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ESCLUSIVA | Fresi: “Lazio nettamente superiore al Napoli, e per lo scudetto dico Juventus. Trasferte vietate? Cose da Terzo Mondo”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Domani sera la Lazio di Simone Inzaghi affronterà il Napoli capolista, e la redazione di Laziopress ha intervistato in esclusiva un ex calciatore azzurro: Salvatore Fresi. Di campi da calcio Totò ne ha calcati tanti e ora sta realizzando a Salerno, la città alla quale calcisticamente è più legato (nonostante i trascorsi alla Juventus e all’Inter), un centro sportivo tutto suo: moderno e tecnologico, per creare l’ambiente ideale dove i giovani possano crescere e far parte, magari, di quel calcio italiano del futuro che oggi manca al nostro Paese.

Sabato sera Napoli-Lazio, crocevia importante per entrambe le squadre: come imposteranno la partita i due allenatori?
“Sarà difficile per entrambi, perchè sia Sarri che Inzaghi allenano due squadre toste che giocano un buon calcio. Sebbene la ritengo una formazione organizzata, credo che a rischiare di più sia il Napoli: nonostante la classifica non lo dimostri, ritengo che la Lazio sia nettamente superiore alla formazione azzurra: i biancocelesti sono forti in tutti i reparti, e stanno disputando un’ottima stagione dal punto di vista del gioco, sia in Serie A che in Europa. Possono raggiungere traguardi importanti”.

Il Napoli e lo scudetto: quanto pensi sia realizzabile questo sogno e quanto sarà determinante l’epilogo di questa stagione perchè Sarri scelga se rimanere sulla panchina azzurra?
“Credo che Sarri a fine stagione non rimarrà al Napoli, come sono sicuro che il Napoli non vincerà lo scudetto. Anche quest’anno a festeggiare il tricolore sarà la Juventus: è una società troppo forte, sia nella mentalità che nel gruppo. Dando un’occhiata al calendario, penso che il Napoli qualche punto nei vari scontri diretti che gli mancano lo lascerà: può e deve contare sempre sugli stessi uomini, mentre Allegri allena una squadra che in realtà ne contiene tre. E questo aspetto alla lunga sarà determinante”.

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Forse un aspetto sul quale ha da lavorare Inzaghi è la fase difensiva: 29 gol subiti sono forse troppi, ai quali la squadra ha saputo sopperire dimostrandosi seconda forza offensiva del campionato ad una rete di distanza dalla Juventus. E’ una Lazio a due facce o è una statistica che non ti sorprende?
“No, non mi sorprende perchè credo che la squadra di Inzaghi giochi un calcio molto aperto e molto offensivo e questo può comportare qualche rischio in più alla difesa; aggiungerei anche che gli infortuni che hanno riguardato il reparto difensivo biancoceleste hanno dato il loro contributo negativo”.

La trasferta al San Paolo sarà aperta anche ai tifosi biancocelesti e non succedeva da 17 anni. Ti chiedo se può essere un segnale della volontà di riavvicinare il calcio al suo pubblico e che impatto può avere sulla partita?
“Il pubblico è un fattore che incide da sempre su una partita, e sono convinto che lo farà anche questa volta: la Lazio ha dimostrato spesso di riuscire ad essere trascinata dai suoi tifosi, che non mancheranno di sostenerla. Poi onestamente trovo ridicolo il provvedimento di impedire le trasferte, soprattutto perchè sono cose che succedono solo in Italia. Mentre in tutti gli stadi d’Europa, tifosi di maglie diverse guardano le partite vicini, noi abbiamo ancora queste regole da Terzo mondo”.

Che idea ti sei fatto della situazione in Federcalcio e chi vedresti bene come prossimo ct della Nazionale?
“Al di là che sono molto amico di Gigi Di Biagio, se dovessi indicare un nome per la prossima panchina azzurra direi lui: è giovane ed ha esperienza coi giovani, e ha fatto vedere le sue capacità anche in Under21. Onestamente, non vedo alternative valide. Per quanto riguarda la Federazione, la mancata qualificazione ai Mondiali ha aperto una crisi che ha costretto il sistema calcio italiano a cambiare. Ma se si vuole davvero che l’Italia torni ad essere la Nazionale che è stata, bisogna fare qualcosa soprattutto per quel che riguarda i settori giovanili: se guardiamo i giocatori che esplodono in Serie A sono tutti stranieri, e anche nei nostri vivai di giovani italiani se ne vedono sempre meno. Negli altri campionati succede il contrario”. 

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ESCLUSIVA | Lazio-Fiorentina, il doppio ex Calisti: “Se la mentalità sarà la stessa vista contro il Milan, non ci sarà partita. Difficile trovare un giocatore non in forma”

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A pochi giorni di distanza dallo splendido successo ottenuto in casa contro il Milan per 4-0, la Lazio si prepara ad affrontare un’altra sfida insidiosa. Domenica allo Stadio Olimpico alle ore 18:00, ci sarà la Fiorentina, squadra reduce da due sconfitte consecutive in campionato contro la Roma in trasferta e il Torino in casa. I viola di Italiano avranno dunque voglia di riscatto e cercheranno di tornare al successo contro i biancocelesti che, dal canto loro, godono di un grande momento di forma dopo la vittoria contro i Campioni d’Italia. Per la squadra di Sarri però, sarà importante non prendere questa partita sottogamba, affrontandola sull’onda dell’entusiasmo. In occasione di questo importante incontro, ai microfoni di LazioPress.it è intervenuto il doppio ex di Lazio e Fiorentina Ernesto Calisti.

