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ESCLUSIVA | Gramellini: “Per la Champions dico Lazio! Amo Immobile. Toro perso tempo con Mihajlović”

enrico.delellis@libero.it'

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“Quando sono solo con questo naso al piede che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore, che a me è quasi proibito il sogno di un amore”  (Guccini), Cyrano de Bergerac uno dei più illustri scrittori francesi del seicento ha combattutto tutta la vita nel nome dell’amore per la sua musa ispiratrice Rossana fonte di meravigliose poesie, che mai però ha ricambiato il suo amore. Il mondo di oggi ha bisogno di riscoprire il senso più puro di questo sentimento troppe volte strumentalizzato e deriso. Massimo Gramellini vicedirettore e editorialista del Corriere delle Sera nel suo programma su Rai Tre che prende spunto dal nome dello scrittore francese, racconta: in modo sincero, fiabesco, fanciullesco e senza condizioni questa passione che oltre alla scrittura lo accomuna con il calcio e con il “suo” Torino, squadra del suo cuore. In esclusiva alla redazione di LazioPress.it ha parlato della partita di domani che vedrà portagoniste la Lazio in piena corsa Champions e i granata delusi da un campionato che si sta chiudendo al di sotto delle aspettative.

Che partita ti aspetti domani?

Una gara importante soprattutto per la corsa Champions della Lazio, per il Torino è una partita che non conta più niente, con la sconfitta di Bergamo  le speranze per raggiungere l’Europa League sono praticamente cadute. Il calcio molte volte ci sorprende nei pronostici e abbiamo toccato con mano ciò nelle ultime settimane, però le motivazione dei biancocelesti sulla carta sono superiori e sinceramente vedo favorita la squadra di mister Inzaghi”.

Sei deluso dalla stagione del Torino?

Sicuramente si è persa una grande occasione per fare bene quest’anno. A mio avviso non bisognava iniziare la stagione con Siniša Mihajlović, un bravo allenatore ma non adatto al campionato italiano dove la tattica la fa da padrone e non si può pensare solo ad attaccare. Sicuramente era divertente vedere giocare la sua squadra, soprattutto per i tifosi avversari (ride, ndr), però questo è costato parecchi punti nel girone di andata. Con l’arrivo di Mazzarri le cose sono parzialmente cambiate anche se la rosa è stata costruita per fare un gioco diverso. L’allenatore serbo secondo me ha pagato anche lo scotto di non confermare quando ha avuto la possibilità Ciro Immobile, poi finito alla Lazio. Ogni volta che Ciro segna mi viene il mal di pancia (ride, ndr). Ho un grande rimpianto quello di non aver visto di più la coppia Belotti-Immobile, che secondo me avrebbe potuto far rivivere quella formata da Graziani e Pulici”.

I due bomber stanno vivendo una stagione diversa. Immobile segna a raffica, mentre Belotti sembra non essere più il giocatore ammirato nella passata stagione…

“Belotti secondo me gode da parte degli addetti ai lavori di una considerazione superiore rispetto a quella di Immobile, ma non so quanto giustificata, perchè quando Ciro vinse la classifica dei marcatori nel Torino, la Juventus che ne era proprietaria a metà con il club granata, con una cifra irrisoria avrebbe potuto riportarlo a Vinovo. Non lo considerarono un attaccante di livello e lo cedettero all’estero. Non sono un addetto ai lavori e neanche mi reputo uno che ci capisce così tanto, ma da tifoso e appassionato di calcio ho trovato sempre il numero diciassette biancoceleste straordinario. Ho sempre pensato che fosse un campione e sono felice per lui per l’annata che sta disputando. Non ci sono dubbi sul fatto che è l’attaccante italiano più forte”.

Chi vedi favorito in questa corsa Champions?

“Il fatto di giocare l’ultima partita in casa contro l’inter è un piccolo vantaggio e auguro alla Lazio di sfruttare questo segno del destino. I biancocelesti meritano di più giocare questa competizione. L’Inter ha fatto molto meno di quanto tutti noi ci aspettassimo dalla squadra di Luciano Spalletti. Ad inizio anno nessuno avrebbe pronosticato una Lazio così forte. Se andiamo ad analizzare le due rose, ci sono giocatori nerazzurri che rispetto ad un anno fa valgono molto di meno, mentre tra le fila biancocelesti è l’opposto cito un giocatore su tutti: Luis Alberto. Non sono un fan del presidente Lotito, ma gli devo dare merito di aver fatto diventare la Lazio una società modello sotto un punto di vista finanziario, ma anche di scouting”.

