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“La porti un bacio all’Europa”, anzi 2: al Franchi finisce 1-1

chiaraluce_paola@libero.it'

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“La porti un bacio all’Europa”, parafrasando Spadaro. Potrebbe essere questa la presentazione di Fiorentina-Lazio, posticipo della domenica sera. Forse l’ultima chiamata per l’Europa League per la squadra di Stefano Pioli, l’opportunità per la squadra di Simone Inzaghi di restare aggrappata al treno che porta verso l’Europa dei grandi: la Champions League. La vittoria per i padroni di casa qui manca dal 7-1 ai danni della Roma in Coppa Italia, mentre la Lazio cavalca ancora l’onda dell’entusiasmo di un derby stravinto nel risultato e nelle idee. Il sogno Champions League è lontano 6 punti (mancando Udine) e passa anche tra le mani (ora avversarie) dell’ultimo allenatore biancoceleste in grado di raggiungerlo (anche se per poco): Stefano Pioli.

LA LAZIO SI SVEGLIA.

Primo lampo della partita al 20′, firmato Immobile. Triangolazione con Correa e Milinkovic Savic, servito sontuosamente dal talento serbo, soltanto una grandissima parata di Terracciano divide l’attaccante dal gol del vantaggio biancoceleste. Ma Ciro Immobile = gol è un’equazione destinata a tornare. Passano due minuti e il numero 17 della Lazio di nuovo a tu per tu col portiere viola insacca un siluro imparabile. La Lazio si è svegliata. Nel segno (anche) di Correa, attore co-protagonista di tutte le migliori occasioni biancocelesti della prima frazione di gioco. Solista intorno alla mezz’ora, supera una mischia viola e per un soffio non riesce a battere Terracciano per il raddoppio. Ci riprova qualche minuto dopo: con eleganza dribbla ed entra in area di rigore, conclusione di poco alto sopra la traversa. Ancora Ciro, ancora Terracciano a dire no: siamo al minuto 43. Si chiude al 46′ una frazione di dominio Lazio. Tegola in casa viola: Chiesa infortunato lascia il posto a Simeone.

LA FIORENTINA ANCHE.

Il secondo tempo riparte com era finito il primo: arrembaggio Lazio, nel segno di Milinkovic che però stenta a trovare la porta per il gol del doppio vantaggio. Non sbaglia a trovare la rete del pari la Fiorentina: Mirallas se ne va a destra di forza e serve un pallone teso verso il centro dell’area. Dove Muriel non perdona: anticipa tutti ed insacca sul primo palo con un colpo da gran giocatore. A sorpresa, è amcora la Fiorentina a mettersi sulla strada del vantaggio ancora con Mirallas. I padroni di casa non dormono più. Inzaghi mischia le carte e cambia Lulic con Badelj: il Franchi concede solo applausi al numero 25 ex capitano viola dopo la scomparsa di Davide Astori. Si riaffaccia davanti la Lazio, prima con Correa poi con Marusic: ma il ruggito non arriva. Una gran chiusura di Acerbi salva i biancocelesti dall’aggressività di Simeone. Ma la Fiorentina resta viva. Doppio cambio per Inzaghi nell’arco di pochi minuti: prima Luis Alberto lascia spazio a Romulo per ovviare allo stato di difficoltà in cui sta versando la Lazio, poi Radu è costretto ad uscire per infortunio dopo un contrasto con Mirallas. Al suo posto, Bastos. Ultimi 15′ senza cambi per la formazione biancoceleste. Stringe i denti Acerbi che poco prima dello scadere si infortuna dopo un pestone ricevuto da un giocatore viola. Tre minuti dopo il 90′ arriva il triplice fischio: solo 2 gol, ma tante emozioni al Franchi. Con l’Europa ancora lì.

  


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TMW | Lazio, occhio ai rinnovi: tre in scadenza nel 2023, spaventa il 2024 con Milinkovic

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Dopo aver perso Luiz Felipe e Strakosha a zero a giugno (tradotto, un patrimonio di almeno 30 milioni di euro) la Lazio vuole evitare di svalutare altri pezzi pregiati della propria vetrina. Per questo a Formello, già da tempo per la verità, si è iniziato a parlare dei rinnovi contrattuali. Della rosa attuale, solo in 3 sono in scadenza tra pochi mesi: Radu, che ha annunciato di volersi ritirare, Pedro e Romero, deluso dal poco minutaggio concessogli da Sarri in quest’inizio di stagione. La vera partita, quella con la posta in palio più alta, si gioca però l’anno prossimo.

La scadenza del 2024
Manca un anno e mezzo alla deadline, eppure c’è già un po’ di agitazione nel mondo Lazio. Per capire il motivo basta fare un nome, quello di Milinkovic. Soltanto l’idea di poterlo perdere a un anno dalla scadenza a un prezzo più basso del suo valore, con l’agente Kezman che avrebbe più potere contrattuale nella trattativa, o addirittura a parametro zero rende cupo l’animo della piazza. Lotito ne è consapevole e sta già cercando di capire quale strategia adottare per approcciare il discorso sul rinnovo: vorrebbe farlo prima del Mondiale, mentre dall’entourage di Milinkovic tutto al momento tace. Più tardi arriva l’incontro, meglio è.

Il presidente non vuole farsi trovare impreparato neanche sugli altri giocatori in scadenza nel 2024: Lazzari, Marusic, Cataldi, Felipe Anderson. Tutti giocatori nella piena fase di maturazione della carriera e fedelissimi di Sarri, che ovviamente spera di vedere più contratti firmati possibile.

Lo riporta Tuttomercatoweb.com.

 


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