 

Come commenti la splendida vittoria contro il Milan?

“Facile commentare un partita del genere. È stato un bellissimo match al di là della fede laziale, un bello spot per il calcio. La Lazio è stata fantastica, forse la sua miglior partita degli ultimi 10 anni. Ha dominato in lungo e in largo un avversario che di certo vive una situazione di difficoltà, ma si è fatto caso più alla non forma del Milan che alla grandissima prestazione dei biancocelesti. C’è stata tanta e troppa Lazio per il Milan, questa è la realtà, al di là del momento dei rossoneri. Ho visto molto bene Hysaj, che nelle ultime 2/3 partite ha ritrovato la condizione ma come anche Marusic e il resto dei compagni. Paradossalmente la Lazio con Felipe Anderson lì davanti fa anche meglio. Immobile sicuramente è molto più bravo ad attaccare la profondità, sappiamo le sua qualità e quanto sia indispensabile per questa squadra, ma nel fraseggio il brasiliano ha sicuramente qualcosa in più. Speriamo comunque che Ciro possa ritornare il prima possibile, anche per far respirare Anderson che gioca praticamente sempre. È chiaro che con un Felipe così non serve affrettare i tempi di recupero, l’importante è che il capitano recuperi bene.”

In questa stagione si è vista una Lazio alternare grandissime prestazioni ad altre poco convincenti. Come ti spieghi questi alti e bassi della squadra di Sarri?

“Si tratta di cali di tensione a livello mentale, altrimenti è impossibile darsi una spiegazione. La Lazio è una squadra forte sopratutto nei titolari che può vincere con tutti, lo abbiamo visto contro Roma, Inter, Milan, Atalanta, Fiorentina. Poi quando si specchia troppo e pensa di aver già chiuso le partite va in difficoltà. Secondo me però, i primi segnali positivi di vera ripresa si erano già visti con il Bologna in Coppa Italia. Una partita giocata con attenzione, determinazione e molta pressione sull’avversario nonostante non fosse una sfida di cartello. Speriamo che ora questa squadra abbia imboccato la strada giusta e che non molli più niente. La Lazio in classifica è lì, tralasciando i punti persi con Empoli e Lecce, e se la deve giocare. L’importate è aver imparato la lezione e che Immobile venga recuperato. È chiaro che dalla Società ci si aspetta una mano se è possibile, Sarri sta facendo benissimo in quanto ha rigenerato alcuni giocatori messi un pò in disparte.”

A tuo giudizio, chi è attualmente il giocatore più in forma della Lazio?

“Difficile trovarne uno non in forma. Dietro stanno giocando tutti molto bene, come ho detto Hysaj è quello che mi ha sorpreso di più. In passato le sue prestazioni sono state spesso criticate, ora invece lo vedo davvero in piena forma ma come anche Marusic. Continua a saltarmi poi agli occhi l’utilità di Luis Alberto a centrocampo, o quella di Zaccagni in attacco. Stanno tutti molto bene, anche se mi aspetto ancora di più da Milinkovic che piano piano sta ritrovando anche lui la condizione.”

Domenica arriverà la Fiorentina all’Olimpico, che partita ti aspetti?

“Mi aspetto una gara difficile, molto dipenderà dalla Lazio. Se parte con la stessa mentalità vista contro il Milan non ci sarà partita. La Fiorentina comunque, anche se non sta vivendo un periodo felice, è una buona squadra con buone individualità: da Ikone a Bonaventura fino a Kouamé. I biancocelesti dovranno dunque stare attenti e non sottovalutare questo match, è troppo importante fare risultato pieno per la Lazio.”

Da ex difensore, come giudichi le prestazioni della coppia Casale-Romagnoli? 

“Molto bene anche loro. Grande intesa tra i due che tengono bene la linea difensiva, così come gli esterni. Casale a me piace tantissimo, un difensore se vogliamo vecchio stampo: poche chiacchiere, tanta sostanza. È molto difficile da saltare in uno contro uno, fortissimo sulle palle aeree, bravo nei contrasti, sempre attento e concentrato. Romagnoli non lo scopriamo sicuramente adesso, le sue qualità sono indiscusse.”

Il grande successo contro il Milan lancia i biancocelesti al terzo posto, pensi che la Lazio possa riuscire a mantenere questa zona di classifica fino a fine stagione?

“Secondo me si, ma dipende tutto da loro. A livello di rosa alcune squadre sono più attrezzate. La Juventus è quasi tagliata fuori dalle pretendenti, vedremo poi come andrà a finire, ma le restanti Inter, Napoli e Milan hanno sicuramente qualcosa in più della Lazio. Bisogna sperare che nessuno dei giocatori importanti si faccia male, per questo dico che la Società dovrebbe dare una mano a Sarri. Preservare tutti sarebbe un miracolo, anche perché i biancocelesti ora come ora sono un bel vedere.” 

A pochi giorni dalla fine del mercato, c’è qualcosa che sistemeresti nella rosa della Lazio?

“Serve innanzitutto un vice Immobile. Tralasciando le ottime prestazioni da punta di Felipe Anderson, ma il brasiliano serve anche e sopratutto sulla catena di destra. Quella fascia con lui, Lazzari e Milinkovic funziona benissimo e il loro fraseggio avviene quasi a memoria ormai e mette in difficoltà chiunque. Pedro sta facendo bene al suo posto, è un fuoriclasse, ma non ha la stessa età del brasiliano che può dare tanto anche in fase difensiva. Poi, se dovesse arrivate anche un terzino sinistro non sarebbe male, due nuovi innesti servirebbero eccome.”

 


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