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ESCLUSIVA | Colomba: “Inzaghi non potrà non pensare a Kiev, ma ha chi spacca le partite. Astori? Correttezza e lealtà non pagano mai abbastanza”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Ad una settimana esatta dalla prematura scomparsa del difensore centrale nonchè capitano della Fiorentina, Davide Astori, la Serie A è pronta a ripartire nella 28^ giornata in programma nel weekend. Tra le sfide delle 15.00, occhi puntati su Cagliari-Lazio, con i rossoblu scossi dalla morte di Davide (loro ex capitano) e dalla spinosa questione doping che sta vedendo protagonista delle cronache calcistiche Joao Pedro. Problemi di formazione a parte, per la squadra di Lopez la partita è a senso unico: servono i tre punti, per la classifica e per il morale. Un discorso simile, in una condizione di rendimento più serena, è da fare anche per i ragazzi di Simone Inzaghi che, reduci da un pareggio difficile contro la Dinamo Kiev in Europa League, devono tornare a vincere per il morale e per non perdere terreno sulle contendenti al posto Champions della prossima stagione. La redazione di Laziopress ha voluto vedere questa partita dal punto di vista di chi il calcio lo ha vissuto, da giocatore prima e da allenatore poi: Franco Colomba.

Il 2-2 all’Olimpico in Europa League quanto complica l’accesso ai quarti per la squadra di Simone Inzaghi?
“Certo, i gol in trasferta contano e pesano ma la Lazio non mi sembra una squadra che non riesce a segnare e loro non sono blindati in difesa. Posso anche immaginare una partita come quella contro la Juventus di sabato sera”.

Da allenatore, che partita servirà alla Lazio in Ucraina?
“La Lazio a Kiev dovrà gestire la partita con accortezza e tenendosi pronta a colpire in velocità appena la Dinamo esce fuori e le concederà spazi; anche se la squadra ucraina ha un vantaggio nei confronti dei biancocelesti, è pur sempre la formazione che gioca in casa”.

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Domenica Cagliari-Lazio è la partita del riscatto; obiettivi di classifica differenti, ma per entrambe contano i tre punti: quale sarà il fattore determinante per ognuna delle due squadre?
“La Lazio ha nelle individualità la possibilità di spaccare la partita: penso ad Immobile e Luis Alberto, ma anche a Felipe Anderson” 

Viste le assenze in casa Cagliari, come dovrà impostare la partita Lopez?
“Il Cagliari si è complicato la vita nelle ultime partite, ma resta una buona squadra. Lopez dovrà puntare sulla difesa e sul contropiede, il giusto atteggiamento da contrapporre alle squadre più forti”.

La Lazio non sta ai livelli, né di gioco né di risultati, di inizio stagione. Una partita ogni tre giorni si fa sentire su gambe e testa dei giocatori. Non sembra tempo però di pensare al turnover per Simone Inzaghi: come si gestisce un periodo simile?
“La Lazio non potrà non pensare al ritorno di Europa League, perciò credo che Simone Inzaghi farà attenzione ad ogni aspetto; la fatica delle partite ravvicinate negli ultimi tempi è una cosa che pesa per tutti, e nello specifico l’allenatore biancoceleste dovrà essere bravo a capire come dosare gli innesti per avere in campo una squadra all’altezza in tutte e due le competizioni”.

Un giocatore per squadra che avrebbe voluto allenare e perché.
“Nella Lazio scelgo Luis Alberto perché mi ricorda il mio modo di giocare e Ciro Immobile perché mi piaceva servire attaccanti come lui; tra le fila del Cagliari, invece, faccio il nome di Joao Pedro e Barella per un motivo comune: mi piacerebbe migliorarli e disciplinarli, al fine di renderli più produttivi per la squadra”.

La lotta per la Champions League: come finirà?
“Se ad andare in Champions saranno 4 squadre italiane, dico: Juventus, Napoli, Roma ed Inter; dico anche, però, che la squadra di Spalletti dovrà fare i conti anche con la Lazio, quindi nella lotta Champions metto anche i biancocelesti. Il Milan no, lo vedo troppo lontano”.

