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Inzaghi alla Luiss: ” Sarò sempre grato alla società. Ogni squadra ha bisogno di un suo stadio.”

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Mister Simone Inzaghi e Stefano De Martino si sono presentati oggi alla Luiss per il VI corso da team manager. Corso organizzato dall’ex Guglielmo Stendardo. Inzaghi ha parlato riguardo al suo rapporto con lo studio e di come sia riuscito a conciliare quest’ultimo con la carriera riuscendo anche a diplomarsi. Ha poi continuato parlando di come la sua cariera, da giocatore prima, e da allenatore, poi, sia andata avanti. Ecco di seguito le sue parole: “La carriera è andata avanti step by step, i primi 2-3 anni ho avuto qualche problemino con il professionismo. Questo perché in Primavera sei circondato da coetanei, poi succede che incontri gente di 30 anni. In tutte le interviste ricordo Giuseppe Materazzi, che mi ha lanciato nella mia prima partita in Serie A. Il destino ha voluto che fosse contro la Lazio. Io ero la sesta punta e 3 ore prima della partita Materazzi mi disse che sarei partito titolare. Finii il campionato con 16 gol e a fine anno mi acquistò la Lazio. Da allenatore ho avuto la fortuna di iniziare con i giovani, in Primavera hai la possibilità di poter sbagliare, anche se la mia idea era quella di portare in prima squadra più giocatori possibili. Poi ho avuto l’occasione di allenare in Serie A e per questo ringrazierò sempre la società e il presidente Lotito. Ho due figli nati a Roma e che tifano Lazio. In Italia abbiamo una grande scuola, quella di Coverciano. Noi ex giocatori a volte dopo una grande carriera diamo per scontate alcune nozioni, ma è sempre necessario studiare e aggiornarsi, cercare di migliorarsi. E poi la grossa fortuna è di avere un gruppo di grandi professionisti come è capitato a me qui alla Lazio da 3 anni”.

 Il mister ha poi proseguito toccando diversi argomenti, dal suo staff alla gestione del gruppo, fino ad arrivare a temi caldi come la Var e la situazione ad oggi della sua Lazio. Inzaghi ha parlato anche dei mister da cui ha potuto apprendere qualcosa. A molto gli sono serviti gli insegnamenti di Materazzi, Eriksson, Zoff, Mancini, Delio Rossi.

SCORSO ANNO –  Per quanto riguarda il confronto con gli anni passati Mister Inzaghi ha risposto così: “Ogni anno è diverso dall’altro, l’anno scorso siamo stati il primo attacco in Italia, davanti a Juventus, Napoli e tutte quante, il quarto in Europa. Quest’anno qualche problema in più a segnare, ma penso che dipenda da anno ad anno. Ho guardato anche a quello, i miei più stretti collaboratori sono Cecchi e Farris, io facevo l’attaccante, loro centrocampista e difensore. Da attaccante penso di poter dare buoni consigli agli attaccanti“.

STADIO –  Altro tema caldo che ha fatto molto parlare in questi ultimi giorni è la questione stadio e Simone Inzaghi è stato molto chiaro:  “Il primo passo è che ogni squadra debba avere il proprio stadio. Farebbe crescere introiti, io penso che ogni società debba avere il proprio stadio, deve essere un punto di riferimento dei tifosi“.

CHAMPIONS –  Sappiamo che abbiamo grandi corazzate contro di noi. L’anno scorso non siamo entrati in Champions per la differenza reti con l’Inter. Non deve essere un’ossessione e non lo sarà mai. Sappiamo da dove siamo partiti e abbiamo dimostrato in questi anni che tutto nel calcio sia possibile. Noi dobbiamo guardare i nostri obiettivi, sono tre anni che arriviamo almeno in semifinale di Coppa Italia. l’anno scorso cavalcata in Europa League. Riusciamo sempre ad arrivare in fondo a tutte le competizioni. A febbraio abbiamo avuto tanti problemi fisici senza i quali probabilmente saremmo ancora in Europa League. Ma abbiamo ancora altre partite, ai nostri tifosi abbiamo dato molte gioie, erano anni che non si vinceva un derby con 3 gol di scarto. Undici partite, l’obiettivo era arrivare a marzo aprile con tutto in gioco. L’Atalanta molto insidiosa e Torino forte quest’anno“.

VAR –  Quello che dico è che probabilmente noi allenatori e addetti ai lavori ci dobbiamo abituar al Var. Fermare il gioco toglie emozioni ai tifosi, allenatori e addetti ai lavori. Probabilmente c’è da migliorare, ma senz’altro può aiutare gli arbitri.  A patto che gli arbitri rimangano tali. Noi allenatori ci stiamo abituando, ai gol esultiamo meno, bisogna tenere un po’ a freno le emozioni che nel calcio sono tante. Essendo in Europa, avendo fatto più di 25 partite a livello europeo dico che siamo fortunati, in Italia classe arbitrale molto preparata“.

 


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Hellas Verona-Lazio, Zaccagni: “Partita importante per noi, sarà dura. Tornare al Bentegodi una grande emozione”

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Domani pomeriggio, alle ore 18:30, tornerà in campo la Lazio. I biancocelesti, nel 21esimo turno di Serie A, saranno impegnati in casa dell’Hellas Verona. Per presentare il match del Bentegodi, l’esterno offensivo biancoceleste Mattia Zaccagni, nonché ex della sfida, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio. Queste le sue parole:

Si torna in campo dopo la gara con la Juventus: subito una chance per ripartire.

“Sarà una partita importante per noi, dobbiamo iniziare a guardare con attenzione la classifica. Dovremo entrare in campo con la voglia di vincere, ce la metteremo tutta per portare a casa i tre punti”.

Che avversario pensate di trovare?

“Conosciamo il Verona, riesce a mettere in difficoltà ogni avversario, sarà una partita dura, è una squadra in salute, quindi sarà un confronto ancor più complicato”.

Sarà la tua prima da ex al Bentegodi…

“Per me sarà una sfida particolare, sarà una grande emozione perché ritroverò tante persone che mi hanno fatto crescere calcisticamente, il Bentegodi è sempre stato per me uno stadio clamoroso che mi ha trattato bene e quindi, lo ripeto, sarà una grande emozione”.

Quanto cambia per te giocare nel tridente con Ciro o Felipe prima punta?

“Immobile è un calciatore che ci dà profondità, è un killer d’area. Felipe è un falso nove, si abbassa, viene a giocare e riusciamo a sfruttare gli spazi in verticale con gli altri due esterni. Sono due calciatori diversi”.

I numeri dicono che sei tra i migliori esterni della Serie A: quanto pensi a una nuova convocazione in Azzurro?

“La Nazionale è sempre stato un mio pallino in testa: è il sogno di tutti i bambini ma penso solo a far bene con la Lazio poi il resto arriverà di conseguenza”.

 


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