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ROMA-CSKA MOSCA: tifoso russo accoltellato. Crolla scala mobile alla metro Repubblica: un ferito ha perso la gamba | VIDEO

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 ANSA – La stazione Repubblica della metro di Roma è stata chiusa per il crollo di una scala mobile pare causato dai tifosi russi del Cska. Stasera all’Olimpico è in programma Roma-Cska Mosca per la Champions League. Alcuni degli stessi tifosi sarebbero rimasti incastrati fra le lamiere. Scesi in metro per raggiungere lo stadio e probabilmente ubriachi i tifosi si sono messi a saltare sulla scala mobile che alla fine è crollata. I feriti hanno lesioni principalmente alle gambe.

E’ di 20 feriti, di cui uno in codice rosso, il primo bilancio del cedimento della scala mobile. Il dato è stato comunicato dalla Prefettura alla Protezione Civile. Degli altri 19 feriti, quasi tutti russi, 8 sono in codice giallo e 11 verde.

Ballavano e cantavano, fino a quando la scala mobile ha ceduto. E’ quanto avrebbero raccontato diversi testimoni alle forze di polizia e ai soccorritori che stanno intervenendo nella stazione della metro di piazza della Repubblica.

Intanto un tifoso russo è rimasto accoltellato e due contusi in scontri tra le tifoserie del Cska di Mosca e della Roma nei pressi del ponte Duca d’Aosta, vicino allo stadio Olimpico. Le forze dell’ordine hanno fatto anche uso di idranti. Sarebbero quindici i tifosi romanisti fermati e identificati in seguito agli scontri al ponte Duca d’Aosta, vicino allo stadio. Altri tafferugli tra tifoserie si sono verificati a piazza Mancini dove sono stati fermati 2 russi e un romanista che si trovano ora in commissariato.

In Piazza della Repubblica, davanti alla stazione della metro di Roma, un giovane è stato caricato su un’ambulanza, mentre un altro è stato bloccato dalle forze dell’ordine. Dalle prime ricostruzioni dei soccorritori viene la conferma che l’incidenti sarebbe avvenuto sulla scala mobile della metropolitana. Nella piazza decine di mezzi di soccorso, il traffico è bloccato per metà. Sono presenti carabinieri, polizia, vigili del fuoco, vigili urbani e molte ambulanze.

 

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CdS | Scudetto 1915, l’avv. Mignogna scrive a Gravina: “Lazio Campione, prove decisive”

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Come riportato dal Corriere dello Sport, l’avvocato Gianluca Mignogna, promotore delle iniziative per l’assegnazione dello scudetto 1915 ex aequo alla Lazio e al Genoa, ha indirizzato la seguente lettera a Gabriele Gravina, presidente della FIGC.

Egregio Presidente, in occasione del Centenario della Grande Guerra, com’è noto, abbiamo richiesto alla Federcalcio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 al Genoa e alla Lazio, rispettivamente primatista settentrionale e primatista centro-meridionale al momento della sospensione bellica dei campionati indetta il 23 maggio 1915.
Da allora è passato molto tempo, ma il procedimento pentente in Figc non ha ancora avuto una positiva definizione, senza che il sottoscritto, i 40.000 firmatari della Petizione all’uopo promossa, i tanti tifosi biancazzurri e tutti gli sportivi italiano abbiano potuto comprenderne le reali motivazioni. 

Come Lei Sa, la precedente Commissione di Saggi della Figc aveva già stabilito che l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915, invero, sarebbe stata l’unica soluzione onde ovviare al clamoroso vulnus giuridico/sportivo emerso in questi anni di approfondite ricerche. Successivamente abbiamo trasmesso alla Commissione Storica da Lei nominata il 30 maggio 2019 tutti i documenti probatori che, come speleologi, siamo riusciti a riesumare dagli abissi del dimenticatoio, dagli archivi pubblici e dalla storiografia calcistica nazionale.

Abbiamo svolto tali ricerche documentali con assoluto rigorismo storico, giuridico e sportivo, comprovando l’effettivo stato di fatto delle competizioni in essere ed almeno quattro risultanze decisamente fondamentali:
1) Non esiste alcuna delibera della FIGC che abbia formalmente e ufficialmente attribuito al Genoa il titolo di Campione d’Italia 1914/15;
2) Il club ligure ottenne a tavolino esclusivamente il titolo di Campione Settentrionale 1914/15, verosimilmente nell’ambito della scissione federale del 1921, ma medio tempore tale assegnazione fu acriticamente equivocata sino ad essere tramandata ai posteri come attributiva “de facto” del titolo di Campione d’Italia 1914-15;
3) Al Campionato Meridionale 1914/15 si iscrissero esclusivamente due squadre partenopee, ma le relative sfide furono più volte rimandate, una volta disputate vennero annullate per irregolarità di tesseramento e le successive ripetizioni non si ultimarono prima della suddetta sospensione bellica, con la conseguenza che il Girone Campano alla fine risultò pedissequamente declassato a mera valenza regionale;
4) Le fonti rinvenute ci hanno viceversa rivelato che la Lazio fu proclamata Campione Centro-Meridionale 1914-15, sicchè, in base all’articolo 15 del Regolamento Ufficiale dell’epoca avrebbe avuto il diritto di disputare la “Finalissima Nazionale” per contendere alla primatista settentrionale la conquista dello Scudetto 1915.

La Storia ci tramanda che l’insorgenza, il protrarsi e gli effetti della Prima Guerra Mondiale non permisero mai più la disputa di tale sfida tricolore, così come è assai verosimile che anche il secondo dopoguerra impose a tutta l’Italia, compresa quella calcistica, di volgere lo sguardo solo verso il futuro onde riemergere dalle ceneri del conflitto, distogliendolo da ogni altra questione pregressa e legata ad un passato fin troppo complesso e doloroso.

A distanza di 107 anni da quel fatidico 24 maggio 1915, tuttavia, riteniamo opportuno e stiamo a richiederLe che la Federcalcio ponga fine a tale ingiustizia ultracentenaria, sancendo d’ufficio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 a Lazio e Genoa, dando piena attenuazione a quei fini costitutivi che la prepongono alla somministrazione della giustizia sportiva ed attuando “latu senso” i disposti di cui alla Norma 70 della Carta Olimpica in tema di attribuzione sportive a pari merito.

Egregio Presidente, noi siamo Laziali, discendenti diretti di quel Popolo del Latium che fondò la Civiltà Latina, originò l’antica Roma ed esportò i valori dell’Aequitas e della Iustitia in tutto il mondo. È per questo che, nell’auspicare un intervento federale finalmente conciliativo e definitorio, ci appelliamo alla Sua sensibilità istituzionale invocando l’applicazione del noto brocardo del Diritto Romano, al Campionato 1914/15 ed a tutti i campionati anteguerra ancora contesi: “Ubi Ius Ibi Remedium”.

 

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