Inzaghi ha dimostrato in questi anni di essere a livello italiano uno degli allenatori più bravi sulla piazza. Secondo te ha il physique du rôle per intraprendere la carriera dei vari: Ancelotti, Capello e Allegri?

Ricorda molto l’allenatore della Juventus, non è un tecnico alla Sarri o alla Giampaolo per intenderci che costruiscono una squadra solo in base allo schema di gioco. Inzaghi cura tutti gli aspetti calcistici: dal campo allo spogliatoio. Un leader carismatico lo si vede da come vive le partite. Negli occhi dei suoi ragazzi vedi chiaramente che sarebbero pronti a buttarsi nel fuoco per lui, questo aspetto è fondamentale per aprire un ciclo di successi. La Lazio non gioca a memoria come il Napoli, però se andiamo a vedere i numeri il miglior attacco è quello dei biancocelesti. Il suo credo calcistico è esaltare molto le individualità proprio come Allegri. Mi auguro per i tifosi laziali che resti al più lungo sulla panchina romana, ma è chiaro che se la sua escalation dovesse continuare a quel punto qualche top club europeo potrebbe bussare alla sua porta”.

Questa Lazio attuale quale di quelle passate ti ricorda?

“Secondo me questa non è al livello della Lazio di Maestrelli per molti fattori. Quella squadra a mio avviso è la più bella di sempre. Giocavano a memoria e poi aveva dei giocatori come: Chinaglia, Wilson, Re Cecconi un centrocampista per l’epoca modernissimo con un credo calcistico quasi Cruijffiano, Nanni, Frustalupi. Personaggi che caratterialmente e calcisticamente nascono una volta ogni trentanni. C’è un bellissimo aneddoto che collega la Lazio del “Maestro” al Toro di Pulici e Griziani. Nel momento del suo massimo folgore subì una sola sconfitta in casa proprio contro i granata dove andò a segno per la prima volta il duo. Quel giorno nacque la frase “I gemelli del gol”. Ricordo che lo stesso Chinaglia a fine partita ammise la forza di questi due nuovi campioni, che poi in futuro avrebbero scritto pagine miliari della storia del calcio italiano”.

 

 

 

 

 

  


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Calcio

CONFERENZA SARRI: “Siamo stati ordinati, in questo momento fatichiamo a trovare la giocata giusta. Su Pellegrini…”

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Al termine della sfida in casa della Juventus, persa dalla sua Lazio per 1-0, l’allenatore biancoceleste, Maurizio Sarri, è intervenuto anche in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni, riportate dal sito ufficiale biancoceleste, al termine del match di Coppa Italia:

“La partita è stata interpretata in modo serio, siamo stati ordinati. Siamo in un momento in cui fatichiamo a trovare la giocata giusta in brillantezza nei metri decisivi del campo. Questa sera non abbiamo trovato spazi, sarebbe servita una giocata decisiva negli uno contro uno. L’errore sul gol della Juventus è stato di squadra, non di linea, è arrivato su una terza palla.

Non era facile perché la Juventus ci aspettava bassa, purtroppo il gol preso alla fine del primo tempo ha indirizzato la partita. Pellegrini? Vedremo, purtroppo a Torino abbiamo lavorato poco insieme. Luca è un terzino sinistro di buon piede, i tempi di inserimento dipenderanno da quanto tempo impiegherà a capire la nostra linea difensiva.

Marcos Antonio è un calciatore particolare, lo abbiamo preso quando c’erano idee tattiche diverse. Noi giochiamo con due interni offensivi e lui per caratteristiche non può coprire tanto campo, per questo lo possiamo sfruttare solo quando c’è chi può supportarlo. Maximiano finora è stato sfortunato, in passato una borsite gli ha impedito di allenarsi bene. Adesso sta meglio, vedremo se nelle prossime partite continueremo la sua alternanza con Provedel”.

 


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