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Cagliari-Lazio, cosa ha funzionato e cosa no

Lelelamp99@gmail.com'

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La partita che precede la finale di Coppa Italia, non una partita qualsiasi. L’Europa bisogna prenderla, ancora meglio se dalla coppa che significherebbe trofeo e qualificazione diretta, tutto, in un solo colpo. “Non si può immaginare la Lazio senza l’Europa…” queste le parole del DS laziale Igli Tare, come dargli torto, non bisogna mollare niente né dal campionato né dalla coppa, ora ne restano solo 3. Il mister l’aveva detto, ora si pensa al Cagliari, da domenica ci dedicheremo alla sfida in finale con l’Atalanta. Detto, fatto, i biancocelesti ipotecano la vittoria con i sardi e portano a casa tre punti fondamentali per rimanere attaccati al treno Europa. Ampio turnover applicato da mister Inzaghi, dalla porta fino all’attacco, ma l’aggressività e la voglia di vincere non hanno titolari. Subito vantaggio Lazio con Luis Alberto, freddo a piazzare col destro il gol dell’1-0. Secondo tempo sempre a tinte biancocelesti, col gol di Correa, abile a concretizzare un contropiede perfetto sempre del compagno spagnolo. Inutile il gol Pavoletti nel finale che serve solo a mettere un po’ di pepe agli ultimi 3 minuti finali. Ma cosa ha funzionato e cosa no in questo match?

Chi l’avrebbe detto?

Bisogna dire la verità. Chi, quando a conoscenza dell’assenza di Strakosha, non si è messo una mano nei capelli. La paura del secondo portiere poco affidabile tormenta i biancocelesti da troppo tempo ormai. Ora però, sembra finalmente essere arrivata alla fine. Il suo curriculum parla già da solo, ma le 4 presenze in Europa league e quest’esordio in campionato, hanno finalmente consacrato Silvio Proto. Una vera e propria saracinesca, pronto a difendere i pali al posto del numero uno albanese nel momento del bisogno. Proto c’è e si vede.

7 su 7…chiamatela coincidenza

Indizio, prova, sicurezza. Un’evoluzione pazzesca della coppia Correa-Caicedo. Simone Inzaghi lo ha sempre ripetuto, qualunque combinazione tra l’argentino, l’ecuadoriano e Immobile è perfetta. Chiunque si sceglie porta gol e combinazioni sicure, e loro lo sanno. I dati della coppia Tucu-Pantera sono devastanti: 7 partite da titolari e 7 vittorie, chiamatela coincidenza.

Tutti per la finale

Titolari o no, non importa. Simone Inzaghi lo ripete in ogni conferenza, chi entrerà dalla panchina dovrà essere più decisivo di chi è in campo. Insomma, chi subentra è fondamentale. La panchina è una parte decisiva della squadra e le partite come questo Cagliari-Lazio ne sono la prova più lampante. Proto, Badelj, Cataldi e tutti i compagni, la finale è vicina. Il messaggio è chiaro, mancano tre finali, tra cui quella di coppa Italia, non ci si può fermare ora. Tutti per la finale.

Il dato troppo evidente

Alcuni dati non fanno un giocatore, ma altri si, e ne decidono le stagioni. Come, per esempio, quella di Adam Marusic. L’esterno montenegrino, dopo il primo anno molto positivo, dove ha messo in mostra le proprie qualità sia fisiche che tecniche, non è riuscito a ripetersi in questa stagione. L’assist fornito a Luis Alberto contro la squadra di Maran è stato il primo in tutto l’arco stagionale e questo è un dato che deve far riflettere. Romulo l’ha salvato da una situazione non proprio idilliaca ma, ora non ci si può fermare a guardare questi dati. C’è una finale da vincere e un’Europa da conquistare. Marusic deve continuare a correre.

 


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Lazio-Fiorentina, Provedel: “Importante la solidità dimostrata, dispiace non aver parato il gol”

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Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, il portiere della Lazio Ivan Porvedel ha commentato il pareggio maturato all’Olimpico contro la Fiorentina per 1-1.

Queste le sue parole:

La Fiorentina è una squadra forte, ha fatto una bella partita, è una squadra che ha molti punti in meno per quello che esprime, peccato non aver concretizzato qualche occasione per portare la vittoria a casa. L’hanno giocata a viso aperto, per me è importante la solidità dimostrata, cerco di fare sempre il mio meglio delle volte ci sono riuscito delle volte no, il percorso è di crescita. La Fiorentina pressava a uomo e  giocavano alti, per noi che giochiamo palla a terra il lavoro si è fatto più difficile per cercare di evitare i rischi, potevamo gestire qualche pallone, loro sono stati bravi. Dobbiamo fare  ancora meglio, per me la prestazione è positiva e la Fiorentina è stato un avversario molto difficile. Cambi? Io penso che gli ingressi siano stati positivi ma non dipende da chi entra, ma dallo spirito del collettivo. Mi dispiace non aver parato il gol”.

Queste le parole dell’estremo difensore in zona mista:

È stata una partita molto dura, loro sono una squadra forte, con molti punti in medo di quelli che meriterebbe secondo me. Sono venuti a fare una gara importante, peccato non essere riusciti ad allungare nuovamente le distanze, ma siamo stati solidi e questo è l’importante. Se le squadre ci lasciano gli spazi è più facile uscire, loro ci hanno pressato molto forte e gli spazi che hanno chiuso nella nostra area ce li hanno concessi più avanti. Per me la prestazione è da tenere, un punto da portare a casa anche se si poteva fare meglio. Lanci lunghi? Noi cerchiamo l’uscita da dietro, delle volte non si riesce e quindi se abbiamo gli spazi chiusi cerco la profondità“.

“Le proteste di Immobile per il recupero? Io non ho parlato con l’arbitro, per me sono cose che contano il giusto. Avrei preferito qualche minuto in più, però se hanno deciso così va bene. Guardando le occasioni in generale si poteva portare a casa la vittoria, non ci siamo riusciti. Poi per gli episodi finali è un punto guadagnato“.

Per me questa è un’esperienza molto positiva: ho avuto la fiducia della società che ha deciso di prendermi, io cerco solo di ripagarla nel quotidiano e in partita. In alcuni casi il mio contributo è stato sufficiente, in altri non sono riuscito ad essere perfetto. Penso faccia parte del percorso di crescita“.

Vedo il bicchiere mezzo pieno. Quello che forse ci era mancato nel tempo era la solidità. In alcuni casi, se non puoi vincere la partita non la devi perdere. Dopo prestazioni di un certo tipo non deve calare l’attenzione. Oggi non è successo. Bisogna dare anche merito agli avversari. Siamo in crescita“.

  


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