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Il Tempo | Il trampolino della Lazio

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Ha sbagliato due volte il salto, scivolando sul Napoli e poi sulla Juventus. Al terzo tentativo la Lazio non ha fallito il tuffo davanti al Frosinone e, con un avvitamento da 1-0 di Luis Alberto, ha centrato la prima vittoria in campionato. Il derby laziale con i ciociari è stato il trampolino, da lì i biancocelesti hanno guadagnato lo slancio per inanellare una straordinaria striscia positiva di risultati e blindare la zona Champions. Questo succedeva un girone di campionato fa eppure – finora – la storia si è ripetuta tanto che Parolo ci ha scherzato su dopo le ultime sconfitte con Napoli e Juventus: «Sono scaramantico: siamo partiti a meno sei e abbiamo chiuso quarti al giro di boa. Magari succede anche nel girone di ritorno».
Cinque vittorie di fila tra Serie A ed Europa League, ben quattro consecutive in campionato. Tanto ha portato bene il Frosinone lo scorso 2 settembre all’Olimpico. La settimana successiva poi è arrivato il successo con l’Empoli, ancora di misura grazie all’1-0 di Parolo. Al contrario del poker con il quale la Lazio ha schiantato 4-1 il Genoa il 23 settembre a Roma, sul tabellino la doppietta di Immobile e la prima rete stagionale di Milinkovic-Savic. Tutto semplice anche nella trasferta contro l’Udinese, il 26 settembre Correa e Acerbi (altre due prime volte biancocelesti) hanno confezionato l’1-2 che ha chiuso la striscia positiva. Allungata dall’esordio con vittoria nella fase a gironi di Europa League, con il 2-1 rifilato all’Apollon Limassol. Un mese di settembre vissuto dalla Lazio ad altissimi livelli, un periodo di risultati positivi interrotti soltanto dalla sconfitta nel derby contro la Roma perso 3-1 dai biancocelesti.
Un girone dopo, archiviati i nuovi scivoloni con Napoli e Juventus, al terzo tentativo c’è di nuovo il Frosinone a rappresentare un bel trampolino di lancio. La Lazio deve batterlo, domani alle 19 al Benito Stirpe, per ritrovare la vittoria che manca in campionato da tre gare (26 dicembre con il Bologna). La qualificazione in semifinale di Coppa Italia, ai calci di rigore con l’Inter a San Siro, ha rivitalizzato la squadra di mister Inzaghi che era tornata a giocare bene già dalla sfida con i bianconeri a Roma. Il calendario è in discesa rispetto l’inizio choc e i biancocelesti hanno la possibilità di risalire la china dell’ottava posizione attuale, recuperando i tre punti dal quarto posto con Roma-Milan in programma questa sera. Dopo la sfida con i ciociari la Lazio ospiterà l’Empoli questo giovedì all’Olimpico (si anticipa in vista dell’andata dei sedicesimi contro il Siviglia a San Valentino) e andrà in trasferta per affrontare il Genoa il 17 febbraio (poi ci sarà il ritorno con gli spagnoli). L’Udinese avrebbe dovuto chiudere il cerchio, ma la sfida è stata rinviata a data da destinarsi: la Lega Serie A deciderà dopo il 20 febbraio a seconda che i biancocelesti vadano o meno avanti in Europa League. Il Tempo/G. Baldinacci

 

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CdS | Scudetto 1915, l’avv. Mignogna scrive a Gravina: “Lazio Campione, prove decisive”

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Come riportato dal Corriere dello Sport, l’avvocato Gianluca Mignogna, promotore delle iniziative per l’assegnazione dello scudetto 1915 ex aequo alla Lazio e al Genoa, ha indirizzato la seguente lettera a Gabriele Gravina, presidente della FIGC.

