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“Sono sicuro che vinceremo lo scudetto”. La Lazio ritrova il ‘profeta’ Garcia

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Chi si rivede. Due anni e mezzo alla Roma e ora alla guida del Marsiglia: Rudi Garcia ritrova la Lazio quasi tre anni dopo l’ultima volta (8 novembre 2015). L’avventura dell’allenatore francese sulla panchina della Roma è iniziata nel giugno 2013 in pieno ‘stile’ americano: una video-conferenza da New York con Pallotta. L’ex tecnico del Lille è il prescelto per il post 26 maggio, uno (se non IL) dei momenti più cupi e disperati della storia del club: “Sfregiati 86 anni di storia”, lo striscione del giorno successivo fuori i cancelli di Trigoria.

Da giugno 2013 a gennaio 2016 – quando venne esonerato per fare spazio al ritorno di Spalletti – due anni e mezzo scanditi da poche soddisfazioni e molte (pesanti) delusioni. Non ha mai perso un derby, vero, ma i risultati parlano chiaro: due secondi posti, figure penose in Champions League (Roma-Bayern Monaco 1-7 e Barcellona-Roma 6-1) e in Coppa Italia fuori ai rigori con lo Spezia all’Olimpico. E un addio tra gli sfottò dei romanisti per non aver portato a casa nessun trofeo e per alcune frasi pagate a caro prezzo e che ancora lo segnano qui a Roma.

3 luglio 2013: “Chi contesta non è tifoso della Roma. Al massimo della Lazio”Si presenta così ai suoi nuovi tifosi nel ritiro di Brunico.

“Il funerale? Credo che la Roma risorgerà molto presto”: Dopo il 26 maggio, dopo i “funerali” a Ponte Milvio, Garcia non ha dubbi. La sua Roma risorgerà pure, ma la bacheca è rimasta comunque vuota.

22 settembre 2013: “Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio. Il derby non si gioca, si vince”. Peccato, caro Rudi, che appena 4 mesi prima la Lazio ha scritto la storia del calcio a Roma.

17 ottobre 2014: “Juventus-Roma mi ha fatto capire che quest’anno vinceremo lo scudetto”. Classifica finale: Juventus 87 punti, Roma 70. “Forse c’è una divinità misteriosa che ha voluto punirmi per la superbia”, la spiegazione di Garcia a fine campionato. A Trigoria se ne intendono di profeti. Nainggolan insegna.

24 maggio 2015, vigilia del derby: “La favorita è la Lazio, come dicono tutti, ma daremo il massimo per smentire i pronostici. Loro hanno pianto dopo la gara con l’Inter e sabato scorso hanno vinto con un gol irregolare. Ma noi siamo scarsi mentre la Lazio gioca il più bel calcio d’Italia”. Sul rinvio: “Si gioca lunedì? Non hanno rinviato a martedì dopo che hanno giocato 120′?”. Provocazioni, zero stile, paura dell’avversario. Il ritratto del gentiluomo Rudi Garcia.

8 novembre 2015, conferenza post derby: “A parte il Papa, a parte Francesco Totti, l’unico Re di Roma era il Libano di Romanzo Criminale”. Un’uscita poco felice di un allenatore alla continua ricerca di slogan e metafore per ‘infiammare’ l’ambiente Roma.

“Sono e sarò sempre un romanista. Io alla Lazio? Mai. A Roma c’è solo un club per me”, le dichiarazioni di una settimana fa in vista della partita. Ce ne faremo una ragione.

Domani sera la Lazio di Simone Inzaghi, mattatore nel 2000 con 4 gol al Marsiglia in Champions, ritroverà l’ex allenatore della Roma. Una sfida delicata per il girone di Europa League ma con un sapore di derby, con la presenza nella squadra francese di un altro ex romanista come Strootman, anche lui in lizza per il premio fair play nella sua esperienza nella Roma.

  
 
 
 


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L’Europa League sui social: “Quante squadre con l’aquila come simbolo?” – FOTO

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Tramite il proprio profilo Instagram, l’Europa League ha fatto una domanda ai propri utenti, chiedendo quante squadre si possono nominare che hanno un’aquila come simbolo. Tra i commenti dei vari utenti, ci sono stati riferimenti a vari club, dalla Lazio al Besiktas, passando per il Benfica e l’AEK di Atene, continuando con Eintracht Francoforte e Ferencvaros. Che sia di buon auspicio per una stagione che la Lazio spera di vivere da protagonista anche in Europa League, dopo aver staccato il pass per la competizione con il pareggio di Milinkovic-Savic, arrivato all’ultimo respiro del match contro la Juventus.

 

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