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Da “Kolarov 71” all’espulsione: mai nominare il 26 maggio invano

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Il derby a Roma, si sa, è una gara dal sapore unico. Appena ad agosto esce il programma definitivo della stagione di Serie A Tim, subito si cerchia con il rosso sul calendario la data della stracittadina, così da evitare cerimonie, feste, ricorrenze: perché in quel giorno, esiste solo la Lazio.

A questa partita il tifoso inizia a pensarci mesi prima e terminerà di farlo innumerevoli settimana dopo. Appena arriva un nuovo giocatore nella capitale, il primo appunto che gli viene fatto è quello di concentrarsi per il derby. Che sia un calciatore del vivaio, un veterano dello spogliatoio o un ragazzo appena approdato a Roma, tutti riconoscono il valore di questo appuntamento. Figuriamoci poi chi lo ha vissuto con entrambe le squadre: Kolarov, per esempio, che con i romanisti ieri non è neanche riuscito a finire la gara.

KOLAROV 71 – Il derby più importante, l’unico indimenticabile per entrambe le tifoserie, è quello della finale di Coppa Italia. Il 26 maggio 2013 è storia. Punto. Di quella dai raccontare ai più giovani. La rete del capitano Lulic, appunto nel minuto 71 del match, ha segnato per sempre la storia delle stracittadine e la scritta “Lulic 71” ha dato vita anche a sfottò sui social ed ovunque altro nella città eterna e non solo. L’altra sponda del Tevere è stata talmente tanto segnata da questo episodio che negli anni ha sempre cercato una rivincita: mai arrivata tra l’altro perché una sfida di campionato non può di certo essere paragonata ad una finale. Tornando alla pseudo-rivincita, a dimostrazione di un forte sentimento di insoddisfazione, dopo la rete di Kolarov nel derby di andata i sostenitori giallorossi hanno iniziato con lo slogan “Kolarov 71’”. Situazione piuttosto simpatica in quanto prima di accostamenti: come paragonare una Champions ad un’amichevole estiva.

KOLAROV ESPULSO – Quindi nell’arco di mezza stagione, sponda Roma, sono passati della rete del serbo che voleva accantonare il 26 maggio, al nervosismo dello stesso giocatore che ieri è uscito anzitempo dal rettangolo verde, a causa di un doppio giallo rimediato nei minuti finali dell’incontro. Sonoro 3-0 difficile da mandare giù, soprattutto per un calciatore che è tornato a Roma con la speranza di fare bene con la maglia “opposta” a quella precedentemente indossata nella capitale. Se l’intento era quello di cancellare il 26 maggio 2013, ora invece c’è una data in più da ricordare: 2 marzo 2019.

 
 
 
 


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Etienne Tare saluta la Lazio Primavera, andrà all’Austria Vienna

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Come riportato da TuttomercatoWeb.com, Etienne Tare andrà a giocare in Bundesliga nell’Austria Vienna. L’attaccante e figlio del ds biancoceleste, dopo la Lazio Primavera, inizierà dunque una nuova carriera in un altro club.

 
 
 
 


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