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Per Lei Combattiamo

Eriksson: “Il percorso alla Lazio il migliore della mia carriera. Il derby è sempre sentito, sarà una partita aperta”

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Il periodo più vincente della storia della Lazio, sia in Italia che in Europa, lo ha vissuto da protagonista. Sven-Göran Eriksson non è stato mai dimenticato nell’ambiente Lazio, e lui è rimasto sempre legato ai colori biancocelesti. Questa mattina è intervenuto a Radiosei per parlare del suo periodo sulla panchina della Lazio, ma anche del derby che è alle porte. Queste le sue parole: “Ho tanti bei ricordi del mio periodo a Roma, gli anni alla Lazio sono stati fantastici. È stato il percorso migliore della mia carriera perché in pochi anni abbiamo vinto tanto. Eravamo una grande squadra che giocava un bellissimo calcio. La vittoria in Supercoppa Europea contro il Manchester United la ricordo benissimo, 1-0 con gol di Salas, ed è stato un trionfo importantissimo contro un top club come i Red Devils. Dopo quella partita ho incontrato più volte Ferguson quando sono andato ad allenare in Inghilterra e ne abbiamo parlato”. 

Non poteva macare il ricordo di quello scudetto sofferto, vinto nello spogliatoio, in attesa del finale da Perugia, dove la Juventus stava perdendo. Sul quel gruppo ha parlato anche dei suoi ex calciatori, diventati ora degli ottimi allenatori, da Mancini ad Inzaghi: “Vincere lo scudetto è una cosa che mi porterò dentro per tutta la vita. Volevamo e dovevamo vincerlo anche uno/due anni prima. Ma il modo in cui abbiamo alzato il tricolore è unico. Io ero negli spogliatoi con quasi tutti i giocatori, una giornata bellissima. Tutti siamo rimasti lì sperando di festeggiare. L’eliminazione ai quarti di finale di Champions League contro il Valencia è il grande rimpianto. Si può criticare quello che è stato fatto, magari si poteva fare di più, ma abbiamo vinto 7 titoli in 3 anni. Non era facile. “Che Mancini sarebbe diventato allenatore me lo sarei aspettato, lui faceva il giocatore-allenatore fin dai tempi della Sampdoria. Anche alla Lazio era sempre curioso di sapere come si gestivano gli allenamenti. Inzaghi è stata più una sorpresa, sono contento che sia diventato tecnico e che sia rimasto in biancoceleste. Sta facendo benissimo adesso come ai tempi da calciatore, era un vero professionista. È un grande piacere vedere che quasi tutti i grandi campioni di quella squadra abbiano continuato a lavorare nel calcio diventando grandi allenatori e dirigenti».

Mancano due giorni al derby della Capitale, mai arrivato così presto, alla seconda giornata di campionato. Non poteva mancare un suo commento sulla partita più attesa da tutta la città: “Il derby comincia settimane prima della partita, se ne parla troppo secondo me, ma lo capisco perché è un match importante. Chi è favorito normalmente non vince. È una partita strana e molto sentita, da società, allenatore e giocatori. È impossibile affrontare la Roma come una squadra qualsiasi. Questo derby sarà molto aperto. La Lazio ha cominciato benissimo ma siamo solo alla seconda giornata. Spero che sia una bella partita e che alla fine vinca il migliore, quindi i biancocelesti”.

Per concludere è stato fatto il paragone tra il passato, vissuto dallo svedese, e la Lazio del presente: “I grandi giocatori della Lazio di adesso, come Milinkovic, avrebbero comunque fatto fatica a trovare un posto da titolare nella squadra del 2000. C’erano troppi campioni. Dopo aver vinto lo scudetto era lecito pensare che sarebbe stato difficile ripetersi, forse avremmo dovuto rifondare la squadra. Nella mia carriera non ho più trovato un presidente come Cragnotti. Era il massimo, mi sono trovato molto bene con lui perché mi ascoltava e cercava di accontentarmi a tutti i costi. Fantastico, non solo come presidente della Lazio ma anche come amico”.

 


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Lazio-Fiorentina, Provedel: “Importante la solidità dimostrata, dispiace non aver parato il gol”

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Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, il portiere della Lazio Ivan Porvedel ha commentato il pareggio maturato all’Olimpico contro la Fiorentina per 1-1.

Queste le sue parole:

La Fiorentina è una squadra forte, ha fatto una bella partita, è una squadra che ha molti punti in meno per quello che esprime, peccato non aver concretizzato qualche occasione per portare la vittoria a casa. L’hanno giocata a viso aperto, per me è importante la solidità dimostrata, cerco di fare sempre il mio meglio delle volte ci sono riuscito delle volte no, il percorso è di crescita. La Fiorentina pressava a uomo e  giocavano alti, per noi che giochiamo palla a terra il lavoro si è fatto più difficile per cercare di evitare i rischi, potevamo gestire qualche pallone, loro sono stati bravi. Dobbiamo fare  ancora meglio, per me la prestazione è positiva e la Fiorentina è stato un avversario molto difficile. Cambi? Io penso che gli ingressi siano stati positivi ma non dipende da chi entra, ma dallo spirito del collettivo. Mi dispiace non aver parato il gol”.

Queste le parole dell’estremo difensore in zona mista:

È stata una partita molto dura, loro sono una squadra forte, con molti punti in medo di quelli che meriterebbe secondo me. Sono venuti a fare una gara importante, peccato non essere riusciti ad allungare nuovamente le distanze, ma siamo stati solidi e questo è l’importante. Se le squadre ci lasciano gli spazi è più facile uscire, loro ci hanno pressato molto forte e gli spazi che hanno chiuso nella nostra area ce li hanno concessi più avanti. Per me la prestazione è da tenere, un punto da portare a casa anche se si poteva fare meglio. Lanci lunghi? Noi cerchiamo l’uscita da dietro, delle volte non si riesce e quindi se abbiamo gli spazi chiusi cerco la profondità“.

“Le proteste di Immobile per il recupero? Io non ho parlato con l’arbitro, per me sono cose che contano il giusto. Avrei preferito qualche minuto in più, però se hanno deciso così va bene. Guardando le occasioni in generale si poteva portare a casa la vittoria, non ci siamo riusciti. Poi per gli episodi finali è un punto guadagnato“.

Per me questa è un’esperienza molto positiva: ho avuto la fiducia della società che ha deciso di prendermi, io cerco solo di ripagarla nel quotidiano e in partita. In alcuni casi il mio contributo è stato sufficiente, in altri non sono riuscito ad essere perfetto. Penso faccia parte del percorso di crescita“.

Vedo il bicchiere mezzo pieno. Quello che forse ci era mancato nel tempo era la solidità. In alcuni casi, se non puoi vincere la partita non la devi perdere. Dopo prestazioni di un certo tipo non deve calare l’attenzione. Oggi non è successo. Bisogna dare anche merito agli avversari. Siamo in crescita“.

  


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