Ritoccherebbe qualcosa al Milan con il mercato? 

Sinceramente il Milan dovrebbe essere potenziato, ma per ragioni economiche il Milan non può permettersi il lusso di fare investimenti onerosi. Si parla di Zaniolo, ma potrebbe essere un obiettivo a medio termine, non nell’immediato perché il Milan dovrebbe ora valorizzare altri acquisti pagati a peso d’oro, come De Ketelaere, che non hanno avuto un rendimento pari alle attese. 

  


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