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Qualificazioni Euro2020 | Armenia-Italia 1-3 (11′ Karapetyan, 28′, 80′ Belotti, 77′ Lo. Pellegrini)

chiaraluce_paola@libero.it'

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80′ Ancora in gol l’Italia! Tiro di Belotti che colpisce il palo, con il portiere armeno sfortunato nel deviare in porta.

77′ Vantaggio Italia! Lorenzo Pellegrini bravo ad anticipare di testa un difensore armeno in area e ad insaccare in rete un cross di Bonucci.

61′ Mancini sostituisce Chiesa con Lorenzo Pellegrini.

60′ Ammonito Barella per fallo d dietro su Mkhitaryan lanciato verso la porta con una bella azione personale.

48′ – Giallo a Barseghyan, intervento in scivolata in ritardo su Chiesa, con piede a martello.

45+3′ Sfortunato Belotti che sfuma l’occasione di mandare la palla in rete per il 1-2 dopo esser stato ben servito in area da Chiesa. Si chiude così il primo tempo.

45+1′ Armenia in 10! Espulso per doppia ammonizione Karapetyan. Forse eccessiva la sanzione nei confronti di un fallo compiuto a braccio leggermente alto nei riguardi di Bonucci.

45′ Saranno tre i minuti di recupero.

41′ Ancora offensivo Belotti, sfortunato nella conclusione che sfiora il palo.

39′ Azione offensiva di Belotti che sarebbe stato a tu per tu col portiere armeno, ma l’arbitro fischia calcio di punizione per l’Armenia con l’attaccante italiano giustamente trovato in fuorigioco.

37′ Ha alzato il baricentro l’Italia, brava a conquistare un paio di occasioni da calcio d’angolo.

28′ Pareggio dell’Italia! Bravo Emerson Palmieri a sfondare sulla corsia sinistra e a servire Belotti che si libera dell’avversario e mette il pallone in rete.

25′ Momenti di tensione a centrocampo, con un parapiglia tra le due formazioni dopo un fallo di Karapetyan a Versati. Entrambi ammoniti, con l’azzurro che sarà squalificato per la prossima partita: era diffidato.

22′ L’Italia ci prova ancora: Hayrapetyan nega il gol a Bernardeschi, autore di una buona azione offensiva per la squadra di Mancini.

18′ Si fa vedere in attacco l’Italia, con Bonucci che in area cerca la conclusione di testa dopo essere stato servito da un cross di Jorginho. Nulla da fare e cooling break per le due squadre.

15′ Ha iniziato con buon ritmo e determinazione l’Armenia, pericolosa soprattutto nelle ripartenze.

11′ Gol dell’Armenia! Parte bene la squadra di casa, con un pressing molto alto già dai primi minuti. Il gol di Karapetyan nasce da una grande incursione dell’Armenia, brava a sfruttare una disattenzione a centrocampo dell’Italia.


In campo alle 18 gli Azzurri dell’Italia di Roberto Mancini. Dopo le vittorie contro Finlandia, Liechtenstein, Grecia e Bosnia Erzegovina, oggi fanno visita all’Armenia per la quinta giornata del girone J di qualificazione ai prossimi Europei del 2020. Queste le scelte dei due ct:

ARMENIA (4-2-3-1): Hayrapetyan; Hambardzumyan, Calisir, Haroyan, Hovhannisyan; Mkrtchyan, Grigoryan; Barseghyan, Mkhitaryan, Ghazaryan; Karapetyan.

Ct: Gyowlbowdagyanc

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Florenzi, Bonucci, Romagnoli, Emerson Palmieri; Barella, Jorginho, Verratti; Bernardeschi, Belotti, Chiesa.

Ct: Mancini. 


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Il Messaggero| Lotito ha promesso a Sarri che lo sosterrà sempre di più, per fare “qualcosa di grande”

edo9923@hotmail.it'

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Il volto di Tommaso Maestrelli ora gigantenteggia dentro la curva sud che da ieri, nelle sfide casalinghe della Lazio, prende ufficialmente il nome dell’indimenticato tecnico dello scudetto 1973/74, che avrebbe compiuto 100 anni venerdì prossimo, il 7 ottobre. Mentre Alan Donati, figlio di Aldo, cantava l’inno con «su c’è er maestro che ce sta a guardà», Lotito ha consegnato alla famiglia una targa al monumento, che verrà celebrato dal club nei prossimi giorni, e poi venerdì in Campidoglio. Emozionato, il figlio Massimo, sventola la bandiera di Maestrelli: «Questo ricordo me lo fa sentire vivo». Ciò che colpisce è la crescita di consapevolezza della squadra, che ha recepito ciò che Sarri vuole sul campo. Sontuosità tecniche di un Milinkovic-Savic tremendamente migliorato dopo 15 mesi di cura-Sarri, a quelle di Felipe Anderson che quando trova fiducia fin dal primo pallone poi non si ferma più, fino a Zaccagni che sta imparando finalmente i tempi dei movimenti a venire incontro e a scappare via, mentre Luis Alberto è andato forse più a sprazzi degli altri, ma tre o quattro tocchi nitidi li ha offerti. La Lazio attaccava bene e segnava anche lo scorso anno, ma difendeva male. Questa invece è già la seconda difesa del campionato con soli 5 gol incassati, non ne prendeva così pochi da 21 anni, coi difensori centrali che erano Nesta e StamProvedel continua a convincere, il ricordo di Reina e Strakosha pare un incubo rimosso. La Lazio si gode una domenica coi fiocchi prima di mettersi a tavola, tanto offre il numero 21. Con la doppietta di ieri sale a quota 51 reti con la maglia della Lazio, è al nono posto dei bomber nella storia del club. Già 4 centri e 5 assist in sole 10 apparizioni in questa stagione per il numero 21, rimasto per l’ennesima volta a Roma nonostante le voci di mercato.

Romagnoli ha segnato il primo gol con la maglia della Lazio, tanta la gioia e l’emozione: «Mi terrò la maglia perché è la più importante che ho». Lotito ieri ha festeggiato all’Olimpico con la Lazio, dopo il successo sullo Spezia: «Ringrazio tutti, Sarri, Tare, la squadra. Con questa vittoria avete dimostrato ancora una volta l’unione della nostra famiglia. Se continuerete a giocare con questo spirito e questa compattezza, regalerete grandi soddisfazioni a me e a tutta la tifoseria», assicura il patron col microfono di fronte alla torta. Sopra la panna c’è una “S” e la scritta “Congratulazioni senatore”, Immobile (insignito oggi alle 17 al Coni del premio “Beppe Viola”) gli consegna una targa: «Al nostro condottiero, che diventa senatore della Repubblica, con onore e merito. La Tua Prima squadra». E allora Lotito replica: «Volli, volli, fortissimamente volli. Questa non è solo la mia vittoria, ma anche la vostra. Per la prima volta nella storia la Lazio ha un rappresentante nelle istituzioni, nel Parlamento, non è poca roba. Ora che sto nel Governo, possiamo cambiare ogni stortura. Questa non è più una Lazietta, è già una grande società». Prima del brindisi in sala, anche le congratulazioni negli spogliatoi a Sarri per il lavoro svolto nel suo ultimo mese di lontananza. Lotito ha promesso al tecnico che lo sosterrà sempre di più perché «abbiamo gettato le basi per fare qualcosa di grande e non finirà».

Il Messaggero

 


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