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Per Lei Combattiamo

Premio Lazialità, presenti Radu, Lulic, Tare e Lotito. Il romeno: “Chiudo la carriera qui”. Il presidente: “La Lazio esiste grazie a chi la supporta” | FOTO

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Da pochi istanti il Teatro Ghione ha aperto i battenti al consueto appuntamento annuale col Premio Lazialità, condotto da Guido De Angelis,  serata dedicata interamente ai colori biancocelesti con l’obiettivo di dare un riconoscimento a chi si è distinto nel mondo Lazio, e di riunire proprio le personalità legate al club. Il ricavato della serata sarà devoluto all’associazione “Insieme per Flavio e Francesco“, due gemelli laziali affetti dal morbo di Batten.

AGGIORNAMENTO ORE 20.40 – Tra i primi ad arrivare Giuseppe Pancaro, Cesar, Paolo Negro e Giuliano Giannichedda. Proprio quest’ultimo è intervenuto ai microfoni dei giornalisti presenti:”E’ un grande onore ricevere questo premio, la Lazio mi ha dato tanto. Essere laziale è un orgoglio, vengo sempre volentieri a questo evento ed è bello ricevere una grande accoglienza“. Poi una battuta sul VAR:”E’ uno strumento utile, ma non deve sostituire l’arbitro. Ieri per esempio non andava applicato sul rigore in favore della Fiorentina, altrimenti si perde troppo tempo. La Lazio? Simone Inzaghi sta facendo bene, ma le prime vanno forte. Non bisogna perdere terreno, spero continui così. Leiva? Mi aspettavo questo impatto, è un giocatore intelligente, ha maturato grande esperienza a Liverpool. Il match contro la Sampdoria? Sarà una sfida interessante, tra le due rivelazioni del campionato. Ha un allenatore molto bravo e una squadra forte. La Lazio però può e deve giocarsela con tutti“.

A prendere la parola anche Giuseppe Pancaro:”E’ bello partecipare a queste serate, quando Guido De Angelis mi ha chiamato per partecipare sono stato felice. Mi auguro che la Lazio continui a dare grandi soddisfazioni come già sta facendo. La partita di ieri? Peccato per questa battuta d’arresto, ma non bisogna dimenticare quanto di buono fatto finora“.

Anche il centrocampista Cesar è intervenuto a margine del Premio Lazialità:”Il rigore per la Fiorentina? Rigore netto… (ride, ndr). Avrei apprezzato di più se l’arbitro avesse fischiato subito. Inzaghi? Ha un grande potenziale, ma quello che ha fatto è già da applausi. E’ stata una grande scelta confermarlo, lui è stato bravo a dare un’ottima impostazione alla squadra. Felipe Anderson? Sarà l’acquisto di gennaio, è un giocatore unico, speriamo si esprima ai suoi livelli e che torni presto. Facendo più competizioni sarebbe molto utile averlo a disposizione e al 100%“.

AGGIORNAMENTO ORE 21.00 – Al Teatro Ghione sono arrivati anche Senad Lulic, Stefan Radu e Igli Tare, a rappresentare il club biancoceleste nel corso del Premio Lazialità.

In sala presente anche Cristian Ledesma, che interviene così ai microfoni dei giornalisti presenti:”Ho grande ammirazione per Marco e Paola, genitori dei due gemelli. Sono qui per accompagnare la loro meravigliosa forza“.

Prende la parola sul palco Stefan Radu:”Sono arrivato alla Lazio nel gennaio 2008 in prestito, poi il presidente mi ha confermato. Ho giocato tante partite con questa maglia, 290. Quest’anno abbiamo un grandissimo gruppo! Il mio rapporto con la Curva è splendido, si vede nei derby. Il derby di Coppa Italia? C’era tanta tensione, siamo andati in ritiro a Norcia e c’era grande concentrazione. Un paio di giorni prima della finale i ragazzi della Curva Nord sono venuti a trovarci e ci hanno detto “se non vincete, scappate” (ride, ndr). Ho altri due anni di contratto, e posso dire che finirò la carriera qui. Nazionale rumena? Ho già preso una decisione“.

Sale sul palco poi il direttore sportivo Igli Tare:”Sono arrivato alla Lazio da giocatore casualmente. Ero in vacanza con la mia famiglia in Sardegna ai tempi del Bologna. Mi proposero di andare alla Lazio, e inizialmente rifiutai. Cambiai idea e iniziò un discorso che è continuato anche da dirigente. Cos’è per me la Lazio? E’ entrata nel mio sangue, i miei figli sono laziali. E’ stato un onore da giocatore, e ora ancor di più all’interno della società. La vittoria in Coppa Italia ce l’ho nel cuore“.

