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Quando Gomez disse: “Lulic piange davanti a un microfono, mi complimento con Rüdiger”

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Lunedì 5 dicembre, il giorno prima la Lazio ha perso il derby. La tematica che domina il day after è però la polemica tra Lulic e Rudiger. “A Stoccarda vendeva calzini”, l’accusa del bosniaco al difensore della Roma. In poco tempo, il numero 19 biancoceleste finisce al centro di una gogna mediatica, soprattutto dai tesserati giallorossi, diventati improvvisamente i paladini dell’antirazzismo. Cosa anche normale, visto che difendono un loro compagno.

Dal nulla però ecco arrivare un post di una persona che con Roma e le dinamiche del derby non c’entra assolutamente nulla, Alejandro Gomez, detto Papu. Il bravo esterno dell’Atalanta, senza che nessuno lo chiami in causa (particolare non da poco) si schiera a favore di Rudiger, criticando le parole di Lulic tramite i propri social. “Se il signor Rüdiger vendeva calzini mi complimento con lui“, il messaggio dell’argentino. Oddio, in realtà l’originale era così: “A me da piccolo mi hanno insegnato che quello che accadde in campo rimane in campo, non se piange davanti a un microfono. Se il signor Rudiger vendeva calzini voglio complimentarlo, è un lavoro molto digno”. Ora, a favore di Lulic o Rudiger non importa, però se vuoi fare le morali pubbliche, almeno assicurati di scrivere in modo chiaro. Ma questa è un’altra storia.

Tralasciamo la grammatica infatti e torniamo a Gomez, diventato ormai un vero e proprio personaggio social grazie alle sue fasce di capitano personalizzate e ad alcuni ironici post. Simpatizzante romanista e grande fan di Totti, a casa ha una maglia dell’ex capitano giallorosso, il classe ’86 ha pensato bene in quel momento di cavalcare la moda del ‘tutti contro Lulic’ per raccogliere facili consensi da tutto l’ambiente calcistico. La cosa che fa sorridere però, è che lui nel post incriminato scrisse: “Quello che accade in campo rimane in campo, non si piange davanti a un microfono”. Bene, ma allora perché ha scritto questo suo pensiero pubblicamente e non ha chiamato direttamente Lulic per dirglielo? Una domanda alla quale non avremo mai risposta. A proposito, lancia anche l’hastag ‘noi dobbiamo dare l’esempio’. Bello, commovente. E pensare che quest’estate, quando si è parlato di un interessamento della Lazio per lui, si è detto anche onorato dell’accostamento, preferendo però resta restare all’Atalanta. Inzaghi così ha perso l’occasione di allenare un buon giocatore e un ancora più grande moralista. Ce ne siamo fatti una ragione.

 


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