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PAGELLE – Portiere e difesa partecipano a “Chi sbaglia di più”. Jony unica nota positiva

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Strakosha 4 – Quanti errori deve continuare a fare prima di essere messo in discussione? Spiazzato come al solito sul calcio di rigore del pareggio, è corresponsabile del 2-1 del Cluj con una uscita senza senso che lascia perplessi visto che è sistematicamente ancorato fra i pali.

Vavro 4 – Lento, macchinoso e impreciso palla al piede. Non è un difensore da difesa a tre e questa sera lo ha dimostrato. Fuori posizione e pigro nel riprendere posizione in occasione del raddoppio dei padroni di casa.

Acerbi 4,5 – Per lui vale lo stesso discorso fatto a Ferrara, deve richiamare i compagni quando cala l’attenzione. Naufraga con la squadra partecipando al disastro del raddoppio rumeno.

Bastos 4,5 – I compagni davanti non segnano e quindi ci pensa lui a sbloccare la partita avventandosi col ginocchio su un cross di Jony. Poi esce dal campo ed entra il sosia visto che è disastrosa la ripresa dell’angolano. Regala a Omrani il pallone del ribaltone che sciupa ed è attore coprotagonista della rete del francese.

Dall’80’ Adekanye SV

Lazzari 4,5 – Ha chiarito una seconda volta che non garantirà un apporto in zona gol, d’altronde il suo ruolo è quello dell’esterno che fa segnare i compagni. Novanta minuti in cui non serve un cross interessante ma tanti palloni buttati in area di marusicciana memoria.

Milinkovic 4,5 – Il grande assente di Ferrara scende in campo con la fascia al braccio da capitano che gli occorre giusto per aspettare l’83’ per prendere il giallo. Ha la grande occasione per sbloccare la gara sulla testa ma angola poco, per il resto mai decisivo.

Lucas Leiva 4,5 – Trenta minuti del solito fantastico Leiva, poi causa ingenuamente il rigore del pareggio. E’ il cuore di questa squadra, dovrebbe esserne anche il cervello essendo fra i più esperti.

Berisha 5,5 – Ha una concezione di calcio molto continentale che mal si rispecchia nell’idea di Inzaghi. Gioca a pochi tocchi e per poi proporsi in profondità ma raramente gli ritorna il pallone con i compagni che ingolfano la manovra.

Dal 67′ Cataldi 5,5 – Mezzora scarsa in cui ci si ricorda che è entrato per un giallo e per un piattone respinto dal portiere.

Jony 6,5 – Solo il tempo potrà dire se sarà un esterno completo per giocare a tutta fascia, intanto dimostra che quando deve spingere eccome se è capace. Da sinistra piovono in area palloni sempre pericolosi. Va in difficoltà quando deve ripiegare soprattutto quando scarseggia la benzina.

Dall’80 Lulic SV

Correa 4,5 – Altro grande assente iper-reclamato di Ferrara che farà aumentare i rimpianti. Fastidioso e presuntuoso per come si intestardisce in certe giocate che non portano a nulla e difatti le sue statistiche parlano di zero tiri in porta e un’infinità di palloni persi.

Caicedo 5 – L’infortunio di agosto ha condizionato la sua forma atletica e infatti è sembrato appesantito. La gambe non eseguivano le idee che proponeva la testa e quindi ha potuto dare il suo contributo giusto in fase di sponda per i compagni.

All. Inzaghi 3 – Fare peggio di Ferrara era difficile, ma riuscire a fare uguale rispetto a quattro giorni fa in effetti sembrava praticamente impossibile. Interpreti diversi ma stesso carattere nullo nella ripresa e sostituzioni a frittata ormai compiuta con conseguente cambio di modulo dal dogmatico 3-5-2. L’unica differenza è che il Cluj probabilmente è ancor più scarso della Spal.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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