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ESCLUSIVA | Calderoni: “Lazio da terzo posto, cogli il periodo no di Roma e Milan”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Sarà una sfida per l’Europa quella che vedrà affrontarsi Atalanta e Lazio allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Lo dice la classifica, lo dice la storia recente di queste due squadre e lo dice Alex Calderoni, ex portiere della formazione bergamasca. La redazione di LazioPress lo ha intervistato in esclusiva, per analizzare il momento dei neroazzurri e dei biancocelesti e le prospettive future di due allenatori destinati a rimanere ai vertici della nostra Serie A.

Campionato di alti e bassi per l’Atalanta, al momento settima. Classifica giusta?

“L’Atalanta non è partita benissimo. Con la Lazio si assomigliano per alcune caratteristiche: giocano bene e alla gente piace guardarle, ma mancano in qualcosa. La squadra di Inzaghi ha perso per un punto lo scontro diretto per la Champions League, l’Atalanta l’Europa League dopo una partita stradominata: sono forse le squadre che giocano meglio nel calcio italiano, ma fanno fatica ad ottenere gli obiettivi nelle loro potenzialità. Guadagnano sempre un po’ meno, gli manca qualcosa nella personalità e nella gestione della gara. Credo, però, che l’Atalanta fino alla fine possa rimanere in lotta per un posto in Europa”.

Un dato che stupisce è la capacità offensiva della squadra di Gasperini: 29 gol segnati. Cosa manca a questa squadra?

“A differenza degli anni scorsi, l’Atalanta ha anche venduto qualche giocatore ed è andata a togliersi nei reparti alcuni giocatori che ha saputo fare la differenza nei momenti decisivi. In più, quest’anno ha avuto l’assenza di Ilicic che è stata determinante. Questo credo sia alla base delle difficoltà della stagione dell’Atalanta, pur rimanendo una squadra che dal punto di vista della fase offensiva tende sempre ad attaccare e a non fare le barricate dietro. E’ una grande squadra a livello offensivo”.

Il Papu Gomez l’ha definita una partita per l’Europa: condividi il pensiero?

“Condivido il pensiero del Papu: se la Lazio può lottare per la Champions, l’Atalanta può per l’Europa League. Soprattutto in questo momento, devono riuscire a dare maggiore continuità di risultati, visto che ci sono due squadre concorrenti – una è l’altra sponda della Capitale, l’altra è il Milan – che si giocano con loro gli stessi obiettivi: devono sfruttare il momento di difficoltà delle loro avversarie, che hanno l’allenatore in discussione e fanno fatica sia in campionato che in Coppa. E’ il momento buono per Lazio e Atalanta per venire fuori bene”.

In Europa la Lazio ha chiuso nel peggiore dei modi il girone: pensi la squadra si sia seduta in virtù di una qualificazione già raggiunta? O ci vedi altro?

“Ho visto la partita di giovedì. L’Eintracht ha disputato un ottimo girone, ma credo che la Lazio non abbia giocato con la formazione al completo, anche se non è mai bello parlare di riserve e di titolari. Quest’anno la squadra di Inzaghi mi piace meno rispetto alla passata stagione, quando era un piacere vederla giocare. Sono andato allo stadio diverse volte lo scorso anno, sia a Roma che in trasferta: dal vivo, dava proprio l’idea di forza, di squadra che aspettava il momento buono per punirti. Alla Lazio di oggi manca ancora il miglior Milinkovic, il miglior Luis Alberto e manca un giocatore indispensabile a centrocampo: Lucas Leiva. In difesa, è andato via de Vrij ma Acerbi sta facendo molto bene. Gli mancano i giocatori che nella passata stagione erano un gradino sopra gli altri: credo che la Lazio stia aspettando da loro il salto di qualità”.

Indubbiamente la Lazio è in crisi di risultati, anche se contro Sampdoria e Francoforte si sono mostrati cenni di “risveglio”: problema di condizione, mentale o semplicemente periodi così in stagione li passano tutte le squadre?

“I periodi negativi ci sono in tutte le squadre, capitano. Capitava anche a me, quando giocavo: soffrivo, ad esempio, molto i periodi invernali ed il freddo. La cosa bella è che, nonostante sia in crisi di risultati, la Lazio è ancora lì per lottare per la Champions League: questo  deve far ben sperare e deve essere un punto di partenza per affrontare queste partite che mancano a chiudere il girone di andata e tutto il girone di ritorno nel migliore dei modi. Secondo me la squadra biancoceleste ha le possibilità per giocarsela con le grandi e giocarsi il terzo posto: può e deve provarci”.

Strakosha non è immune da responsabilità, soprattutto nel gol del pareggio contro la Sampdoria: come giudichi la prospettiva di questo portiere.

“Anche Strakosha quest’anno non è ai livelli delle due precedenti stagioni, però lo considero sempre uno dei migliori portieri in Italia. L’anno scorso c’era Alisson, che ha fatto un campionato straordinario; quest’anno, se devo pensare a portieri che si stanno mettendo in mostra in maniera stratosferica non mi viene in mente nessuno in particolare. Anche il portiere del Parma credo viaggi sulle ali dell’entusiasmo di giocare in Serie A dopo anni che non giocava. Strakosha sta facendo una buonissima carriera, e lo ritengo un portiere importante. L’errore e la distrazione possono capitare, ma a me è un portiere che dà sicurezza: se gli devo trovare per forza un difetto è il giocare con i piedi, ma senza farne un dramma”.

Atalanta-Lazio sarà anche la sfida tra due dei più bravi allenatori che abbiamo in Italia: Gasperini vs Inzaghi?

“Sono tre anni, ma in particolare nelle ultime due stagioni, Inzaghi e Gasperini hanno dimostrato di essere i due allenatori che stanno facendo meglio. Tolgo dalla classifica Allegri che ha quello squadrone chiamato Juventus. Inzaghi se lo scorso anno avesse conquistato la Champions, avrebbe rischiato di fare il salto come Sarri verso un top club; gli manca poco per riuscirci, e credo che debba e ce la possa fare: sia lui che la Lazio hanno raggiunto ottimi livelli. Gasperini è una conferma, in un ambiente dove ha guadagnato la possibilità di avere carta bianca su tutto: mi ricorda Alex Ferguson al Manchester United, padre padrone che poteva decidere tutto quello che voleva. L’ambiente bergamasco gli ha dato la stabilità e qui ha potuto coronare il suo pensiero calcistico”.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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