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Rassegna Lazio

Il Messaggero | Strakosha: è sempre sfida con Berisha

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Strakosha e Berisha, due nomi molto simili e della stessa nazionalità. L’edizione odierna del Messaggero apre così. I due portieri, ex compagni di squadra alla Lazio e in Nazionale, domani si affronteranno l’uno contro l’altro per difendere la porta della rispettiva squadra. Una battaglia infinita quella tra i due portieri albanesi: alla Lazio e poi in patria, Thomas gli ha sfilato la porta, adesso vuole blindarla in trasferta. E’ da marzo 2017 che non ci riesce per due volte consecutive lontano da casa. Non ha subito gol alla prima giornata contro la Sampdoria, s’è arreso solo su rigore nel derby contro la Roma. In estate aveva preoccupato tutti per il riacutizzarsi di un vecchio problema alla schiena, nel precampionato s’era ripresentato in amichevole con una papera. Il portiere biancoceleste in fretta e furia ha rialzato la testa, c’è riuscito ancora una volta. Fra pochi giorni saranno passati tre anni esatti da quando Strakosha ha debuttato da titolare con questa maglia.

LA SCALATA

Era il 20 settembre 2016, Thomas esordiva a San Siro al posto di Marchetti contro il Milan non lasciando una grandissima impressione. Ma era solo l’inizio perchè dal 28 gennaio Strakosha non ha più abbandonato i pali biancocelesti. E’ diventato il numero uno nella stessa annata in cui Berisha pur di giocare, ironia del destino, era stato costretto a emigrare all’Atalanta. Oltre se stesso, Strakosha deve quindi ringraziare Etrit che gli ha lasciato libera la strada. Ha già doppiato nelle presenze biancocelesti (128 a 60) in tre anni Berisha, adesso punta a strappargli il podio dell’Albania. In Nazionale l’esonero di Panucci è stato fondamentale per Thomas, visto che i due non avevano ottimi rapporti.  E pensare che però Etrit a Bergamo era stato il numero uno di Reja, ora pure il neo ct dell’Albania ha preferito Thomas nelle gare di qualificazione contro Francia e Islanda. A 30 anni compiuti Berisha non sembra soffrire d’invidia: «Thomas è il futuro e abbiamo un bellissimo rapporto, lo considero il mio fratello minore».

 
 
 
 


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CorSera | Lazio, adesso è l’attacco il reparto che “preoccupa” Sarri

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Strano ma vero, il reparto che più preoccupazioni sta dando a Maurizio Sarri è quel- lo che è cambiato meno. L’estate di rivoluzione della Lazio sul mercato – ieri visite mediche, firma sul contratto e ufficialità dell’ingaggio di Provedel – non ha riguardato l’attacco: eppure, lì davanti, si è visto poco di quello che l’allenatore avrebbe voluto. Il tempo stringe: tra cinque giorni si va in campo contro il Bologna e il ritmo troppo basso visto negli ultimi tre test (quelli veri, contro Genoa, Qatar e Valladolid) dovrà obbligatoriamente alzarsi, per tenere la media delle prime partite dello scorso campionato, quando la Lazio contro Empoli e Spezia segnò 9 gol in 180 minuti. Negli ultimi 270 di amichevoli, invece, ne è arrivato uno solo: per quanto bello, quello di Immobile su assist di Milinkovic-Savic al Genoa, troppo poco. E troppo macchinosa è sembrata la Lazio negli ultimi 30 metri anche sabato scorso in Spagna: Sarri pretende qualcosa in più e qualcosa di diverso anche nel servire gli attaccanti, visto che lo scorso anno in serie A solo l’Inter ha segnato più dei biancocelesti.

Ciro Immobile deve ancora carburare e, alle sue spalle, Cancellieri sta rubando con gli occhi i segreti per fare il centravanti, visto che ultimamente a Verona e in Nazionale aveva fatto sempre l’esterno, ma non gli si può ancora chiedere di più. A proposito di esterni, Sarri si aspetta qualcosa in più anche da Zaccagni, che dopo la proposta di matrimonio fatta alla compa- gna – l’influencer Chiara Nasti – dovrà tornare in fretta quello dello scorso anno. L’ex Verona, dei quattro «laterali» nel 4-3-3 di Sarri, è quello più indietro, anche se qualche segnale si è visto a Valladolid, quando Zaccagni è entrato al posto di Pedro che aveva subito un pestone alla caviglia nei primi minuti. Non dovrebbe trattarsi di nulla di grave: lo spagnolo,capocannoniere della pre-season, è pronto a riprendersi il suo posto a sinistra, ma in ogni caso Zaccagni avrebbe un bel ricordo del Bologna, avendogli segnato nel febbraio scorso la sua prima doppietta in biancoceleste. Ha bei ricordi degli emiliani anche Luis Alberto, che fece gol ai rossoblù nel celebre precedente del febbraio 2020, quello che permise alla Lazio di andare in testa alla classifica, pochi giorni prima della sospensione del campionato per la pandemia. I tempi sono cambiati: oggi, lo spagnolo dovrebbe riaggregarsi al gruppo dopo aver saltato l’amichevole di Valladolid, e non è da escludere che possa esserci un confronto anche con Sarri e con la società. Ieri, tra l’altro, il Siviglia ha ufficializzato Isco dopo le visite mediche usando sui social la bacchetta e la parola «mago»: per far sì che anche Luis Alberto possa raggiungere Siviglia, ora serve giusto una magia. CorriereDellaSera

 
 
 
 


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