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ESCLUSIVA | Bonanni: “Sampdoria-Lazio partita avvincente. Il Var? Favorevole, niente più sceneggiate”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Lazio e Sampdoria arrivano alla sfida del Ferraris con entrambe una giornata da recuperare e al momento distanti da sole tre lunghezze, sintomo di quanto sia una stagione d’oro per entrambe. Quelle maglie Massimo Bonanni le ha indossate, anche se per poco; in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it ci racconta come le due squadre si stanno confermando ai livelli di alta classifica che meritano e a che tipo di partita daranno vita. Var permettendo.

Domenica sera sarà Sampdoria-Lazio: quali sono le insidie in questa partita?
“Sicuramente si va ad affrontare una squadra che in casa le ha vinte tutte: sarà una partita difficilissima, però la Lazio ha dimostrato sia in questa stagione che in quella passata di saper andare nei campi più difficili e portare a casa comunque risultati importanti, come ha fatto  contro la Juventus; è decisamente una partita diversa rispetto a quella di Torino contro la Juventus, ma è allo stesso tempo molto complicata perchè la Sampdoria è una squadra molto bene organizzata. Sia i biancocelesti che i blucerchiati sono due squadre importanti, in salute; dopo la battuta d’arresto nel derby, la Lazio ha ripreso subito a viaggiare bene: domenica si è vista sfuggire la vittoria alla fine, però sta comunque facendo un campionato molto molto importante.

In questo momento stanno facendo entrambe molto bene: sarà una partita avvincente, e mi auguro che la Lazio possa uscirne fuori con una vittoria”.

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Tre punti in palio come tre punti sono quelli che distanziano le due squadre: classifica veritiera?
“Penso che alla lunga la classifica sia sempre la cosa più giusta da guardare: in questo momento, se la classifica sta dicendo questo, credo che quello che stanno dimostrando le due squadre ne rappresenta il valore. Forse la Sampdoria sta andando sopra ogni oltre rosea aspettativa, ma ha una squadra importante con dei giocatori importanti e con un allenatore che sta dimostrando di potersi meritare anche piazze più importanti”.

Chi toglierebbe alla Sampdoria se fosse Simone Inzaghi e chi alla Lazio se fosse Giampaolo?

“Sicuramente il giocatore che mi sta stupendo di più nella Sampdoria è Torreira, che ho avuto modo di conoscere ai tempi del Pescara, per la continuità che sta avendo e per la qualità che sta dando alla squadra. Oltre a lui, credo che un giocatore come Zapata faccia male e che possa essere un giocatore da tenere d’occhio, anche se qualitativamente parlando toglierei Torreira. Nella Lazio il discorso è diverso: tutti direbbero Immobile, ma dietro c’è un lavoro importante di tutta quanta la squadra a partire dal portiere. Un nome? Per quello che sta facendo sul campo, direi Milinkovic-Savic, ma la Lazio sta dimostrando di saper far bene sempre con chiunque venga schierato in campo”.

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Hanno fatto molto discutere questa settimana (ma non solo) le decisioni del Var. E’ favorevole o contrario?

“Penso che il Var sia una cosa positiva: non ci sono più sceneggiate. Mi rendo conto che i giocatori sono consapevoli che laddove scorretti vengono puniti: rivedere l’azione nell’immediato è di aiuto sia agli arbitri sia alle squadre nel mantenere un certo atteggiamento in campo. Il rigore assegnato contro la Lazio domenica l’ho ritenuto molto discutibile: con tutti i replay visti, non c’è stata mai totale chiarezza sulla giustezza o meno della decisione. E’ successa la stessa cosa ad Udine con protagonista il Napoli.

Ti rendi conto che ci sono delle situazioni che possono comunque mettere in difficoltà chiunque, ma il Var ha dato un beneficio al calcio italiano che ne aveva bisogno: c’è da migliorare, ma siamo al primo anno e verranno applicate le modifiche che servono.

Resto, comunque, dell’idea che sia una tecnologia molto utile”.

Vive molto da vicino le realtà giovanili, che sono al centro di una rifondazione del sistema calcio italiano che si è resa quanto mai necessaria dopo la mancata qualificazione ai prossimi Mondiali di Russia 2018: che direbbe ai poteri forti della Federazione?

“Si lavora troppo poco sul lato tecnico nei settori giovanili, si pensa quasi sempre esclusivamente al risultato sportivo e mai alla crescita dell’atleta; ho la fortuna di rapportarmi con ragazzi di 16 anni che il prossimo anno, se sapranno far vedere qualcosa di buono quest’anno, potranno andare in ritiro con una Prima squadra e diventa importante sapersi rapportare con i grandi; anche per via dei regolamenti, si deve iniziare a lavorare in una certa maniera: partire da zero a 16 anni è complicato, per l’allenatore e per il ragazzo stesso. Ma siamo più abituati a ragionare sui risultati piuttosto che sulla crescita o sul fatto di seguire i giocatori nel loro percorso, insegnandogli e correggendoli; si pensa solo a vincere, e la cosa è controproducente. Con le regole che ci sono oggi, soprattutto nelle categorie inferiori, ti ritrovi (vedi la Lega D), a 21 anni che non sei più Under e a non giocare più: smetti o scendi di categoria per delle regole. Io sono dell’idea che se uno è bravo lo è a qualsiasi età, ed è giusto che si confronti con i grandi anche se ha 18 anni: porto il mio pensiero ai ragazzi, sperando di farli crescere al più presto e che possano così fare il salto che gli permette di costruire qualcosa di importante”.

Quanto incide il lavoro dei talent scout delle società, grandi o minori, che sfruttano un bacino d’utenza molto spesso estero piuttosto che rivalutare i nostri vivai?

“Penso che il settore giovanile sia un settore su cui ci sia molto da lavorare. Ci sono società professionistiche che, se da un lato, investono molto nei propri settori giovanili, lo fanno anche attingendo dall’estero; di conseguenza, l’investimento rischia di essere fine a se stesso.

Bisognerebbe trovare un compromesso e diminuire la presenza di stranieri per dare maggiore spazio ai calciatori giovani italiani e al nostro calcio.

Creerebbe forse un declassamento dell’Italia rispetto ai parametri europei, ma è brutto vedere che le squadre che lottano per dei posti in Europa abbiamo pochi calciatori italiani.
Non solo: l’Italia ne sta subendo un contraccolpo negativo, aggravato dalla mancata qualificazione al Mondiale. Spero che questo sia un incentivo a crescere”.

  


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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