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La Repubblica | Stallo pericoloso sul rinnovo di De Vrij, ma l’olandese vorrebbe restare

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L’olandese oggi è recordman di reti in Europa tra i difensori assieme a Bastos e Vestergaard A vederlo giocare così, come contro la Fiorentina, risulta facile capire il perché la Lazio stia provando in ogni modo a trattenerlo. Stefan de Vrij è arrivato a Roma da miglior difensore del Mondiale 2014, ma nonostante questo non ha mai interrotto la sua crescita. Domenica scorsa ha mostrato tutte le sue qualità: un giocatore completo, intelligente nel leggere le azioni in anticipo (un tackle, 3 palle intercettate e 4 allontanate dall’area di rigore) e capace di interromperle senza ricorrere alle maniere dure (solo lui e Luis Alberto hanno chiuso la gara con zero falli commessi). Non solo, perché contro la Fiorentina stava anche regalando una vittoria sofferta a Inzaghi, prima che il Var incombesse sulla gara e permettesse a Babacar di pareggiare a tempo scaduto. Ha realizzato il suo terzo gol in questa Serie A, de Vrij, un primato nei migliori 5 campionati europei, che condivide con il compagno di squadra Bastos e Vestergaard del Borussia Mönchengladbach. Quando è arrivato in Italia 3 anni e mezzo fa, in fondo, aveva scelto il nostro Paese per questo, perché per i difensori l’Italia rappresenta la miglior scuola possibile. L’aveva immaginata come una tappa intermedia, necessaria per spiccare il volo e approdare, un giorno, in qualche top club europeo.

Con il passare delle stagioni, però, la Lazio gli è entrata nel cuore, così come Roma, dove ha conosciuto Doina, la sua nuova fidanzata a cui ha dedicato il gol realizzato alla Fiorentina. Ecco perché il suo possibile rinnovo, che fino a pochi mesi fa era un discorso senza prospettive, ora si è trasformato in una vera e propria trattativa. De Vrij ha dato la sua disponibilità, vorrebbe restare alla Lazio nonostante le avances di Juventus ( in vantaggio sulle altre), Liverpool e Atletico Madrid. La sua crescita professionale ora può continuare insieme alla società biancoceleste, ma ovviamente a determinate condizioni: l’olandese vuole 3 milioni di euro a stagione con clausola rescissoria fissata a 25, 5 in meno dei 30 ipotizzati dal club di Lotito, pronto poi a garantirne 2 più bonus al giocatore. Una distanza ancora sensibile, resa ancora più preoccupante dalla fase di stallo attuale, in cui entrambe le parti aspettano un cenno dall’altra. Un’attesa pericolosa, soprattutto per la Lazio: dal 1° gennaio de Vrij sarà libero di accordarsi a zero con qualsiasi squadra per la prossima stagione. Un epilogo che non vogliono né Lotito, né il giocatore. Ma per evitare che a sorridere sia il terzo incomodo, serve prima possibile un passo avanti da parte di entrambi. O almeno di uno dei due.

La Repubblica – Marco Ercole 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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