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De Martino: “Mai gridato al complotto ma gli errori sono evidenti. De Vrij? Caso burocratico”

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Il responsabile della comunicazione della Lazio Stefano De Martino è intervenuto ai microfoni di RMC Sport dove ha commentato le parole di Igli Tare di questa mattina in merito agli episodi Var a sfavore della compagine biancoceleste che hanno avuto il culmine nel match di domenica contro il Cagliari: “Sono parole che ha espresso anche in passato quando sono accaduti degli eventi che hanno creato una grande disappunto sia in società che nella tifoseria. Pertanto, non è uno sfogo contro qualcosa o qualcuno ma è una considerazione di chi ha costruito una buona squadra e ha ricompattato un ambiente che ha un grande seguito. E’ chiaro che gli errori sono sotto gli occhi di tutti, la gara contro il Cagliari ne è l’ultimo esempio. Ne hanno parlato tutti”.

Ipotesi di complotto: “La Lazio non ha mai proclamato la parola ‘complotto’ ma la considerazione sull’operato sì. Il Var è uno strumento che aiuta, deve aiutare e lo fa in tante occasioni e in tante gare, purtoppo con la Lazio i dati dicono il contrario. Nell’episodio di Cagliari è chiaro che uno si fa una domanda, due arbitri dicono che su Immobile non c’è il rigore  quando invece tutti, e non solo noi, hanno visto e dichiarato che il rigore c’era”.

“Dietro non si torna purtroppo e il Var va senz’altro perfezionato. Se si ha la possibilità di vedere quattro angolazioni come si fa a non vedere il fallo da rigore. Noi abbiamo detto fin da subito che c’era il penalty anche sul giocatore del Cagliari per il fallo di Luiz Felipe. Siamo stati chiari”.

Caso De Vrij: “La convovazione è relativa ad un caso burocratico e procedurale, ci auguriamo che la cosa venga chiusa in breve tempo”.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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