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È sempre maggio, è sempre Lazio: cronologia dei sette sigilli di Coppa

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La prima Coppa Italia vinta dalla Lazio risale alla prima (ri)edizione della manifestazione, riproposta dopo una pausa durata 15 lunghissimi anni. Con 10 punti su 12 conquistati, la Lazio supera il girone di eliminazione al primo posto alle spalle della Roma: per le squadre eliminate, furono previste partite di consolazione. Dopo aver sconfitto Marzotto Valdagno e Juventus, il 24 settembre 1958 si disputa la prima finale di Coppa Italia nella storia della Lazio: arriva all’Olimpico la Fiorentina, con lo stadio designato in base alla regola dei più grandi impianti per maggiore incasso. Finisce 1-0 per i padroni di casa, con Prini che al minuto 30 incide il suo (co)gnome nella storia biancoceleste in questa competizione nazionale.

Tre Coppe Italia per 7 stagioni. 

Quarant’anni dopo, è ancora Coppa Italia. La prima di questa cavalcata eroica è datata 29 aprile 1998: Gottardi, Jugovic e Nesta, insieme a 70.000 spettatori, trascinano la squadra biancoceleste verso il primo trofeo stagionale. A nulla valse il doppio vantaggio del Milan (1-0 a San Siro con Weah, e 0-1 dopo pochi minuti del secondo tempo all’Olimpico con Albertini), la Lazio vince indiscutibilmente la seconda Coppa Italia della storia: non solo per l’andamento dell’intera competizione, ma anche e soprattutto per quanto mostrato in campo nella globalità delle due finali. La sconfitta dell’andata fu immeritata, scatenando nei giocatori biancocelesti una reazione incredibile nel ritorno dell’Olimpico: tre gol in 10 minuti e risultato ribaltato.  Passano due anni, e Sven Goran Eriksson si mostra regista di una gloriosa stagione con doblete: Scudetto e Coppa Nazionale. E’ la stagione 1999-2000.  È il 18 maggio, quattro giorni dopo la pioggia di Perugia e la rete di Calori: con un secondo scudetto appena conquistato, arriva la Coppa Italia come sesto trofeo della gestione Eriksson, iniziata proprio con la conquista della Coppa due anni prima, in finale contro il Milan. Un’altra milanese come avversaria, quell’Inter che sempre nel 1998 vinse contro la Lazio la Coppa Uefa di Parigi. Una finale che bruciava ancora. All’andata, neroazzurri subito in vantaggio: cross di Mutu e destro di Seedorf ad anticipare Gottardi. Ma il primo tempo si chiude in pareggio, con un’azione insistita di Nedved ed il pallone che passa tra le gambe di Cordoba e Peruzzi. Poi Stankovic serve Conceiçao che crossa per Simeone la palla del gol della vittoria: era il minuto 52′, ma dopo è lo shock per Ronaldo a dominare la ripresa. A San Siro l’Inter sfiora l’impresa che cambiava la storia: ma il palo al minuto 91 di Recoba dice che la Coppa è ancora biancoceleste. La quarta affermazione della Lazio nella competizione coincide con l’ottavo trofeo di Roberto Mancini in carriera. Era la stagione 2003-04 e l’attuale ct dell’Italia sedeva nella panchina biancoceleste. Con il 2-0 ottenuto all’andata dell’Olimpico, con protagonista Stefano Fiore autore di una doppietta che lo rende capocannoniere della competizione (6 reti), i biancocelesti mettono una seria ipoteca sulla conquista della loro quarta Coppa Italia. Ma la Juventus non ha demeritato, e sotto il cielo di Torino, grazie alle reti di Del Piero e Trezeguet, riesce a raddrizzare una partita che fino al minuto 69 sembrava potersi riaprire da un secondo all’altro; due minuti dopo il 90′, il triplice fischio di Paparesta porta Giuseppe Favalli ad alzare la Coppa. 12 maggio 2004, trent’anni dopo il Primo Scudetto.

È sempre Lazio. Ed è sempre maggio.

Anche nel 2009, quando Muslera è protagonista nella sua notte più importante: quattordici tiri dal dischetto consegnano alla Lazio Coppa Italia e pass per l’Europa. E’ la quinta coppa nazionale della storia biancoceleste, con il decisivo tiro dal dischetto siglato da Dabo. Poi correva l’anno 2013, ed è stato (forse) lì che le lancette degli orologi biancocelesti si sono fermate. Fino a ieri. Per la prima volta, un trofeo ufficiale passa per una finale tutta derby. Non un semplice derby, è quello della Capitale: Lazio-Roma, 26 maggio. Nato nel segno di Lulic, bravo a spingere in rete il pallone che vale l’Europa. E la Storia. Che dice sempre Lazio.  Il settimo sigillo è, invece, figlio di un recente passato. Un successo che piazza la Lazio dietro soltanto alla Juventus, nei confini nazionali, per trofei vinti negli ultimi otto anni. Con il successo contro l’Atalanta, la Lazio è terza a pari merito con l’Inter nell’albo d’oro della competizione (7), alle spalle di Juventus (13) e Roma (9). Terza Coppa Italia dell’era Lotito e quinta finale vinta su 10 disputate (in 14 anni di Presidenza). L’attuale Presidente biancoceleste è a due lunghezze dalle glorie di Sergio Cragnotti e dei suoi sette trofei vinti. Secondo allenatore più vincente di sempre, Simone Inzaghi, che ha bissato la Supercoppa italiana del 2017; meglio di lui solo Sven Goran Eriksson. La Lazio sogna di tornare regina, d’Italia e d’Europa. Come nell’era cragnottiana.

 

  

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Claudio Lotito sull’evento Insieme per la Pace: “È una giornata speciale, di pace…e la Lazio è sempre in prima fila, perché ci crede”

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 Claudio Lotito ha parlato ai microfoni di Laziopress durante l’evento “Insieme per la Pace” allo Stadio Olimpico di Roma. Di seguito le sue parole:

Vogliamo un’organizzazione di alto livello, come dimostrano le ragazze in campo. È una giornata speciale, di pace…e la Lazio è sempre in prima fila, perché ci crede. La Lazio incarna i colori olimpici, al tempo si spendevano le guerre. Peccato che oggi non sia così. Spero sia una bellissima serata, sono sicuro ci sarà spettacolo: si confronteranno grandi realtà, non ci sono professionisti ma persone mosse da passione“.

 

Successivamente il presidente della Lazio è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel. Queste le sue parole:

La Lazio è da sempre in prima fila sulle iniziative benefiche, riteniamo che lo sport debba promuovere dei valori e sensibilizzare l’opinione pubblica di fronte a problemi che tormentano quotidianamente le persone e che vengono troppo spesso dimenticati. Vogliamo nuovamente sottolineare l’importanza che dà la Lazio alle varie iniziative sociali. Lo sport deve permettere di superare le differenze tra le varie persone, come dimostrano i risultati nelle Olimpiadi“.

A prendere la parola anche la moglie del presidente Lotito, Cristina Mezzaroma: “L’idea originaria è frutto dell’Empoli, la Lazio ha deciso di partecipare all’evento. Ci è sembrato il modo più opportuno per trascorrere una serata gioisa così da ricordare a tutti i momenti che vengono tolti dalla mancanza della pace“.

 

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