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Dott. Antonini: “Acerbi rappresenta un testimone importante per la prevenzione”

enrico.delellis@libero.it'

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Il Dottor Gabriele Antonini, medico sociale biancoceleste e collaboratore scientifico dell’evento ‘La prevenzione è… il 12° in campo’, ha presentato l’appuntamento di sabato prossimo ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“Quando pensiamo alla Lazio, non dobbiamo focalizzarci solo sulla prima squadra, ma soprattutto su tutto quello che le ruota attorno, a partire dal Settore Giovanile. La prevenzione e le diagnostica di patologie urogenitali sono importante. Dall’abolizione della leva militare, l’età del primo controllo da parte degli uomini avviene in media all’età di 35 anni, cioè quando si pensa di poter costruire una famiglia e si riscontra il fatto di non riuscire ad avere figli. Oggi la fecondazione assistita medicalmente è in crescita perché non esiste lo screening a monte. Il varicocele, ad esempio, colpisce 9 uomini su 10 malattia ma non è una patologia che può determinare al perdita di fertilità. Al contrario, se invece si tenta di intervenire in età troppo matura, diventa quasi impossibile da curare. A tal proposito, non può essere dimenticato il tumore al testicolo. Le donne dai 14 anni si recano a visita dal ginecologo, perché si preparano già ad una gravidanza e quindi al parto; in un uomo questo non avviene, mente molto spesso già con l’autopalpazione ai testicoli si potrebbe salvare la vita a tanti giovani affetti senza saperlo da tumore in quella parte del corpo.

Molte volte per lo sportivo c’è da considerare anche l’aspetto del doping: l’assunzione farmaci che migliorano le prestazioni fisiche aumentano le forze ma comportano una serie di danni collaterali, potendo anche ad arrivare ad incide sulla fertilità. Avere un testimone importante come Acerbi, soprattutto come immagine nei giovani, può determinare un’importante sensibilizzazione.

Ederson aveva riscontrato la stessa problematica in Brasile. Non è così scontato che questo problema non venga, c’è una probabilità non molto alta ma è una patologia che si può presentare dai 15 ai 40 anni. Una diagnosi precoce consente di curarsi.
Di solito le mogli portano a forza i mariti a sottoporsi ad un controllo perché hanno una mentalità diversa. Dobbiamo imparare dalle donne e ragionare come loro in termini di prevenzione al fine di abbassare i decessi. Il tumore alla prostata è tra i più riscontrati e causano morte, ma per riscontrarlo basta una semplice visita”.

FONTE:S.S LAZIO 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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