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CorSera | Dicembre in trasferta, la Lazio fa il pieno di fiducia

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C’è un unico avversario che è riuscito a mettere davvero in difficoltà la Lazio in questa stagione: lo stadio Olimpico. Solo lì ha lasciato punti: 3 al Napoli e alla Roma, 2 alla Spal, al Vitesse e alla Fiorentina. Anche le ultime tre partite tra campionato ed Europa League, concluse senza successi, si sono giocate nella Capitale. Fuori? Un’altra musica, tanto che la squadra di Inzaghi diventa inarrestabile: 8 incontri, 8 vittorie. Comprese l’impresa di Torino contro la Juve, su un campo inviolabile per chiunque, e due gare di Coppa. Fatti questi conti, Inzaghi non può essere preoccupato all’idea di giocarsi un bel po’ del suo campionato nelle tre trasferte che lo aspettano da qui alla fine dell’anno e che sono decisamente impegnative: innanzitutto la Sampdoria domani, quindi l’Atalanta e infine, il 30, l’Inter. Un percorso che potrebbe apparire pieno di ostacoli e trabocchetti ma che, numeri alla mano, la Lazio non può che affrontare con fiducia. Perché all’Olimpico i successi sono appena sopra la metà (6 su 11 incontri, e tra questi c’è la Supercoppa sempre contro la Juventus), mentre altrove sono al cento per cento.

È assai interessante già il confronto di domani sera contro la Sampdoria, perché anche la squadra genovese ha un record rilevante, diametralmente opposto rispetto a quello della Lazio. Se Inzaghi è l’unico allenatore della serie A ad avere vinto tutte le partite giocate in trasferta (con l’eccezione del derby, che però si è disputato nello sventurato Olimpico), Giampaolo è il solo a essersi aggiudicato tutte le gare in casa (6 su 6, anzi 7 su 7 aggiungendo proprio il derby che da calendario lo vedeva ospite del Genoa; deve recuperare la sfida con la Roma). Una cosa è certa: a Marassi uno dei due percorsi netti si fermerà. Oppure entrambi, se dovesse venire fuori un pareggio. Mentre Inzaghi prepara la trasferta a Genova senza problemi e dubbi per la formazione titolare, ma con grandi incertezze sui rincalzi in gran parte infortunati, prende nuovo vigore il caos determinato dalla vicenda degli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma. La Lazio infatti non ha gradito un servizio del Tg1, andato in onda giovedì sera, sul caso dei naziskin che hanno fatto irruzione nella sede di «Como senza frontiere», illustrato con immagini della curva biancoceleste. Arturo Diaconale, portavoce del presidente Claudio Lotito nonché consigliere di amministrazione della stessa Rai, ha inviato un messaggio polemico al direttore generale Orfeo: «Capisco le ragioni politico-elettorali ma non accetto quella che è a tutti gli effetti una grave discriminazione. La mia è una protesta formale».

Corriere della Sera – Stefano Agresti 


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Gregucci: “La Juventus ha fatto qualcosina in più della Lazio. Maximiano? Non mi sento di…”

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Intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio, l’ex biancoceleste Angelo Gregucci si è espresso in merito alla sfida di Coppa Italia persa dalla Lazio contro la Juventus per 1-0.

Queste le sue parole:

“Per essere competitivi non dobbiamo staccare la spina. L’impatto sulla gara non è stato pessimo, tecnicamente discreto. La Juventus ha fatto qualcosina di più, la Lazio ha avuto difficoltà negli ultimi venti metri: non ha mai riempito l’area, saltato l’avversario o fatto combinazioni interessanti. Una volta la Juve era una squadra che attaccava, oggi ti aspetta, ieri hanno fatto il minimo sindacale per arrivare alla semifinale. Non me la sento di valutare l’errore di Maximiano, ieri mi dava la sensazione di essere un buon portiere, soprattutto dopo la parata su Kostic. L’errore è un peccato perché ora cambierà tutte le valutazioni, poi è normale che il suo errore è stato determinante. Per me, comunque, ha qualità. Sul cross di Kostic non sbaglia la difesa, venivano da un piazzato, c’erano stati due tempi di gioco e quindi non si poteva fare meglio. La Lazio, tra l’altro, è brava a pulire quelle palle dall’area di rigore. Patric lo poteva aiutare. Milinkovic? Era normale farlo rifiatare, gioca sempre 90′, ne aveva necessità. La Juventus tatticamente non ha creato grandi problemi, come la Lazio a loro. La squadra di Sarri poteva creare qualcosa di più dal punto di vista individuale, anche perché secondo me ha più qualità dei bianconeri. Centrocampo? Cataldi è cresciuto tanto, è affidabile, parlaimo di un giocatore di cuore e qualità. In mezzo al campo abbiamo molte soluzioni. Il Mondiale, chiaramente, ha influenzato su Milinkovic e Vecino, ma questo era il grande interrogativo che ci ponevamo dai mesi precedenti alla competizione”.

  


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