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CdS | Dubbi in difesa per Inzaghi: Vavro o Patric, un posto per due

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Inzaghi studia la difesa per il match contro la Spal. Come riportato dal Corriere dello Sport, il mister biancoceleste deve sciogliere alcuni dubbi su chi mettere davanti a Strakosha. Le prove dicono Patric. Le indiscrezioni confermano un ballottaggio apertissimo tra lo spagnolo e Vavro. Bisognerà aspettare l’allenamento di questa mattina a Formello, indicativo perché Inzaghi quasi certamente proverà gli undici titolari per Ferrara. Con Luiz Felipe fermo ai box, tutti hanno pensato subito a Vavro come sostituto, ma Inzaghi vuole lasciare aperte tutte le opzioni. Il campionato non finisce a Ferrara e il mister non vorrebbe bruciare subito l’ex-Copenaghen. Le ultime ore e le prove tattiche hanno indicato con chiarezza l’ascesa di Patric, considerato da Inzaghi nel pacchetto dei sei centrali disponibili.

BALLOTTAGGIO 

Inzaghi teme molto la rivoluzione di Mister Semplici, che potrebbe abbandonare il 3-5-2 per passare ad un 4-5-1 compatto e in attesa di puntare sul contropiede. Una sola punta centrale (Petagna) e due esterni velocissimi come D’Alessandro e Di Francesco, piccoli e sguscianti. L’opzione Vavro quindi sarebbe rischiosa per i biancocelesti a causa delle sue lunghe leve e perciò una lentezza maggiore di fronte ai due esterni. Ecco perchè Patric sarebbe più adeguato, veloce e bravo nel corpo a corpo. Una dote indispensabile per evitare le ripartenze della Spal. Le riflessioni, più ampie, tengono staccato Bastos, l’altra opzione possibile, subentrato a Luiz Felipe nel derby. Il dubbio è legato all’eventuale rinvio del debutto da titolare per Vavro. Eppure ad Auronzo era piaciuto, il perchè Inzaghi decida ancora di aspettare non è chiarissimo. Un gigante di un metro e 93, messo sul centro-destra di un sistema a tre, può soffrire i piccoletti, ma la Lazio lo ha scelto spendendo 12 milioni e sapendo di inserirlo per quel ruolo. Il tempo giusto va concesso agli stranieri. Senza esagerare. Come è successo nei casi di Correa, Luis Alberto e addirittura Milinkovic, emersi sotto la guida di Inzaghi con notevole (e spesso ingiustificato) ritardo proprio perché non vedevano il campo. Davanti Caicedo insidia Correa, il Panterone, con la Spal chiusa in difesa, potrebbe servire per aprire gli spazi. Il Tucu, se sta bene e ha recuperato, resta in vantaggio.

 


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Meloni, la sorella Arianna: “Io e Giorgia non siamo della Lazio, ma in famiglia…”

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Intervenuta ai microfoni de Il Messaggero, la sorella di Giorgia Meloni Arianna, ha parlato della vita privata della neo premier svelando un aneddoto riguardante la fede della famiglia.

Queste le sue parole:

“Sfatiamo subito un falso mito. Io e Giorgia non siamo laziali. Abbiamo sempre tifato Roma. A casa solo mamma è biancoceleste. Ora lo sono anche le mie figlie perché mio marito, Francesco Lollobrigida, è lazialissimo”.

  


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