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Lotito: “Onorato di rappresentare la Lazio, spero in un colpo di coda finale!”

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Oggi è il compleanno del presidente biancoceleste Claudio Lotito. Il numero uno laziale è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, ricordando l’onore che prova a rappresentare i biancocelesti, i risultati sportivi e gli obiettivi futuri. Di seguito le sue parole:

“Sono onorato di poter rappresentare questa società. Siamo partiti con un fatturato di 86 milioni di debiti, oggi è una realtà forte economicamente. Sono stati fatti tanti investimenti sui campi sportivi. Ora la Lazio è un club appetibile per i giocatori: una grande famiglia che può vedere al futuro senza la paura di non esserci domani. Io sono il proprietario dal punto di vista giuridico, ma ho l’obbligo di tutelate la tradizione e la storia del club, dare forza e conseguire risultati sportivi anche a livello internazionale”.

SUL FAIR PLAY E VALORI DELLO SPORT: 

“Il fair play ripercorre tutte le tappe dei valori dello sport: spirito di gruppo, spirito di sacrificio, e soprattutto il merito. Non si vive solo di trofei. La Lazio è molto attiva negli ospedali, nelle scuole… Abbiamo una grande responsabilità di amministrare un patrimonio sportivo dal 1900. Un patrimonio da conservare, da preservare e da tramandare, continuando a crescere costantemente. Senza questi ingredienti fondamentali non potremmo costruire il futuro cittadino di domani. Essere laziali significa incarnare questi valori. Mi auguro che la Lazio, oltre a rappresentare il passato e il presente, Sia anche il futuro delle nuove generazioni”.

SULLA SUPERLEGA EUROPEA: 

“Per la Superlega c’è una filosofia legata solo al business e una filosofia che non rappresenta la passione dei tifosi. Non possiamo privare i tifosi di conseguire grandi risultati, quindi bisogna dare a tutti l’opportunità di partecipare. Io l’ho fatto con il cuore e con la testa. Non dobbiamo privare lo sport del calcio della sua anima vera: la passione, il sogno. Un principio garantito dalla Costituzione. Mettere nelle condizioni chiunque di concorrere per un risultato. Il problema della rappresentanza è quello del consenso: i voti contano ma non si pesano. Ogni società deve avere le stesse opportunità. Non esiste che un club ricco conti di più”.

SULLA FINALE DI COPPA ITALIA: 

“Io mi sento di dire che questa è una squadra che può competere alla pari con tutti. Ad oggi purtroppo abbiamo una posizione in classifica che non rispecchia le nostre reali qualità. Mi auguro il colpo di coda finale”


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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