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Lazio-Juventus, cosa ha funzionato e cosa no

Lelelamp99@gmail.com'

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Una grande Lazio, semplicemente padrona di tutto. I biancocelesti visti ieri sera sono stati, probabilmente, i migliori della stagione. Una prestazione di questo livello porta, solitamente, verso un solo risultato. Purtroppo, contro i bianconeri, questo non è successo. Match dominato dalla squadra di Inzaghi per più di 70 minuti, passando in vantaggio con l’autogol di Emre Can, direttamente da calcio d’angolo. Allegri effettua i primi cambi e stravolge, così, le sorti della partita. L’ingresso di Cancelo è devastante. Prima ribatte in rete il tiro di Dybala respinto da Strakosha, poi, conquista il rigore decisivo al 88′ realizzato da Ronaldo. I bianconeri portano a casa il match per 1-2 non meritando, però, il risultato ottenuto. Ma cosa ha funzionato e cosa no in questo match?

Il distruttore

Lui decide, lui fa, lui disfa. Semplicemente Lucas Leiva. Il re del centrocampo biancoceleste. Ieri è stata l’ennesima dimostrazione della sua grandezza e importanza. Ha bloccato sul nascere ogni azione bianconera, non permettendogli di agire come solitamente fa. Il terzetto juventino non è riuscito a tenere testa al brasiliano, il quale nel finale si è fatto sentire. Il suo labiale è inconfondibile: “Sempre così con voi”. L’ennesima dimostrazione di sé, Lucas Leiva, il distruttore.

Lazio’s Brazilian midfielder Lucas Leiva (C) holds off Juventus’ Uruguayan midfielder Rodrigo Bentancur during the italian Serie A football match Lazio Roma vs Juventus on January 27, 2019 at the Olympic stadium in Rome. (Photo by Andreas SOLARO / AFP) (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Questo è lo spirito giusto!

Una Lazio infermabile. Inizia col piglio giusto, anzi perfetto. Calci d’angoli a ripetizione, Szczesny surclassato. Prima un miracolo del portiere polacco, poi il salvataggio quasi sulla linea di Rugani. Poi il vantaggio biancoceleste, prima del recupero incredibile bianconero. Negli ultimi 15 anni non era mai capitato che la squadra di Allegri non tirasse in porta nemmeno una volta per tutto il primo tempo. Completamente inoffensiva. Perfetti dietro, pungenti davanti. Unica pecca? Il non essere cinici. Il mister Inzaghi indica la via: “In questo modo ci toglieremo grandi soddisfazioni”. Tanta Lazio.

Capitano…perché?

Questa è la domanda del giorno: Perché?. Una partita perfetta, senza pecche, che stava volgendo verso un pareggio, anche se non meritato dai bianconeri. Al minuto 88 succede l’incredibile. Bernardeschi scatta sulla fascia e sta per mettere dentro un destro verso Cancelo. Il portoghese, però, era in fuorigioco, quindi, il gol sarebbe stato irregolare. Purtroppo, Lulic, non se ne rende conto e appoggia il braccio destro sul corpo del portoghese. Cancelo crolla a terra e rigore inevitabile. Un unico episodio che rovina una prestazione eccellente. La domanda è: “Capitano…perché?”.

Bisogna metterla dentro

Cosa può rovinare una prestazione perfetta contro la prima della classe?. Semplice, non sfruttare al massimo le occasioni create. I biancocelesti hanno messo in campo una prestazione eccellente, con una personalità invidiabile. La squadra di Inzaghi passa in vantaggio, paradossalmente, con l’autogol del centrocampista bianconero Emre Can. L’occasione per raddoppiare, e chiudere virtualmente il match, ce l’ha pochi minuti più tardi col suo bomber Ciro Immobile. Occasione fallita spedendo il pallone troppo a lato, ma non è stata l’unica. Non c’è veramente niente da recriminare ai biancocelesti per prestazione e orgoglio ma, specialmente in questi match, bisogna buttarla dentro più spesso.

  


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La Repubblica | Lazio, ora a centrocampo allarme stanchezza: con la Juve si cambia

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Se le partite durassero un tempo solo, la Lazio sarebbe da scudetto. Purtroppo non è così, ma la ricerca da parte di Sarri di un modo per evitare, o almeno limitare, i cali sistematici dei suoi uomini nella seconda parte delle gare per ora non ha dato frutti. Il problema della sua squadra infatti non è l’approccio. Al contrario, è proprio nella mezz’ora iniziale che la Biancoceleste dà il meglio, senza concedere nulla (nessun gol subito in A è arrivato prima del 38°). All’intervallo i punti conquistati da inizio campionato sarebbero 44: due in più del Napoli. Gli uomini di Spalletti però ne hanno guadagnati 11 nella ripresa. Mentre la Lazio ne ha persi 6. Anche le dirette concorrenti per la Champions hanno tutte un saldo attivo in classifica: +1 l’Inter, +8 l’Atalanta, +9 il Milan e addirittura +11 la Roma. Il gol di Nico Gonzalez domenica è stato il quarto in campionato subito nei primi 10 minuti della ripresa, dopo quelli di Lautaro contro l’Inter (unico indolore perché i tre punti sono arrivati comunque), di Candreva contro la Salernitana e di Kean contro la Juventus. Se ci si aggiunge la rete di Strefezza al 57° di Lecce- Lazio, ecco completo il quadro degli approcci shock ai secondi tempi. Nell’ultima gara con la Fiorentina, ad aver influito sulla prestazione sottotono, soprattutto del centrocampo, è stata la stanchezza mentale e fisica. Per la quarta volta in 21 giorni è stato schierato dall’inizio lo stesso terzetto, Milinkovic-Cataldi-Luis Alberto. E tutti e tre hanno giocato almeno 70 minuti da Lazio-Empoli in avanti. Non a caso contro i viola i ritmi di gioco sulla mediana si sono alzati proprio quando sono entrate le forze fresche. Un indizio rilevante in vista della Coppa Italia, giovedì all’Allianz Stadium di Torino. Ieri Sarri ha concesso una giornata di riposo ai suoi. Oggi inizierà a preparare il match con la Juve e qualche rotazione nella formazione iniziale è lecito aspettarsela. Soprattutto ora che tutta la rosa è tornata a disposizione, Radu a parte. In mezzo al campo Vecino si candida per una maglia da titolare: probabile che il tecnico faccia rifiatare uno tra Luis Alberto e Milinkovic, ma occhio anche all’opzione vertice basso per dare respiro a Cataldi. Da ora in avanti inizierà un nuovo ciclo di incontri ravvicinati per la Lazio, con sette partite in ventisette giorni, tra Coppa Italia, campionato e Conference League. Necessario perciò fare i conti con la gestione fisica delle forze. Anche perché dal mercato, salvo colpi di scena, non sono previsti regali. Ieri l’agente Enzo Raiola è stato a Formello. Ha parlato con la società di Fares, per il quale si cerca una sistemazione in queste ultime ore. C’è un’offerta dalla Turchia: lo vuole l’Antalyaspor, che però gli garantirebbe uno stipendio più basso rispetto agli 1,2 milioni attuali. Lui non vuole rinunciare a parte della somma e la Lazio non ha intenzione di partecipare al pagamento. Il tempo per sbrogliare questa situazione è poco. Resta in stand-by l’arrivo di Luca Pellegrini, pronto a trasferirsi in extremis se si riuscisse a cedere Fares. La Repubblica

 


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