Egregio Presidente, in occasione del Centenario della Grande Guerra, com’è noto, abbiamo richiesto alla Federcalcio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 al Genoa e alla Lazio, rispettivamente primatista settentrionale e primatista centro-meridionale al momento della sospensione bellica dei campionati indetta il 23 maggio 1915.
Da allora è passato molto tempo, ma il procedimento pentente in Figc non ha ancora avuto una positiva definizione, senza che il sottoscritto, i 40.000 firmatari della Petizione all’uopo promossa, i tanti tifosi biancazzurri e tutti gli sportivi italiano abbiano potuto comprenderne le reali motivazioni. 

Come Lei Sa, la precedente Commissione di Saggi della Figc aveva già stabilito che l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915, invero, sarebbe stata l’unica soluzione onde ovviare al clamoroso vulnus giuridico/sportivo emerso in questi anni di approfondite ricerche. Successivamente abbiamo trasmesso alla Commissione Storica da Lei nominata il 30 maggio 2019 tutti i documenti probatori che, come speleologi, siamo riusciti a riesumare dagli abissi del dimenticatoio, dagli archivi pubblici e dalla storiografia calcistica nazionale.

Abbiamo svolto tali ricerche documentali con assoluto rigorismo storico, giuridico e sportivo, comprovando l’effettivo stato di fatto delle competizioni in essere ed almeno quattro risultanze decisamente fondamentali:
1) Non esiste alcuna delibera della FIGC che abbia formalmente e ufficialmente attribuito al Genoa il titolo di Campione d’Italia 1914/15;
2) Il club ligure ottenne a tavolino esclusivamente il titolo di Campione Settentrionale 1914/15, verosimilmente nell’ambito della scissione federale del 1921, ma medio tempore tale assegnazione fu acriticamente equivocata sino ad essere tramandata ai posteri come attributiva “de facto” del titolo di Campione d’Italia 1914-15;
3) Al Campionato Meridionale 1914/15 si iscrissero esclusivamente due squadre partenopee, ma le relative sfide furono più volte rimandate, una volta disputate vennero annullate per irregolarità di tesseramento e le successive ripetizioni non si ultimarono prima della suddetta sospensione bellica, con la conseguenza che il Girone Campano alla fine risultò pedissequamente declassato a mera valenza regionale;
4) Le fonti rinvenute ci hanno viceversa rivelato che la Lazio fu proclamata Campione Centro-Meridionale 1914-15, sicchè, in base all’articolo 15 del Regolamento Ufficiale dell’epoca avrebbe avuto il diritto di disputare la “Finalissima Nazionale” per contendere alla primatista settentrionale la conquista dello Scudetto 1915.

La Storia ci tramanda che l’insorgenza, il protrarsi e gli effetti della Prima Guerra Mondiale non permisero mai più la disputa di tale sfida tricolore, così come è assai verosimile che anche il secondo dopoguerra impose a tutta l’Italia, compresa quella calcistica, di volgere lo sguardo solo verso il futuro onde riemergere dalle ceneri del conflitto, distogliendolo da ogni altra questione pregressa e legata ad un passato fin troppo complesso e doloroso.

A distanza di 107 anni da quel fatidico 24 maggio 1915, tuttavia, riteniamo opportuno e stiamo a richiederLe che la Federcalcio ponga fine a tale ingiustizia ultracentenaria, sancendo d’ufficio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 a Lazio e Genoa, dando piena attenuazione a quei fini costitutivi che la prepongono alla somministrazione della giustizia sportiva ed attuando “latu senso” i disposti di cui alla Norma 70 della Carta Olimpica in tema di attribuzione sportive a pari merito.

Egregio Presidente, noi siamo Laziali, discendenti diretti di quel Popolo del Latium che fondò la Civiltà Latina, originò l’antica Roma ed esportò i valori dell’Aequitas e della Iustitia in tutto il mondo. È per questo che, nell’auspicare un intervento federale finalmente conciliativo e definitorio, ci appelliamo alla Sua sensibilità istituzionale invocando l’applicazione del noto brocardo del Diritto Romano, al Campionato 1914/15 ed a tutti i campionati anteguerra ancora contesi: “Ubi Ius Ibi Remedium”.

 

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