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LAZIO NELLE SCUOLE | Durmisi e Parolo in coro: “Con l’Inter sarà difficile, ma fondamentale per l’obiettivo Champions” | FOTO E VIDEO

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“Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport”. Torna il tour la “Lazio nelle scuole“, l’appuntamento questa mattina presso l’Istituto Comprensivo Nino Rota – Scuola Primaria L. Sciascia, dove parleranno  Parolo e Durmisi, ci sarà anche l’aquila  Olympia accompagnata da Juan Bernabè.

La giornata inizia con la proiezione di un video sulla storia della Lazio.

Il team manager Maurizio Manzini introduce l’evento: “Ringrazio l’istituto professori e dirigente per averci invitati. Veniamo sempre volentieri quando le classi non sono composte da alunni molto grandi. Auguro ai ragazzi  un futuro di successo, anche se sarà difficile, nella vita bisogna sempre combattere per progredire e ottenere ciò che si vuole”. Presenta la delegazione della Lazio.

Le risposte alle domande dei bambini: i temi principali sono bullismo e uguaglianza.

Diaconale: ” L’aquila è il simbolo della lazio, e della città di Roma, fu scelta nell’antica Roma da Romolo quando sopra il Campidoglio vide volare un’aquila.

Durmisi:  L’emozione quando gioco è fantastica e difficile da spiegare”.

Parolo: “Si parla spesso di calcio quando nominiamo lo sport probabilmente perchè è più popolare, personalmente quando non gioco, guardo tutti gli altri sport tranne il calcio appunto. La cosa importante è provare fin da bambini  molti sport e scegliere sempre ciò che ci piace“.

Bernabè:” Il nome dell’aquila è stato scelto insieme alla tifoseria. In un sondaggio su internet si poteva decidere un nome tra 3: Olympia, Libera e Vittoria. Olympia vive a formello in un giardino verde, riposa tutto il giorno e la sera le insegno a volare, il suo piatto preferito è il pollo, ma ogni tanto mangia anche il salmone; è un’aquila reale dell’Alaska nata con il metodo di inseminazione e non catturata dalla natura”.

Parolo: Accettare le sconfitte è sempre difficile, da bambino mi arrabbiavo molto quando perdevo. La cosa importante però è imparare ad accettarlo sopratutto quando capita spesso; capire successivamente  il perchè e cercare poi di fare meglio. In campo spesso si commettono errori involontari dovuti quasi sempre all’adrenalina e non a voler far male, può succedere, ed è fondamentale  chiedere scusa, saper riconoscere gli sbagli cercando di non ripeterli più. Sappiamo di essere degli esempi  e proviamo ogni volta ad essere migliori, rispettando i compagni, gli avversari e i tifosi. Inoltre proviamo a trasmettere a tutti voi la nostra passione. Quando si è in un gruppo non ci sono distinzioni, quando si gioca lo si fa sempre tutti insieme senza escludere nessuno cercando di coinvolgere tutti e tirar fuori i pregi di ognuno di noi senza mai prevalere sull’altro, è cosi che si diventa Uomini e belle persone. Non ho mai assistito ad atti di bullismo, quando ero più giovane ero anche un educatore all’oratorio parrocchiale.

Diaconale:Lealtà e correttezza sono le parole chiavi per giocare a calcio, abbiamo accolto l’ iniziativa della Regione Lazio per combattere il bullismo, e intrapreso questo cammino nelle scuole. Non bisogna compiere atti di bullismo dobbiamo evitare sempre di ferire e prevaricare sul prossimo, impedendo anche agli altri di farlo. Quando si sbaglia si viene sempre puniti, e oltre alle norme punitive consequenziali  si può impedire qualsiasi atto di bullismo con una buona educazione, formata principalmente dalle famiglie a casa e dalla scuola.

Durmisi: ” Gestire la vita famigliare per me qui è semplice, perchè sono da solo, a Roma mi aiutano i miei amici perchè la mia famiglia vive fuori”.

Parolo: ” Il mister è un punto di riferimento per noi giocatori come la maestra in classe, senza di loro nessuno riuscirebbe a fare del suo meglio, non ci sarebbero regole e non si arriverebbe mai all’obiettivo finale”.

Successivamente, Durmisi è intervenuto anche ai microfoni di Lazio Style Channel: “È sempre emozionante trascorrere una giornata con i bambini per parlare con loro e per vederli felici. I giovani sono il futuro ed è un bene che siano contenti. È sempre importante dare una mano alla squadra, le ultime partite della stagione saranno fondamentali per la corsa alla qualificazione per la prossima edizione della Champions League. Darò il massimo a prescindere dal mio utilizzo, sarà necessario restare uniti per raggiungere il nostro obiettivo.

Sappiamo che sarà difficile ripartire in campionato affrontando l’Inter, ma siamo forti quando giochiamo uniti e sappiamo che in questo modo possiamo dire la nostra. Se giocheremo come nelle nostre possibilità, per la formazione nerazzurra sarà più difficile affrontarci”.

Al termine dell’evento ‘La Lazio nelle scuole’, Marco Parolo ha risposto ad alcune domande ai microfoni di Lazio Style Channel: “Gli alunni hanno posto tante belle domande, molte sul tema del bullismo: i ragazzi hanno appreso molto dai loro maestri in merito, speriamo di essere stati anche noi di buon insegnamento. I quesiti dei bambini sono quelli che mi porrà mio figlio tra qualche anno, almeno così sono già preparato.

Il gruppo sta bene, lo abbiamo dimostrato in campo, abbiamo recuperato gli infortunati e vogliamo continuare a spingere tutti insieme per centrare il bellissimo obiettivo che ci siamo prefissati. In casa dell’Inter servirà una grande prestazione. Fino a qualche settimana fa la condizione fisica di alcuni elementi non era delle migliori e questo ha inciso sulla qualità del gioco. Il calore dei tifosi più piccoli è ancora più bello, anche io quando ero bambino vedevo i calciatori con occhi sognanti”.

 

 

  

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Scudetto Milan, rubata la medaglia di Pioli: “Restituitemela, è l’unica che ho”

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 Episodio sgradevole durante i festeggiamenti per il diciannovesimo titolo rossonero. Il tecnico: “Me l’hanno strappata dal collo, aiutatemi a ritrovarla”.

REGGIO EMILIA – La festa per lo scudetto vinto dal Milan non è rovinata. Ma l’episodio è sgradevole. Al tecnico rossonero Stefano Pioli è stata rubata la medaglia ricevuta durante la premiazione. “Mi hanno strappato la medaglia nelle celebrazioni: se potete fare un appello vi ringrazio, è l’unica che ho”.

Il furto della medaglia di Pioli è avvenuta mentre si stavano svolgendo i festeggiamenti. I tifosi hanno cantato in continuazione il coro “Pioli is on fire”, sulle note della celebre canzone “Freed from desire”. Prima della premiazione dei rossoneri, Ibrahimovic aveva innaffiato di prosecco Pioli, poi si era acceso un sigaro. “Non mi sono mai sentito così bene – aveva detto poco prima del fattaccio Pioli – io mi conosco e so quanto è importante sentirmi apprezzato come mi sono sentito nell’ambiente Milan. E questo mi ha permesso di fare quello che ho fatto e ai miei giocatori di darmi il cuore e la testa. Siamo un squadra di fenomeni, non abbiamo mai mollato. Ci abbiamo creduto sempre e siamo stati più continui dell’Inter”. Restituite quella medaglia a Pioli, se l’è meritata. Repubblica.it 

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