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Il Tempo | Lazio mai un pareggio

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Lazio, mai un pareggio O tutto o niente, o sempre o basta. Questa Lazio non ha mezza misure, il grigio proprio non le piace. Che sia Serie A o Europa League, in tredici partite i biancocelesti non hanno mai pareggiato, collezionando complessivamente otto vittorie e cinque sconfitte dall’inizio della stagione. La squadra di Inzaghi dà tutto in campo, vedi a Marsiglia, o si arrende come nell’ultima debacle con l’Inter. Non ha lasciato punti per strada o ne ha lasciati troppi quando contro la Roma non ha saputo gestire la parità ritrovata durante il derby. Insomma una Lazio allergica ai pareggi, un primato statistico che condivide con cinque squadre nei maggiori campionati europei: il Tottenham in Premier, il Porto nella Primeira Liga, il PSG in Francia e il PSV in Olanda (quest’ultime due hanno sempre vinto).

La quinta abita molto più vicino e domani a pranzo sarà ospite proprio della Lazio allo stadio Olimpico. La Spal e la squadra biancoceleste sono le uniche a non aver mai messo il segno ‘x’ nelle prime dieci giornate di campionato: quattro vittorie e sei sconfitte per i ferraresi, sei vittorie e quattro sconfitte per gli uomini di Inzaghi. Lo scorso anno, il filotto di risultati senza pareggiare è stato addirittura più lungo dopo l’0-0 all’esordio in Serie A sempre contro gli spallini: dodici partite prima di trovare l’1-1 con la Fiorentina, il 26 novembre. Se le statistiche sembrano indicare il pareggio, d’altra parte la Lazio ha dalla sua un altro dato interessante. Si sarà pure dimostrata piccola nei big match (finora quattro su quattro persi) ma contro le piccole ha sempre vinto, confermando di non sbagliare le gare contro le squadre che la precedono in classifica (Frosinone, Empoli, Genoa, Udinese, Fiorentina e Parma). Da questo punto di vista, Inzaghi ha ritrovato un gruppo molto più maturo che non sottovaluta mai l’avversario, anche se sulla carta inferiore. Una squadra che sa approcciare nel modo giusto a quelle partite dagli spazi stretti e con l’avversario che ti costringe a giocare male. Una Lazio che sa anche soffrire ma ha l’intelligenza di portare a casa il massimo risultato con il minimo sforzo: non a caso la metà delle vittorie in campionato sono arrivate per 1-0.

Quella con la Spal è un’occasione da non fallire per riprendere il cammino dopo la sconfitta con l’Inter, che non ha compromesso quarto posto e obiettivo Champions. Un’occasione da non fallire soprattutto per Cataldi e Correa, che sembrano aver convinto Inzaghi a concedergli una maglia da titolare nel lunch match. Nel centrocampo ridisegnato dalle assenze di Leiva e Badelj, fiducia al classe ’94 in cabina di regia con Parolo e Milinkovic-Savic ai suoi fianchi, come nel secondo tempo contro l’Inter. L’argentino invece è in vantaggio su Caicedo per affiancare Immobile in attacco, lo confermano le prove tattiche degli ultimi due giorni. E Buffon ha svelato che a difendere la porta della Lazio sarebbe potuto esserci lui: «Avrei potuto prenderla in considerazione perché i tifosi mi hanno sempre trattato come un campione e un uomo da onorare – ha svelato l’ex Juventus – Ha un valore importante ma ho preferito lasciare l’Italia». Il tempo/ G. Baldinacci 


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