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Per Lei Combattiamo

Biava: “Il derby potrebbe essere la partita di Milinkovic. Acerbi? Insieme ci saremmo completati”

enrico.delellis@libero.it'

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Giuseppe Biava, ex difensore biancoceleste, è intervenuto quest’oggi ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Nella sfida di ieri contro il Milan Acerbi ha annullato Piatek, l’attaccante più in forma del campionato. Anche Patric e Bastos hanno disputato una buonissima partita. Romulo è sempre stato un ottimo giocatore, ha sempre avuto qualità importanti, per un periodo forse si è un po’ perso. Un ottimo innesto per la squadra biancoceleste, un calciatore che può fare male alla Roma per la sua dinamicità ed aggressività. Inzaghi grazie a lui ha una freccia in più nel suo arco. Radu, Klose, Mauri sono quei giocatori che avrebbero fatto comodo al derby di sabato, tre elementi preziosi ed importanti quando giocavo io. Il segreto per il derby è di immaginarla come una sfida fondamentale, ma non accusare troppo la pressione anche se è impossibile non pensarci data l’importanza della gara. In partite come queste serve la testa e la mentalità.

Ieri il risultato è stato stretto per la squadra di Inzaghi, ma la gara contro i rossoneri ha dato un’iniezione di fiducia in vista della sfida di ritorno che ci sarà fra un mese e mezzo. La Lazio non riesce a segnare molti gol anche perché le cose non stanno girando nel migliore dei modi, Immobile non è mai stato così tanto senza segnare. Penso però sia più una questione di forma dei giocatori davanti, da Luis Alberto a Milinkovic per finire ad Immobile. Solo trovando la condizione migliore l’attacco biancoceleste riuscirà a tornare devastante. La Lazio è una squadra che ha sempre proposto il suo gioco con varie soluzioni offensive, è un’annata così dove davanti non si riesce a concludere nonostante sia una squadra pericolosa e propositiva.
Immobile deve restare tranquillo e non pensare troppo al gol, se si sofferma troppo su questa questione magari non arriva lucido davanti al portiere avversario. Gli servono una o due partite per sbloccarsi e tornare quello che era prima. Ciro rimane un grandissimo attaccante. Contro la Roma partirei con lo stesso centrocampo di ieri sera, rischiare da subito una squadra troppo offensiva forse contro la Roma non è il massimo i biancocelesti devono sfruttare i momenti no dei giallorossi con la velocità di Immobile e di Correa. Ieri ho visto un’ottima squadra. Acerbi ha il mio stesso spirito, è sempre posizionato bene e sa leggere le situazioni in anticipo, mi sarebbe piaciuto giocare in coppia con lui, ci saremmo completati”.

FONTE:S.S LAZIO 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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