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ESCLUSIVA | Folorunsho, il ds Fracchiolla: “Farebbe carte false per la Lazio, ma è prematuro parlarne. E’ simile a Kessiè”. E su Inzaghi…

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In esclusiva ai microfoni di LazioPress.it, è intervenuto il il ds che ha lanciato Michael Folorunsho. Domenico Fracchiolla, dopo un inizio nei settori giovanili, non poteva farsi scappare un talento come il classe ’98 ex biancoceleste: “Io ho firmato per il Francavilla nel giugno del 2017 e a luglio ho fatto sì che Michael iniziasse a far parte del nostro gruppo. Lo avevo visto negli Allievi Nazionali, poi nella Primavera di Inzaghi. Io ero il responsabile del settore giovanile del Bari e mi sono scontrato con quella Lazio che era veramente forte. Noi siamo riusciti a battere i capitolini, dopo quattro anni in cui non perdevano”.

Quindi Folorunsho è stato da subito un tuo obiettivo?

Appena arrivato alla Virtus mi misi in contatto con Pasquale Gagliardi del gruppo Giuffrida, agente del giocatore, facendogli vedere subito il mio interesse. Non pensavo solo al prestito, ma anche ad averlo a titolo definitivo: sapevo che era una testa calda ma volevo lavorarci, visto il suo potenziale. Ero sicuro di poterlo ‘costruire’ nel giro di un paio d’anni. Quando sono andato a prenderlo, lui neanche sapeva dove si trovasse Francavilla”.

Il cambiamento del giocatore è notevole, per lui ora parlano i numeri. E’ stato facile guidarlo in questo percorso?

Alla Lazio era considerato uno scarto, uno dal carattere particolare; durante il primo anno abbiamo lavorato prettamente sul lato caratteriale, anche insieme all’allenatore di quel periodo Gaetano D’Agostino. Non sono mancate le punizioni ma sono servite, infatti quest’anno ha fatto il salto di qualità: è un leader, bravo con i compagni e in grado di trascinarli in campo. Per lui ora il campionato è in discesa. Doveva solo raggiungere la consapevolezza della sua forza. Io, che vengo dalle giovanili, so gestire queste situazioni e l’ho presa come una sfida personale. Ora posso dire di aver svolto il mio lavoro, va da solo, non ha bisogno di aiuti”.

Alla luce di questo, si può dire che investire sul calciatore è stata una tua sfida personale?

Per come vedo io il calcio, su questi giocatori ci si deve lavorare. Certo è che se la Lazio lo ha scartato avrà avuto i suoi buoni motivi, ma io ci tenevo a farlo crescere. Ho sempre visto in lui qualità straordinarie. Ero comunque consapevole dell’alto rischio di fallimento, visto che i biancocelesti lo avevano ‘bocciato’”.

C’è la possibilità di rivederlo nella capitale?

Io da dicembre ho lasciato la squadra, ma so che è tifosissimo della Lazio. Premesso quindi quanto lui tenga a questi colori, penso sia comunque prematuro parlarne. Le potenzialità per giocare in A non gli mancano, ora però è legato alla Virtus. Io per dimostrargli fiducia gli prolungai il contratto dopo l’operazione al menisco, in più gli davo bonus ai gol e agli assist. Tutto questo lavoro ha sicuramente pagato. Secondo me il club capitolino dovrebbe ripensarci. Lui è un po’ come Kessiè, ha fisicità impressionante e sa giocare a calcio. Di testa è migliorato ed in più ha solo 21 anni, quindi crescerà ancora. E’ maturato sicuramente. Ad oggi comunque credo che la B sia lo step intermedio per continuare il suo percorso ed arrivare al massimo”.

Dalla descrizione caratteriale dell’ex Primavera, è possibile paragonarlo all’altro ex del settore giovanile biancoceleste Keita?

Il senegalese ha giocato in prima squadra, io credo che il paragone migliore sia con Tounkara, anche lui talentuoso ma con il carattere che lo ha limitato un po’. Folorunsho ha avuto la fortuna di incontrare un vero progetto che credeva e crede in lui. Ha ricevuto tante punizioni formative, un po’ il bastone e un po’ la carota, non è stato esclusivamente coccolato. Oggi è un vero leader, un trascinatore a tutti gli effetti. Sei gol per un centrocampista sono un bel bottino. E’ fortunato anche ad avere un procuratore che lo stimola a fare bene, hanno un rapporto particolare. Il suo entourage non conosce la C, sono abituati a parlare di grandi giocatori di Serie A, ma Michael lo seguono come fosse un fratello. Io lo scorso anno con loro mi sentivo spesso, insieme abbiamo creato il percorso che ha fatto il calciatore”.

Hai avuto a che fare con Inzaghi quando allenava la Primavera e tu ti occupavi della squadra barese. Che tipo di allenatore era con i giovani?

L’ho conosciuto nell’ambito delle giovanili, un anno arrivò a pari punti con noi del Bari ma a noi andò meglio. Per questo, quando ci siamo incontrati di nuovo a Formello e noi perdevamo 7-2 gli chiesi di far fermare i suoi e lui scherzando mi disse che non ci aveva ancora perdonato quanto accaduto nella stagione precedente. Per noi addetti ai lavori giovani era uno spettacolo averlo davanti: educato, a modo, diverso da tutti gli altri. Era un grande piacere giocare contro di lui ed incontralo. Questi suoi aspetti li ha sempre mantenuti, parlano per lui i risultati e non mi stupisce che sia arrivato in prima squadra”.

Michael non ha mai nascosto la sua lazialità. Te ne ha mai parlato?

La forza della trattativa è stata che la Virtus ha gli stessi colori della Lazio, glielo dissi subito (ride, ndr). E’ innamorato di questi colori, poi non so se un domani andrà alla Roma, ma non credo. Farebbe carte false per tornare con i biancocelesti ma, ripeto, è prematuro. Ha 21 anni e molta strada da fare, può crescere e deve completarsi”.

Da addetto ai lavori, un parere sull’attuale Primavera biancoceleste?

Dopo Inzaghi si è ‘smontata’ la squadra. Io ricordo giocatori come Tounkara, Palombi, Murgia e Guerrieri. Quest’anno i play-off sarebbero una sconfitta: oltre ad essere difficili, sarebbero immeritati dopo un campionato passato quasi sempre in testa. Vedere la Lazio così fa piangere il cuore. L’auspicio è che la Primavera torni ai livelli di quando l’allenava Simone. So che Bianchessi è un bravo dirigente e fa bene il suo lavoro, quindi questa sarà un’arma in più per i capitolini”.

 

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Patric e la Lazio insieme fino al 2027

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 Era nell’aria, Sarri lo aveva impiegato da titolare e già a gennaio era stato trattenuto proprio dall’allenatore che si oppose al suo trasferimento in Spagna. Prima criticato ed ora dalla maggior parte dei tifosi laziali, elogiato per sicuramente il suo impegno durante le partite.

In attesa dell’ufficialità, come raccolto in esclusiva dalla redazione di LazioPress.it, Patric e la Lazio hanno rinnovato oggi fino al 2027 ed è l’unico per ora, a rimanere dei giocatori che sono in scadenza giugno 2022. Un’incontro durato quasi 7 ore ieri a Formello per decidere gli ultimi dettagli, e questa mattina è arrivata la tanto attesa firma sul rinnovo del contratto. 

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