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Il meglio e il peggio di Torino-Lazio

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Spettacolo Lazio. Una squadra che lotta e soffre, tutti insieme per centrare l’obiettivo. L’incornata di Milinkovic regala altri tre punti fondamentali alla squadra di Inzaghi che, con questo 0-1 a Torino, risponde alla Roma e si porta a quattro punti dall’Inter sconfitto in casa dalla Juventus. Che partita è stata? Abbiamo riassunto il meglio ed il peggio della serata di ieri a Torino.

IL MEGLIO

Un Sergente da urlo – E’ tornata una certezza nel centrocampo biancoceleste, non si vedeva un Milinkovic così devastante da prima del suo infortunio. Una prestazione sopra le righe, di testa le fa tutte sue, conquistando nel primo tempo anche un calcio di rigore, fallito poi da Luis Alberto. Con il colpo di testa nella ripresa, secondo gol consecutivo dopo quello alla Sampdoria, oltre a dare i tre punti ai suoi, aggiorna anche il suo bottino in zona realizzativa, con 11 gol in campionato (13 in stagione). Nella speciale classifica marcatori dei centrocampisti nella storia della Lazio, si trova al secondo posto, insieme a Luis Alberto, ad un solo gol da Antonio Candreva, attuale detentore del record.

Porta inviolata – Una difesa solida, che rischia poco. Già dalla partita contro i blucerchiati di domenica scorsa si era vista una retroguardia sul pezzo, attenta agli attacchi avversari. Seconda gara consecutiva che Strakosha non subisce gol, non succedeva dallo scorso 19 febbraio quando, dopo aver battuto il Verona per 2-0, la giornata seguente, i biancocelesti, si imposero per 0-3 in casa del Sassuolo. Dato che fa ben sperare per queste ultime tre partite decisive per l’obiettivo finale della squadra.

Squadra e tifosi: UNICI – Un gruppo unito, sia nello spogliatoio che fuori. Il supporto dei tifosi non manca, sempre al fianco della squadra, il vero dodicesimo uomo in campo. Anche ieri a Torino erano quasi mille a sostenere la banda di Inzaghi che, a fine partita, dopo essersi congratulato con i suoi giocatori, va dritto verso il settore ospiti a ringraziare la gente che li ha sostenuti per tutta la partita. Ora mancano tre battaglie per la Champions, squadra e tifosi insieme sono inarrestabili, e si prevede una grande affluenza sia nella gara casalinga con l’Atalanta che per la trasferta di Crotone, prima della grande sfida con l’Inter il 20 maggio. Un pensiero dei tifosi della Lazio anche per il piccolo Alfie Evans, il bambino inglese deceduto in settimana, con uno striscione in suo ricordo.

photo Antonio Fraioli

IL PEGGIO

Maledizione Immobile – Questo proprio non ci voleva. Dopo 13 minuti dall’inizio del match, Ciro Immobile ha dovuto lasciare in anticipo il terreno di gioco a causa di un problema riscontrato mentre cercavi di stoppare un pallone al flessore della coscia destra. Per il bomber partenopeo ci sono sensazioni negative e la possibilità che la stagione sia finita all’Olimpico di Torino sembra essere concreta. In queste ore si effettueranno diversi controlli, nella speranza che il giocatore recuperi per la sfida fondamentale contro l’Inter, l’ultima di campionato. Davvero sfortunata la Lazio, che perde il suo bomber in un momento così decisivo della stagione e, sfortunato anche Ciro, ancora in lotta per la classifica marcatori e per la tanto desiderata scarpa d’oro. Anche Radu non è uscito al meglio dalla partita contro la squadra di Mazzarri, sostituito all’inizio della ripresa da Caceres.

Occasioni sprecate – Mai come ieri sera contro il Torino, la Lazio ha sprecato tante occasioni da gol che potevano chiudere la partita molto prima. Ottimo che sia arrivata la vittoria, ma divorarsi almeno cinque occasioni nitide da gol sono troppe. Prima il rigore sbagliato da Luis Alberto, poi il pallonetto di Caicedo, per finire con la combinazione tutta di prima di Leiva con Milinkovic (se riusciva era un gol capolavoro) e il tiro al volo di Murgia. In queste partite, come quella di ieri sera, diventa pericoloso sbagliare così tante occasioni per chiudere la partita.

Photo Antonio Fraioli


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CdSera | Difesa e attacco, Lazio trasformata: più solida e spietata dell’anno scorso

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Arrivati al giro di boa, il confronto della Lazio di quest’anno con quella dello scorso anno è inevitabile e il risultato è impressionante. Innanzitutto, mai i biancocelesti avevano migliorato così tanto la difesa in un solo anno: la scorsa stagione la Lazio concluse il girone di andata con 34 gol subiti, adesso ne ha subiti meno della metà (15). Un miglioramento simile c’era stato solo a inizio anni 60, con la Lazio che aveva concluso il girone di andata precedente con 31 gol subiti e l’anno successivo con 14.

Non solo la solidità difensiva: la squadra di Sarri ha migliorato notevolmente anche la differenza reti (da +5 a +20). In più, la Lazio ha battuto tutte le dirette concorrenti per la Champions, perdendo solo con il Napoli ormai in volata scudetto e con la Juve, attualmente a metà classifica per la maxipenalizzazione. In questo modo si è costruito un grande vantaggio per la lotta Champions in termini di scontri diretti qualora si arrivasse a pari punti. Questa è l’ennesima miglioria della stagione 2022/23, dal momento che lo scorso anno si erano battute solo Inter e Roma.

L’unico aspetto in negativo è quello dei gol segnati, con 4 in meno rispetto alla scorsa stagione. Naturalmente questo dato dipende dall’assenza di Immobile, passato da 13 reti a 7 per colpa di due infortuni.

Corriere della Sera 


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