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Per Lei Combattiamo

‘E segna sempre lui’, tanti auguri Beppe gol

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Ad Alzano Lombardo, il 17 febbraio 1968, nacque uno dei marcatori più prolifici della storia del calcio italiano. Che, fortunatamente per i tifosi e per la storia del club, ha vestito la maglia biancoceleste. “E segna sempre lui, si chiama Beppe Signori”, questo il coro della Nord, questo il simbolo dell’eterno legame tra il bomber e la Lazio.

LA LAZIALITA’ – Questo è un sentimento che va oltre il sinistro potente, i rigori vincenti calciati quasi da fermo e altri gesti tecnici che contraddistinguono un campione. La lazialità viene da dentro e Beppe gol l’ha incarnata fin da subito, con quell’esultanza post-gol che faceva esplodere l’intero stadio. Una della immagini più nitide che il laziale conserva è sicuramente quella del numero 11 “aggrappato” alla vetrata della curva Nord, per condividere la gioia della rete appena siglata.

L’AMORE INFINITO – Con la fascia al braccio ed i suoi gol è entrato di diritto nella storia della Lazio, ma un giocatore con il suo carisma avrebbe lo stesso lasciato il segno. A distanza di anni, nonostante sia lontano dal rettangolo verde e dalla capitale, appena prende la parola rende la Lazio ed i laziali protagonisti del suo discorso. Si dice ancora grato per quanto ha ricevuto a Roma, così come il tifoso laziale è grato a quel destino che ha fatto sì che Beppe gol incontrasse nel suo cammino la Lazio, diventandone protagonista.

SIGNORI RIMANE CON NOI – Questa la dimostrazione più alta di un rapporto fatto di rispetto, stima ed amore. Sentimenti sicuramente reciproci, che hanno spinto il laziale a scendere in piazza. E se di campioni, soprattutto in quegli anni, ne sono passati tanti nello spogliatoio biancoceleste, lui senz’altro ha avuto quel “qualcosa” in più per il quale il tifoso non poteva rimanere impassibile davanti alla sua cessione. E Signori è rimasto a Roma: in quegli anni fisicamente, poi nel tempo comunque legato da un rapporto speciale che solo il laziale può comprendere a pieno.

Idolo di numerose generazioni, parlare di lui anche ai più giovani è certamente un obbligo, così come si racconta di Maestrelli, Chinaglia, Fascetti, Fiorini e di chiunque altro abbia lasciato un segno indelebile nella storia della prima squadra della capitale. Buon compleanno, Beppe Gol…e grazie per i gol, per l’affetto e per aver scritto pagine indimenticabili della storia laziale.

 


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La Repubblica | Lazio, ora a centrocampo allarme stanchezza: con la Juve si cambia

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Se le partite durassero un tempo solo, la Lazio sarebbe da scudetto. Purtroppo non è così, ma la ricerca da parte di Sarri di un modo per evitare, o almeno limitare, i cali sistematici dei suoi uomini nella seconda parte delle gare per ora non ha dato frutti. Il problema della sua squadra infatti non è l’approccio. Al contrario, è proprio nella mezz’ora iniziale che la Biancoceleste dà il meglio, senza concedere nulla (nessun gol subito in A è arrivato prima del 38°). All’intervallo i punti conquistati da inizio campionato sarebbero 44: due in più del Napoli. Gli uomini di Spalletti però ne hanno guadagnati 11 nella ripresa. Mentre la Lazio ne ha persi 6. Anche le dirette concorrenti per la Champions hanno tutte un saldo attivo in classifica: +1 l’Inter, +8 l’Atalanta, +9 il Milan e addirittura +11 la Roma. Il gol di Nico Gonzalez domenica è stato il quarto in campionato subito nei primi 10 minuti della ripresa, dopo quelli di Lautaro contro l’Inter (unico indolore perché i tre punti sono arrivati comunque), di Candreva contro la Salernitana e di Kean contro la Juventus. Se ci si aggiunge la rete di Strefezza al 57° di Lecce- Lazio, ecco completo il quadro degli approcci shock ai secondi tempi. Nell’ultima gara con la Fiorentina, ad aver influito sulla prestazione sottotono, soprattutto del centrocampo, è stata la stanchezza mentale e fisica. Per la quarta volta in 21 giorni è stato schierato dall’inizio lo stesso terzetto, Milinkovic-Cataldi-Luis Alberto. E tutti e tre hanno giocato almeno 70 minuti da Lazio-Empoli in avanti. Non a caso contro i viola i ritmi di gioco sulla mediana si sono alzati proprio quando sono entrate le forze fresche. Un indizio rilevante in vista della Coppa Italia, giovedì all’Allianz Stadium di Torino. Ieri Sarri ha concesso una giornata di riposo ai suoi. Oggi inizierà a preparare il match con la Juve e qualche rotazione nella formazione iniziale è lecito aspettarsela. Soprattutto ora che tutta la rosa è tornata a disposizione, Radu a parte. In mezzo al campo Vecino si candida per una maglia da titolare: probabile che il tecnico faccia rifiatare uno tra Luis Alberto e Milinkovic, ma occhio anche all’opzione vertice basso per dare respiro a Cataldi. Da ora in avanti inizierà un nuovo ciclo di incontri ravvicinati per la Lazio, con sette partite in ventisette giorni, tra Coppa Italia, campionato e Conference League. Necessario perciò fare i conti con la gestione fisica delle forze. Anche perché dal mercato, salvo colpi di scena, non sono previsti regali. Ieri l’agente Enzo Raiola è stato a Formello. Ha parlato con la società di Fares, per il quale si cerca una sistemazione in queste ultime ore. C’è un’offerta dalla Turchia: lo vuole l’Antalyaspor, che però gli garantirebbe uno stipendio più basso rispetto agli 1,2 milioni attuali. Lui non vuole rinunciare a parte della somma e la Lazio non ha intenzione di partecipare al pagamento. Il tempo per sbrogliare questa situazione è poco. Resta in stand-by l’arrivo di Luca Pellegrini, pronto a trasferirsi in extremis se si riuscisse a cedere Fares. La Repubblica

 


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