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Il Messaggero | Un Immobile davanti al Milan

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L’ultimo graffio di Ciro Immobile sul campionato è datato 20 gennaio. Proprio in casa di quel Napoli che per lui rappresenta amore e odio. Il sentimento con la sua terra è palese. Ma spesso non è stato corrisposto. In passato ci ha sperato più di una volta di tornare a casa. Niente da fare. La porta sempre chiusa. Appena dieci giorni dopo in Coppa Italia ha spalancato quella di San Siro contro l’Inter. Ma per uno come lui non può certo bastare. Ha fame di gol Ciro. Vive per questo. Tanto che è sceso in campo nonostante l’infortunio alla coscia destra lo tormentasse. Ha stretto i denti per esserci a Siviglia. Voleva aumentare i rimpianti del club spagnolo che non ha mai troppo creduto in lui: appena 15 gare giocate tra coppe e campionato e 4 gol realizzati. La Lazio ringrazia l’allora ds Monchi che lo ha ceduto. Come in un lungo percorso di corsi e ricorsi, adesso ecco il Milan.

TABÙ
Ciro e il Diavolo, un incrocio di destini in una strana storia. Storia che lui vuole provare a cambiare. Riavvolgiamo il nastro. La scorsa stagione fu il grande protagonista della gara di campionato. Quel 10 settembre caratterizzato da un diluvio che costrinse a far slittare la gara di un’ora, il bomber biancoceleste si portò a casa il pallone e la palma di migliore in campo: tripletta e assist per Luis Alberto. Quella vittoria consentì alla squadra di Inzaghi di balzare al quarto posto, lo stesso gradino dal quale è scivolata qualche giornata fa e che ora appartiene al Milan. Domani in palio però ci sarà il primo round di una Coppa Italia diventato l’obiettivo principale per la Lazio. Una vendetta dopo l’eliminazione dello scorso anno. Per Ciro anche l’occasione di sfatare un tabù personale: nelle quattro sfide precedenti contro Gattuso allenatore ne ha saltata una e perse due e pareggiata l’altra senza però mai andare a segno. Quest’ultima proprio quest’anno in campionato. E pensare che il Diavolo, in estate, aveva provato a mettere la coda per soffiarlo alla Lazio con una proposta di ingaggio praticamente doppia rispetto a ciò che a fine settembre gli ha offerto la dirigenza laziale per il rinnovo. Ciro è uomo di parola e ha rispettato quella data a Lotito e Inzaghi. Una porta chiuse e che difficilmente si riaprirà visto che il Milan ha scelto Piatek. Il polacco è al secondo posto della classifica dei bomber con 18, Immobile solo al sesto con 11 centri.

DECISIVO
«Spero di stare sempre meglio, quando rientri da un infortunio, hai sempre un po’ di paura. Devo scacciare questi timori per dare il massimo. Contro il Milan, servirà qualcosa di più» ha detto nei giorni scorsi Immobile. È lui l’uomo in più della banda Inzaghi e quando non gira a dovere la squadra ne risente. Non è un caso che, nonostante una stagione a tinte opache, abbia segnato praticamente un terzo dei gol totali: dei 47 gol, 15 sono stati realizzati proprio da lui. Milan prima e derby dopo per tornare a spiegare le ali e urlare nuovamente Ciro is on fire!

ilmessaggero.it

 


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Calcio

CONFERENZA SARRI: “Siamo stati ordinati, in questo momento fatichiamo a trovare la giocata giusta. Su Pellegrini…”

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Al termine della sfida in casa della Juventus, persa dalla sua Lazio per 1-0, l’allenatore biancoceleste, Maurizio Sarri, è intervenuto anche in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni, riportate dal sito ufficiale biancoceleste, al termine del match di Coppa Italia:

“La partita è stata interpretata in modo serio, siamo stati ordinati. Siamo in un momento in cui fatichiamo a trovare la giocata giusta in brillantezza nei metri decisivi del campo. Questa sera non abbiamo trovato spazi, sarebbe servita una giocata decisiva negli uno contro uno. L’errore sul gol della Juventus è stato di squadra, non di linea, è arrivato su una terza palla.

Non era facile perché la Juventus ci aspettava bassa, purtroppo il gol preso alla fine del primo tempo ha indirizzato la partita. Pellegrini? Vedremo, purtroppo a Torino abbiamo lavorato poco insieme. Luca è un terzino sinistro di buon piede, i tempi di inserimento dipenderanno da quanto tempo impiegherà a capire la nostra linea difensiva.

Marcos Antonio è un calciatore particolare, lo abbiamo preso quando c’erano idee tattiche diverse. Noi giochiamo con due interni offensivi e lui per caratteristiche non può coprire tanto campo, per questo lo possiamo sfruttare solo quando c’è chi può supportarlo. Maximiano finora è stato sfortunato, in passato una borsite gli ha impedito di allenarsi bene. Adesso sta meglio, vedremo se nelle prossime partite continueremo la sua alternanza con Provedel”.

 


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