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Quando è il Milan ad essere multato dalla Lega Serie A: ecco tutte le sanzioni ricevute dal club in questa stagione

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A due giorni di distanza dalla semifinale di ritorno di Coppa Italia giocata a San Siro tra Milan e Lazio, che ha visto i biancocelesti aggiudicarsi la finale con il gol di Correa, si parla ancora del match ma per questioni di ordine pubblico. Il dirigente rossonero Leonardo, con le sue dichiarazioni post semifinale, ha parlato di ingiustizia per non aver sospeso la partita per i cori razzisti indirizzati a Bakayoko.

Una presa di posizione che fa discutere però visto le sanzioni ricevute dal Milan per via della sua tifoseria, multata più volte dalla Lega Serie A, durante la stagione in corso 2018-19. I motivi sono vari: cori di matrice territoriale, lanci di oggetti contundenti nel campo di gioco e “sputi” da parte di un tifoso verso Simone Inzaghi durante Milan-Lazio di campionato dello scorso 13 aprile.  Le decisioni del Giudice Sportivo, dall’inizio del campionato ad oggi, vedono il Milan al quarto posto della particolare classifica di “società multate”, con un ammontare di 52.000 euro di sanzioni.

Di seguito il riepilogo delle partite prese in esame:

NAPOLI-MILAN (25 agosto 2018): “Ammenda di € 10.000,00: alla Soc. MILAN per avere suoi sostenitori, al 25° del primo tempo, intonato un coro insultante di matrice territoriale nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria“.

MILAN-ATALANTA (23 settembre 2018):Ammenda di € 4.000,00: alla Soc. MILAN a titolo di responsabilità oggettiva, per avere ingiustificatamente ritardato l’inizio della gara di circa due minuti e l’inizio del secondo tempo di circa due minuti“.

BOLOGNA-MILAN (18 dicembre 2018): Ammenda di  € 3.000,00: alla Soc. MILAN per avere i suoi sostenitori, al 2° del secondo tempo, lanciato un petardo nel recinto di giuoco“.

MILAN-NAPOLI (26 gennaio 2019):Ammenda di € 15.000,00: alla Soc. MILAN per avere suoi sostenitori,  intonato un coro insultante di matrice territoriale nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria“.

MILAN-INTER (17 marzo 2019):Ammenda di  € 10.000,00: alla Soc. MILAN per avere i suoi sostenitori, al 43° del secondo tempo, lanciato un oggetto potenzialmente contundente nel recinto di giuoco, che cadeva a poca distanza da un componente della Procura Federale“.

MILAN-LAZIO (13 aprile 2019):Ammenda di € 10.000,00: alla Soc. MILAN per avere un suo sostenitore, al 40° del secondo tempo, sputato due volte all’indirizzo dell’allenatore della squadra avversaria, prima di essere bloccato dagli stewards“.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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