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La Lazio da Champions diverte anche senza Immobile. Felipe-Nani show, Inzaghi supera Petkovic

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Aggiornate i numeri, sono da record. Non c’è recupero che tenga, si sarebbe dovuto giocare lo scorso novembre, la Lazio vince e basta. 14^ vittoria su 21 partite di campionato, altri gol da aggiungere alla collezione. Ora sono 55 reti, miglior attacco del torneo, manco a dirlo. 46 punti in classifica e 3° posto, a +3 da Inter e (Sampdoria permettendo) Roma. Sorride ancora di più Inzaghi: con questo successo chiude il girone d’andata a 40 punti, superando il record di 39 centrato da Petkovic nel 2012. Fuori Immobile e Luis Alberto? E che problema c’è? Ci sono Felipe Anderson e Nani, sono loro a costruire il 2-0. Il primo, all’alba della ripresa, scherza con Danilo e serve un cioccolatino che il portoghese deve solo scartare. E’ il gol che stende l’Udinese del mai dimenticato ex Oddo. L’ex Santos però non è sazio: così nel finale scatta sul filo del fuorigioco servito da Wallace e non perdona Bizzarri.

SAMIR ARMA DI INZAGHI – Eppure il primo tempo non sembra promettere una serata facile. La Lazio è lenta, quasi ingolfata. L’Udinese si presenta con un 3-5-2 a specchio, copre bene ogni spazio. Nani e Felipe Anderson sono fuori giri, lontani dalle loro belle copie. Ma se la squadra di Inzaghi ha il miglior attacco del campionato, un motivo c’è. Così al 20′ si sblocca la partita. Basta mette in mezzo dalla destra per Lukaku, che non fa in tempo a chiudere. Arriva allora Milinkovic, bravo a rimettere la palla in mezzo di potenza. Parolo è pronto a farsi un regalo di compleanno anticipato ma Samir gli nega la gioia anticipandolo e deviando nella propria rete. Sembra la svolta eppure ancora una volta si rischia in fase difensiva. Barak si trova quasi a tu per tu con Strakosha, bravo a deviare. Sulla respinta arriva però Perica, pronto a fare come Pucciarelli e pareggiare subito. Ma non fa i conti con Radu, provvidenziale e immolarsi e salvare il vantaggio.

REWIND FELIPE – La Lazio fiuta il pericolo e nella ripresa chiude i giochi, proprio come una grande squadra. Felipe Anderson riscatta un primo tempo opaco sverniciando il connazionale Danilo. Arriva in area di rigore e serve Nani, che deve solo appoggiare in rete. Gol simile a quello del 2015, con sempre il classe ’93 come protagonista. Quel giorno sprintò sulla sinistra e regalò a Matri la palla del vantaggio. Il resto del secondo tempo è di quasi accademia. La Lazio spreca alcune potenziali ripartenze per il 3-0, che arriverà con Felipe Anderson, l’Udinese si accontenta di limitare i danni. Anche perché al 79′ Strakosha diventa superman e fa una potenziale parata dell’anno su De Paul, dopo una purtroppo frequente sbavatura difensiva. A questo servono i grandi numeri uno. La Champions sta passando anche dai suoi guanti.

 


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PAGELLE – Gila e Romagnoli funzionano, il resto della squadra no. Zaccagni unico lampo dalla panchina

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Provedel 7 – Approccio di strakoshiana memoria con una uscita da brividi e un regalo coi piedi agli austriaci, due errori che non macchiano una prestazione ancora una volta di alto livello.

Hysaj 6 – Concentrato fin dalle battute iniziali quando salva di testa a pochi metri dalla porta sguarnita. Si disimpegna con ordine sia a destra che a sinistra, qualche paura la fa vivere ma nel complesso gara sufficiente.

Gila 7 – Si fa perdonare dopo l’ultima apparizione europea con una prestazione convincente, attento in marcatura e reattivo quando deve scappare. Un segnale di crescita per il giovane spagnolo.

Romagnoli 7 – Tiene dritta una baracca che soffre l’agonismo dello Sturm Graz, l’ex Milan non va mai in sofferenza chiudendo ogni varco guidando il compagno di reparto.

Marusic 6 – Gli austriaci corrono tanto e cercano fortune specialmente sul versante opposto, il montenegrino è attento nelle diagonali difensivi non lasciandosi mai sorprendere dai cross che arrivano. Rimane negli spogliatoi per tirare un pò il fiato.

Dal 46′ Lazzari 5,5 – Tante belle iniziative palla al piede vanificate da scelte fortemente discutibili con passaggi calibrati male o palloni regalati agli avversari. Doveva spaccare la partita, invece si infrange tutte le volte.

Milinkovic 5 – Col tacco e la punta non si vince mica diceva un tecnico toscano qualche tempo fa, il serbo oggi è nella modalità “specchio” che il più delle volte produce poco o niente e difatti in un’ora combina davvero poco.

Dal 61′ Vecino 5,5 – Poteva fare comodo la sua capacità di inserirsi in area avversaria ma arrivano pochi cross e lui arrivava in ritardo.

Cataldi 6 – Partita in costante altalena tra tentativi di verticalizzazione e nervosismo. Soffre i ritmi avversari specialmente in fase di impostazione.

Luis Alberto 6 – Per un’ora la Lazio gioca a fare l’elastico con lo Sturm Graz e lo spagnolo fatica ad entrare in partita, nella parte finale tutti i palloni passano per i suoi piedi ma non arriva mai il guizzo vincente.

Felipe Anderson 5 – La squadra fatica a prendere il comando della partita e il brasiliano partecipa al caos  generale. Ha tante occasioni per creare la superiorità ma si infrange sistematicamente su Dante che lo rende totalmente innocuo.

Dal 46′ Zaccagni 6,5 – L’unico pensiero alla porta dello Sturm Graz arriva dopo il suo ingresso con una azione personale che trova però la respinta del portiere. Ci mette impegno ma trova poca partecipazione dei compagni.

Immobile 5,5 – Tanta buona volontà, un gol annullato e un eccesso di generosità nel primo tempo quando preferisce l’assist da posizione molto favorevole.

Pedro 5 – Parte a sinistra e conclude a destra con risultati modesti, peccato perchè era partito molto bene con un paio di accelerazioni che avevano messo in crisi la retroguardia avversaria.

Dal 72′ Cancellieri 5,5 – Un colpo di testa troppo debole da buona posizione e troppa attesa nello scarico del pallone che rallentava ogni volta l’azione.

All. Sarri 5,5 – Un punto che serve a poco, la Lazio non impone mai il suo gioco accettando i ritmi che voleva lo Sturm Graz. Le scelte iniziali erano volte a chiudere in fretta la pratica che invece dura novanta minuti senza nemmeno aver guadagnato il massimo.

 


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