Photo Antonio Fraioli

Poi un pensiero su Baggio, suo compagno ai tempi del Brescia: “Sono arrivato dalla Germania e sono rimasto stupito dalla semplicità di Roberto“. Su Hernanes:”Quando sono andato a prenderlo al San Paolo è stata una trattativa sfiancante. Dopo cinque giorni sono riuscito a prenderlo. E’ un giocatore fantastico, e un uomo eccezionale. Il suo addio è stato scioccante, abbiamo cercato di trattenerlo ma lui è venuto nel mio studio e mi ha detto che non era un problema di soldi. E’ stato emozionante. Klose? L’ho conosciuto quando giocavo al Kaiserslautern, era un giovane di 22 anni molto interessante. Prima che venisse alla Lazio avevo avuto un contatto con lui 6 mesi prima ma il Bayern non lo lasciava andare. Poi è stato lui a cercarmi, è venuto a Roma con la moglie e ci siamo messi d’accordo per 3 anni. Milinkovic? Eravamo sicuri venisse da noi e non alla Fiorentina. Avevamo la sua parola, anche se lui per una questione personale doveva andare alla viola”. Poi un retroscena su Cavani:”Potevamo prenderlo, ma per una questione di rapporti tra società è andato al Napoli“.

E’ il turno di Senad Lulic a prendere la parola sul palco:”Sono andato in Svizzera dopo la guerra, e ho cominciato a giocare in una piccola squadra. Poi Bellinzona, Grasshoppers e Young Boys. Quando sono arrivato alla Lazio ero sconosciuto, per questo ero tranquillo e senza pressioni“. Lulic si diletta anche nella telecronaca del gol siglato il 26 maggio, inevitabile parlare di quella partita:”Segnare quel gol in finale è stata una cosa bellissima, emozionante e storica. Io capitano? Il vero capitano è Radu, è qui da 10 anni. Lui è un leader silenzioso“.

Infine l’intervento di Claudio Lotito:”Sono contento e orgoglioso di essere qui. Ritengo che una società esiste se esistono persone che la sostengono, e questa è la comunità dei tifosi. I tifosi sono un vantaggio psicologico, che sono alle spalle della squadra e la supportano. Da quando sono entrato io abbiamo fatto benissimo, ed è stato fatto anche per dare soddisfazione a chi sostiene questa squadra. Questa società esiste perchè c’è chi la supporta dal 1900, che ha sofferto in momenti delicati, ha combattuto. I laziali escono fuori nei momenti negativi. Quello che subisco io quotidianamente nelle istituzioni non è bello, ma lo subisco in quanto presidente della Lazio. E questo è un orgoglio, i risultati arriveranno. Ho puntato sempre su persone particolari, che hanno dimostrato attaccamento alla società, e questi sono Tare e Inzaghi. Abbiamo messo in campo un’azione congiunta ognuno nel proprio ruolo, per far tornare competitiva la squadra. Ci mettiamo tutto l’impegno e lo sforzo per questo club, vogliamo fare in modo che la Lazio duri per sempre, senza che nessuno ci regali nulla. Ci prendiamo tutto quello che è nostro, aspettiamo ci venga riconosciuto lo scudetto del 1915“.

  


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ESCLUSIVA | Lazio-Fiorentina, il doppio ex Calisti: “Se la mentalità sarà la stessa vista contro il Milan, non ci sarà partita. Difficile trovare un giocatore non in forma”

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A pochi giorni di distanza dallo splendido successo ottenuto in casa contro il Milan per 4-0, la Lazio si prepara ad affrontare un’altra sfida insidiosa. Domenica allo Stadio Olimpico alle ore 18:00, ci sarà la Fiorentina, squadra reduce da due sconfitte consecutive in campionato contro la Roma in trasferta e il Torino in casa. I viola di Italiano avranno dunque voglia di riscatto e cercheranno di tornare al successo contro i biancocelesti che, dal canto loro, godono di un grande momento di forma dopo la vittoria contro i Campioni d’Italia. Per la squadra di Sarri però, sarà importante non prendere questa partita sottogamba, affrontandola sull’onda dell’entusiasmo. In occasione di questo importante incontro, ai microfoni di LazioPress.it è intervenuto il doppio ex di Lazio e Fiorentina Ernesto Calisti.

 

Come commenti la splendida vittoria contro il Milan?

“Facile commentare un partita del genere. È stato un bellissimo match al di là della fede laziale, un bello spot per il calcio. La Lazio è stata fantastica, forse la sua miglior partita degli ultimi 10 anni. Ha dominato in lungo e in largo un avversario che di certo vive una situazione di difficoltà, ma si è fatto caso più alla non forma del Milan che alla grandissima prestazione dei biancocelesti. C’è stata tanta e troppa Lazio per il Milan, questa è la realtà, al di là del momento dei rossoneri. Ho visto molto bene Hysaj, che nelle ultime 2/3 partite ha ritrovato la condizione ma come anche Marusic e il resto dei compagni. Paradossalmente la Lazio con Felipe Anderson lì davanti fa anche meglio. Immobile sicuramente è molto più bravo ad attaccare la profondità, sappiamo le sua qualità e quanto sia indispensabile per questa squadra, ma nel fraseggio il brasiliano ha sicuramente qualcosa in più. Speriamo comunque che Ciro possa ritornare il prima possibile, anche per far respirare Anderson che gioca praticamente sempre. È chiaro che con un Felipe così non serve affrettare i tempi di recupero, l’importante è che il capitano recuperi bene.”