Nella sua breve esperienza al Cagliari non ha avuto modo di allenare Astori, ma lo ha incontrato da avversario. Un suo pensiero libero.
“Astori, calcisticamente, lo ricordo come un bel centrale di personalità che dava sicurezza al reparto e nello spogliatoio, rappresentava il calciatore modello. La cosa che dispiace è che, purtroppo, è dovuto morire perché ci si accorgesse di quanto fosse importante per tutti: essere corretti, leali e giusti non paga mai abbastanza”.

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E’ di ieri la notizia di Joao Pedro trovato positivo a due test antidoping. Al netto di tutte le considerazioni fatte anche in merito al caso Lucioni con accertate responsabilità mediche, c’è da attivare qualche campanello d’allarme intorno alla gestione dei calciatori?
“Le cose vanno sicuramente accertate ma da noi i controlli ci sono e sono anche molto accurati”.

 


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Lazio, finalmente le rotazioni: ecco quanto hanno giocato i nuovi arrivati

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Lotito nella finestra di mercato estiva ha speso come mai prima d’ora, regalando a mister Sarri non solo 8 nuovi acquisti, ma anche la possibilità di far ruotare i giocatori tra le varie competizioni. A differenza degli altri anni, infatti, tutti i nuovi innesti sono stati già scesi in campo per diversi minuti, permettendo i titolari di riprendere fiato.

Il meno utilizzato, per ora, è Luis Maximiano. Il portiere era titolare nella partita di esordio di questa stagione contro il Bologna, ma dopo 6 minuti ha rimediato un cartellino rosso, costringendo Provedel a prendere il suo posto.

Dal 14 agosto Provedel è titolare fisso, sia in campionato che in Europa League. In questo modo, tra i nuovi acquisti è quello che ha giocato per più minuti, in tutto 802. In campionato ne ha giocati 622’ (gli 82 di Lazio Bologna e le restanti partite 90’) e in Europa League 180’ (i 90 di Lazio-Feyenoord e di Midtjylland-Lazio).

In ordine, subito dopo troviamo Romagnoli con 638 minuti, di cui 475 in Serie A e 163 in Europa League. In campionato ha giocato tutti e 90 i minuti contro Bologna, Torino, Inter e Napoli, rimanendo in panchina contro il Verona e scendendo in campo per 81 minuti contro la Samp e 34 con la Cremonese. In Europa, invece, ha giocato 73 minuti contro il Feyenoord e tutta la partita con il Midtjylland.

fraioli

Al terzo posto c’è Vecino, il pupillo di Sarri. Il centrocampista è stato l’ultimo ad arrivare saltando tutta la preparazione ad Auronzo di Cadore, ma, nonostante ciò, è uno dei più utilizzati. Sono 378 i minuti in cui è sceso in campo, di cui 255 in Serie A e 123 in Europa. Non ha mai giocato una partita intera, però piano piano si è riconquistato la fiducia del suo ex mister che lo ha mandato in campo inizialmente 7 minuti contro il Bologna nella prima partita, poi man mano ha aumentato il minutaggio. Dopo il Bologna sono arrivati i 62’ contro il Torino, i 57’ contro l’Inter, i 37’ con il Napoli, 25’ contro il Verona e 67’ con la Cremonese. Solo con la Samp è rimasto in panchina. In EL, invece, ha giocato 70’ contro il Feyenoord, in cui ha segnato 2 gol e servito un assist, e 53’ contro il Midtjylland.

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Subito dopo troviamo Gila, che con i suoi 201 minuti totali si piazza al quarto posto. Solo 21 minuti per lui in campionato (9 con la Samp e 12 con la Cremonese), ma tutti i 180 in Europa League.

Terzultimo posto per Casale, con 146 minuti in campionato. Non ha ancora mai calcato i campi dell’Europa League, ma ha giocato 90 minuti contro il suo ex Verona e 56’ contro la Cremonese.

Infine, prima del meno utilizzato Luis Maximiano, troviamo Marcos Antonio con 138 minuti. In Serie A è sceso in campo 4 volte: contro il Torino (28’), l’Inter (6’), la Samp (18’) e il Verona (65’). In Europa League, invece, ha giocato solo 21 minuti contro il Midtjylland.

 


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