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PRIMAVERA 2 | Playoff nel segno di Czyz e la Lazio è in semifinale

chiaraluce_paola@libero.it'

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Sono scattati alle ore 15 i quarti di finale di play off Primavera2. E la Lazio ha dimostrato subito le serie intenzioni e la voglia di vincere quel primo posto che vorrebbe dire tornare in Primavera. Al centro sportivo Mirko Fersini di Formello è arrivato l’Hellas Verona. La squadra di Porta arriva a questa fase da quinta del girone A; essendosi qualificata seconda del girone B, i biancocelesti partono con il vantaggio di avere a favore due risultati su tre: in virtù della regola del miglior piazzamento, essendo questa fase ad eliminazione diretta, ai ragazzi di Bonacina basterebbe non perdere per aggiudicarsi un posto in semifinale.

ARREMBA SEMPRE.
Ma la Lazio non vuole fare sconti, e parte forte fin dai primi minuti di gioco. Sempre cinica, raggiunge il vantaggio poco prima del 10’ con Czyz, che si conferma uno dei migliori giocatori biancocelesti in questa fase di stagione: sesto gol in 21 partite e quarto consecutivo per il centrocampista polacco. Positiva anche l’intesa tra Capanni e Scaffidi, bravi a voler cercare subito l’occasione del raddoppio e a manovrare la fase offensiva con attenzione, intensità e capacità tecnica. Nonostante i ritmi non altissimi della prima frazione di gioco, in virtù anche delle non perfette condizioni del campo visto il maltempo di queste ore, la squadra scaligera fatica ad entrare in partita e a contenere l’attacco biancoceleste. Primo tempo che si chiude con una prova indubbiamente convincente dei padroni di casa.

E’ SEMIFINALE.
Verona che entra più cattivo, costretto a rischiare perché obbligato a vincere per passare alla semifinale, e Lazio costretta a non abbassare la guardia e a cercare di chiudere la partita. Inizia così la ripresa del quarto di finale play off di Primavera 2. Secondo tempo che comincia in salita per la squadra di Bonacina, che resta in 10 uomini per l’espulsione di Silva superato di poco il minuto 55 (doppia ammonizione per il difensore centrale). E l’Hellas Verona mostra di crederci, provando a rendersi pericoloso in più di un’occasione. Ma quella più ghiotta è sui piedi di Falbo che a cinque minuti dallo scadere sfuma l’opportunità di portare in doppio vantaggio la Lazio. Ultimo colpo al minuto 87′: gran botta dal limite di Zitelli, un destro di prima intenzione che esalta ancora una volta il volo di Chiesa, che devia in angolo. Nulla più fino al minuto 95, quando l’arbitro Garofalo porta il fischietto alla bocca: Lazio in semifinale contro il Lecce di Sebastiano Siviglia.

GLI ALTRI QUARTI (in grassetto le squadre in semifinale)
Spal – Benevento 1-1
Venezia – Lecce 0-2
Ascoli – Spezia (domani ore 15.00 Centro Sportivo “Picchio Village” di Ascoli Piceno)

 


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La Repubblica | Lazio, ora a centrocampo allarme stanchezza: con la Juve si cambia

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Se le partite durassero un tempo solo, la Lazio sarebbe da scudetto. Purtroppo non è così, ma la ricerca da parte di Sarri di un modo per evitare, o almeno limitare, i cali sistematici dei suoi uomini nella seconda parte delle gare per ora non ha dato frutti. Il problema della sua squadra infatti non è l’approccio. Al contrario, è proprio nella mezz’ora iniziale che la Biancoceleste dà il meglio, senza concedere nulla (nessun gol subito in A è arrivato prima del 38°). All’intervallo i punti conquistati da inizio campionato sarebbero 44: due in più del Napoli. Gli uomini di Spalletti però ne hanno guadagnati 11 nella ripresa. Mentre la Lazio ne ha persi 6. Anche le dirette concorrenti per la Champions hanno tutte un saldo attivo in classifica: +1 l’Inter, +8 l’Atalanta, +9 il Milan e addirittura +11 la Roma. Il gol di Nico Gonzalez domenica è stato il quarto in campionato subito nei primi 10 minuti della ripresa, dopo quelli di Lautaro contro l’Inter (unico indolore perché i tre punti sono arrivati comunque), di Candreva contro la Salernitana e di Kean contro la Juventus. Se ci si aggiunge la rete di Strefezza al 57° di Lecce- Lazio, ecco completo il quadro degli approcci shock ai secondi tempi. Nell’ultima gara con la Fiorentina, ad aver influito sulla prestazione sottotono, soprattutto del centrocampo, è stata la stanchezza mentale e fisica. Per la quarta volta in 21 giorni è stato schierato dall’inizio lo stesso terzetto, Milinkovic-Cataldi-Luis Alberto. E tutti e tre hanno giocato almeno 70 minuti da Lazio-Empoli in avanti. Non a caso contro i viola i ritmi di gioco sulla mediana si sono alzati proprio quando sono entrate le forze fresche. Un indizio rilevante in vista della Coppa Italia, giovedì all’Allianz Stadium di Torino. Ieri Sarri ha concesso una giornata di riposo ai suoi. Oggi inizierà a preparare il match con la Juve e qualche rotazione nella formazione iniziale è lecito aspettarsela. Soprattutto ora che tutta la rosa è tornata a disposizione, Radu a parte. In mezzo al campo Vecino si candida per una maglia da titolare: probabile che il tecnico faccia rifiatare uno tra Luis Alberto e Milinkovic, ma occhio anche all’opzione vertice basso per dare respiro a Cataldi. Da ora in avanti inizierà un nuovo ciclo di incontri ravvicinati per la Lazio, con sette partite in ventisette giorni, tra Coppa Italia, campionato e Conference League. Necessario perciò fare i conti con la gestione fisica delle forze. Anche perché dal mercato, salvo colpi di scena, non sono previsti regali. Ieri l’agente Enzo Raiola è stato a Formello. Ha parlato con la società di Fares, per il quale si cerca una sistemazione in queste ultime ore. C’è un’offerta dalla Turchia: lo vuole l’Antalyaspor, che però gli garantirebbe uno stipendio più basso rispetto agli 1,2 milioni attuali. Lui non vuole rinunciare a parte della somma e la Lazio non ha intenzione di partecipare al pagamento. Il tempo per sbrogliare questa situazione è poco. Resta in stand-by l’arrivo di Luca Pellegrini, pronto a trasferirsi in extremis se si riuscisse a cedere Fares. La Repubblica

 


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