In questa stagione si è vista una Lazio alternare grandissime prestazioni ad altre poco convincenti. Come ti spieghi questi alti e bassi della squadra di Sarri?

“Si tratta di cali di tensione a livello mentale, altrimenti è impossibile darsi una spiegazione. La Lazio è una squadra forte sopratutto nei titolari che può vincere con tutti, lo abbiamo visto contro Roma, Inter, Milan, Atalanta, Fiorentina. Poi quando si specchia troppo e pensa di aver già chiuso le partite va in difficoltà. Secondo me però, i primi segnali positivi di vera ripresa si erano già visti con il Bologna in Coppa Italia. Una partita giocata con attenzione, determinazione e molta pressione sull’avversario nonostante non fosse una sfida di cartello. Speriamo che ora questa squadra abbia imboccato la strada giusta e che non molli più niente. La Lazio in classifica è lì, tralasciando i punti persi con Empoli e Lecce, e se la deve giocare. L’importate è aver imparato la lezione e che Immobile venga recuperato. È chiaro che dalla Società ci si aspetta una mano se è possibile, Sarri sta facendo benissimo in quanto ha rigenerato alcuni giocatori messi un pò in disparte.”

A tuo giudizio, chi è attualmente il giocatore più in forma della Lazio?

“Difficile trovarne uno non in forma. Dietro stanno giocando tutti molto bene, come ho detto Hysaj è quello che mi ha sorpreso di più. In passato le sue prestazioni sono state spesso criticate, ora invece lo vedo davvero in piena forma ma come anche Marusic. Continua a saltarmi poi agli occhi l’utilità di Luis Alberto a centrocampo, o quella di Zaccagni in attacco. Stanno tutti molto bene, anche se mi aspetto ancora di più da Milinkovic che piano piano sta ritrovando anche lui la condizione.”

Domenica arriverà la Fiorentina all’Olimpico, che partita ti aspetti?

“Mi aspetto una gara difficile, molto dipenderà dalla Lazio. Se parte con la stessa mentalità vista contro il Milan non ci sarà partita. La Fiorentina comunque, anche se non sta vivendo un periodo felice, è una buona squadra con buone individualità: da Ikone a Bonaventura fino a Kouamé. I biancocelesti dovranno dunque stare attenti e non sottovalutare questo match, è troppo importante fare risultato pieno per la Lazio.”

Da ex difensore, come giudichi le prestazioni della coppia Casale-Romagnoli? 

“Molto bene anche loro. Grande intesa tra i due che tengono bene la linea difensiva, così come gli esterni. Casale a me piace tantissimo, un difensore se vogliamo vecchio stampo: poche chiacchiere, tanta sostanza. È molto difficile da saltare in uno contro uno, fortissimo sulle palle aeree, bravo nei contrasti, sempre attento e concentrato. Romagnoli non lo scopriamo sicuramente adesso, le sue qualità sono indiscusse.”

Il grande successo contro il Milan lancia i biancocelesti al terzo posto, pensi che la Lazio possa riuscire a mantenere questa zona di classifica fino a fine stagione?

“Secondo me si, ma dipende tutto da loro. A livello di rosa alcune squadre sono più attrezzate. La Juventus è quasi tagliata fuori dalle pretendenti, vedremo poi come andrà a finire, ma le restanti Inter, Napoli e Milan hanno sicuramente qualcosa in più della Lazio. Bisogna sperare che nessuno dei giocatori importanti si faccia male, per questo dico che la Società dovrebbe dare una mano a Sarri. Preservare tutti sarebbe un miracolo, anche perché i biancocelesti ora come ora sono un bel vedere.” 

A pochi giorni dalla fine del mercato, c’è qualcosa che sistemeresti nella rosa della Lazio?

“Serve innanzitutto un vice Immobile. Tralasciando le ottime prestazioni da punta di Felipe Anderson, ma il brasiliano serve anche e sopratutto sulla catena di destra. Quella fascia con lui, Lazzari e Milinkovic funziona benissimo e il loro fraseggio avviene quasi a memoria ormai e mette in difficoltà chiunque. Pedro sta facendo bene al suo posto, è un fuoriclasse, ma non ha la stessa età del brasiliano che può dare tanto anche in fase difensiva. Poi, se dovesse arrivate anche un terzino sinistro non sarebbe male, due nuovi innesti servirebbero eccome.”

 


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