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Napoli-Lazio, cosa ha funzionato e cosa no

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Inizia con l’amaro in bocca questo 2019 di campionato per la squadra di Simone Inzaghi. I biancocelesti escono sconfitti dal San Paolo, confermando il cosiddetto ‘mal di big’. I partenopei portano a casa i tre punti, tra pali e polemiche, con le reti di Callejon al minuto 34′, e di Milik, direttamente su punizione al minuto 37′. Inizio della ripresa che segnala il risveglio biancoceleste. Al minuto 65′ Ciro Immobile segna la rete che riavvicina la squadra di Inzaghi al Napoli, riaccendendo le speranze dei tifosi. Colpo di scena pochi minuti più tardi: Acerbi commette fallo, non veritiero in quanto colpisce nettamente il pallone, su Callejon rimediando la seconda ammonizione e conseguente espulsione. Furia di Inzaghi a fine partita, il quale però, chiarisce che non bisogna cercare alibi. Ma cosa ha funzionato e cosa no in questo match?

Jordan, dove sei?

La domanda che si sono fatti tutti i tifosi biancocelesti: Jordan, dove sei?. Il gol di Callejon ha evidenziato tutta la carenza in fase difensiva di Jordan Lukaku. Lo spagnolo scatta sulla fascia ma a trattenerlo non c’è nessuno. L’attaccante partenopeo si accentra e tira una legnata col destro, imparabile per Strakosha. Nonostante la sua grande prestanza fisica, ieri l’esterno biancoceleste è risultato molle, non riuscendo a garantire neanche la sua solita sgroppata in attacco. Ora tocca alla Juventus, il vero Lukaku ci sarà?.

L’assenza del mago

Il mago stava tornando. Giocate da fuoriclasse, qual’è, e tocchi di fino. Tutto il popolo biancoceleste era pronto ad accogliere di nuovo il vero Luis Alberto. Nel match di ieri sera contro la squadra di Ancelotti, però, l’ha fermato nuovamente. Il fantasista spagnolo, nonostante un avvio promettente, non è riuscito a dare il suo apporto offensivo e imprevedibile alla squadra, e l’entrata di Correa lo ha dimostrato. Il mago sta tornando e la Lazio ha bisogno di lui, completamente.

Perché non subito?

Ecco un altro quesito che rimbomba nella testa dei tifosi laziali. Tutti si chiedono come mai Correa non fosse partito dal primo minuto. La domanda è lecita visto il rendimento dell’argentino appena entrato. Appena il numero 11 biancoceleste è entrato sul terreno di gioco, la Lazio ha acquisito imprevedibilità e velocità nelle giocate. Non per niente il gol biancoceleste arriva dai piedi del Tucu, che serve un pallone perfetto per Immobile, abilissimo ad infilarlo all’angolino. L’idea di inserire un giocatore che portasse un’altra marcia in campo nella seconda frazione di gioco è naturale ma, forse, come hanno dimostrato le ultime partite del 2018, averlo dal 1′ è un’arma troppo importante per non usarla.

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Il re sole

Semplicemente il re. Colui che porta il sole in una giornata nuvolosa. Lui è sempre e il solito Ciro Immobile. Anche nella serata di ieri ha lasciato il suo zampino. Con l’inserimento di Correa e l’arretramento di Luis Alberto il gioco biancoceleste cambia. Lo spagnolo è più imprevedibile, l’argentino dona velocità e dribbling all’attacco laziale e Immobile fa quello che sa far meglio: segnare. Freddissimo davanti a Meret, nonostante il tentativo di ostacolo di Albiol. Il re sole è sempre lui, semplicemente King Ciro.

 

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Lotito: “Non farei mai crociate contro Milinkovic. Con Sarri stima reciproca”. E su Acerbi…

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Il presidente biancoceleste Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni di SkySport, ha parlato del futuro di alcuni giocatori della Lazio e del tecnico: “Milinkovic è l’oggetto del desiderio di tutti. Il prezzo c’è quando uno viene messo sul mercato: io non ce l’ho messo, quindi il prezzo non c’è. Nel momento in cui dovesse venire a chiederci, o meglio, se dovesse esserci un’offerta che lo soddisfa dal punto di vista professionale, parlando delle 5 squadre top al mondo, e anche economico, e che allo stesso tempo contempli le esigenze della Lazio, di certo non mi metterei a fare le crociate contro Milinkovic perché non lo meriterebbe. Acerbi? Lui ha un contratto con la Lazio, è un grande giocatore nel suo ruolo. Tutto quello che verrà piu avanti in termine di mercato, esigenze, aspettative o richieste del giocatore e di altre società, lo valuteremo“. Per quanto riguarda invece l’allenatore, il patron afferma che il clima è più che sereno: “Il rapporto tra me e Sarri è sempre stato forte, di stima reciproca. Penso che sia un grande professionista, vive esclusivamente di calcio, da quello che mi ha detto si trova bene alla Lazio, dice che è un posto dove si può fare calcio. Il prossimo anno se sarà lui il nostro tecnico? Se valgono i contratti allora dovrebbe essere così”.

 

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