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Lazio in Borsa: pioniera nel 1998, l’evoluzione della quotazione fino ad oggi

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Solamente 22 società calcistiche hanno deciso di quotarsi in Borsa, scelta maturata soprattutto tra la fine degli Anni 90 e l’inizio del nuovo millennio, quando gli investitori riempivano il portafoglio con i titoli più disparati. Il calcio italiano ne ha subito approfittato e tre squadre entrarono a Piazza Affari, usufruendo di una nuova normativa che permetteva alle pretendenti di quotarsi in Borsa anche senza vantare gli ultimi tre bilanci in utile (clausola che prima era obbligatoria). Un’ipotesi quasi impossibile per tutte le società di calcio a quel tempo, ma a fare da pioniera in questo ambito è stato un club che oggi può vantare al contrario bilanci sani: la Lazio.

LA PRIMA IN ITALIA

Il 6 maggio del 1998 entrò nella Borsa di Milano, con i 120 miliardi di lire che entrarono per metà nelle casse societarie e l’altra metà nella Cirio di Cragnotti. Poi toccò ai cugini giallorossi due anni dopo, il 22 maggio 2000, infine arrivò anche la Juventus, nel dicembre del 2001. Proprio i bianconeri, soprattutto negli ultimi tempi, sono riusciti a sfruttare al meglio il trend del titolo grazie alla gestione societaria e dei fondamentali economici, aumentando del 7% il valore delle sue azioni, dai 1,35 € iniziali ai 1,45 € attuali. Le due romane, al contrario, hanno lasciato sul campo il 94% (la Lazio) ed il 78% (la Roma) dei prezzi di collocamento delle proprie azioni, al netto delle rettificazioni derivanti dagli aumenti di capitale.

DAL 1998 AD OGGI

La Lazio infatti era entrata in Borsa con un prezzo per azione di 21,53€, mentre la Roma di 2,40€. La percentuale negativa si è andata a sviluppare nel corso degli anni, dove i prezzi sono scesi rispettivamente ad 1,22€ ad azione contro i 0,53€ dei giallorossi. Il motivo? Secondo quanto riportato da Sportweek che ha intervistato l’analista Alberto Francese, “né la Lazio, né la Roma hanno intrapreso in modo continuativo un processo manageriale. All’atto della quotazione avevano raccontato la storia di un progetto industriale da portare avanti, con tanto di Stadio di proprietà, ma sono rimaste essenzialmente legate al trading dei calciatori e alle performance sportive. Tutto questo spaventa l’investitore istituzionale.”

L’interesse è infatti rimasto confinato ai tifosi-azionisti, con un basso volume di contrattazioni. La Roma con Pallotta ha messo in campo nuove prospettive di investimento come lo Stadio, con il via ai lavori che sembrano essersi sbloccati dopo le vicende giudiziarie che lo avevano reso protagonista, mentre per la Lazio si attende la presentazione di un progetto ufficiale per il c.d. “Stadio delle Aquile“.

 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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