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TuttoSport | A Cluj come a Ferrara. Altra rimonta, Lazio K.O.

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Benvenuti in Inzaghilandia, dove il calcio è estetica allo stato puro ma dura solo un tempo. Poi sono gli altri a festeggiare, mentre alla Lazio resta l’amaro in bocca. Amaro come il paradosso di questo primo scampolo di stagione, dal quale la Lazio esce con una sola vittoria, un pareggio dopo aver dominato nel derby e due sconfitte consecutive subendo altrettante clamorose rimonte dopo essere passata meritatamente in vantaggio: la prima a Ferrara domenica scorsa, la seconda ieri sera in romania contro il modesto Cluj. I giocatori biancazzurri entrano in campo decisi e determinati, sciorinano bel gioco, ma appena segnano il gol del vantaggio iniziano a compiacersi della propria bellezza e finiscono per cadere in un blackout mentale, di concentrazione e di nervi di cui, a questo punto, anche l’allenatore è inevitabile finisca per essere ritenuto responsabile. L’amara conferma di quello che inizia già ad assumere la connotazione di uno stato di crisi è arrivata in Europa League, in casa di un Cluj ben messo in campo da Petrescu ma che i biancazzurri avevano dimostrano di saper annullare nella prima parte di match. E invece finisce 2-1 per i romeni nella gara d’esordio di un girone in cui ogni punto perso può essere fatale nel discorso qualificazione. Lazio con manovra fluida, tiki-taka e uno-due che mandano sempre gli esterni al cross o verso la rete. L’unico gol arriva invece nel primo tempo da un difensore, Bastos, che poi sa bene come complicare la vita a Inzaghi quando c’è da fare il difensore e si addormenta sul più bello sulla rete della vittoria del Cluj a un quarto d’ora dal termine. In mezzo, un rigore realizzato al 41’ da Deac, penalty generosissimo concesso per una reciproca trattenuta in area (e per di più non iniziata dal laziale) tra Leiva e Djokovic. Un rigore che forse ha contribuito a mandare in corto circuito mentale, che però sembra ormai cronico, la Lazio di Inzaghi: le prime avvisaglie nel derby con la Roma, un 1-1 con a corredo ben 4 pali laziali, e poi la sconfitta di Ferrara con la Spal dopo un blackout di venti minuti seguito a primo tempo dominato e non totalmente capitalizzato. L’unica sorpresa positiva della serata arriva da Jony,
padrone della fascia sinistra: nei primi 45’ sono almeno tre i cross perfetti calati sulla testa dei compagni, su uno di questi prima Milinkovic sbaglia la mira, poi arriva il ginocchio di Bastos a capitalizzare. Sembra il preludio a una gara in discesa ma la Lazio si siede e il Cluj rafforza le sue convinzioni. Al 40’ la beffa, con i romeni che arrivano al pareggio su rigore con Deac. Fin lì per i padroni di casa minimo sforzo e massima resa. Ma nel secondo tempo Petrescu inserisce Omrani per l’opaco Traore e il francese cambia la partita. Una ripresa in cui la Lazio appare distratta dalla propria presunta bellezza. Il solo che si salva è Jony, senz’altro migliore dei biancazzurri per volontà e pericoli procurati. Al 30’ la frittata generale della difesa laziale: Paun e Deac fanno quel che vogliono sulla sinistra, la palla finisce a Omrani che prima colpisce la traversa, poi di forza sovrasta Bastos e anticipa un improvvido Strakosha colpevolmente fuori dai pali e a vuoto nel tentativo di uscita.

Così Inzaghi a fine gara: «C’è molta delusione per queste due sconfitte. La squadra ha giocato, ha creato, ma ancora una volta non abbiamo chiuso la partita. Come spesso ci accade, non facendo il secondo e terzo gol meritato con occasioni pericolose, succede che ti fischiano un rigore che non c’è. Il secondo gol poi ce lo siamo fatto da soli. Invece dopo essere passati in vantaggio dovevamo segnare con Lazzari e con Milinkovic. Rennes e Celtic comunque hanno pareggiato e resto convinto che passeremo il girone. Ma non si possono più commettere certi errori».

TuttoSport/Simone Di Stefano

 


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CdS| La Lazio ha vinto, in nome di Tommaso Maestrelli

edo9923@hotmail.it'

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La Lazio ha vinto, confermando il suo terzo posto in classifica a pari punti (17) con il Milan, una vittoria dedicata ad un simbolo che ha fatto la storia del club biancoceleste, Tommaso Maestrelli, al quale ieri è stata intitolata la Curva Sud (per le partite in casa della Lazio). Non manca l’emozione del figlio Massimo (premiato con una targa da Lotito sotto la Sud), presente allo stadio per celebrare il padre. Venerdì in Campidoglio si concluderanno i festeggiamenti per il centenario della nascita di Maestrelli. Forse non è un caso neanche il primo gol di Romagnoli, arrivato proprio in questo giorno tanto speciale, da laziale a laziale, la corsa sotto la Nord è stato un gesto liberatorio, un momento atteso, come se non avesse mai aspettato altro.

 

Immobile ha sbagliato il rigore nei primi minuti del match, i tifosi lo hanno incitato come se avesse segnato, questa è l’aria che si respira all’Olimpico. Terza vittoria consecutiva in campionato per la squadra di Sarri, è la prima volta con il Comandante il panchina. Fu Pioli l’ultimo allenatore a vincere tre partite consecutive senza subire gol, era il 2015. Milinkovic ha dato spettacolo, una bellezza per gli occhi di chi da fuori guarda. Il tutto condito da una doppietta. Provedel in questo inizio di campionato ha superato ogni aspettativa, ieri molto attento negli anticipi e nelle uscite, semplicità e concretezza, ecco gli aggettivi per descrivere il nuovo portiere della Lazio. Menzione speciale guadagnata da Mattia Zaccagni, in un momento di forma importante, il 20 biancoceleste corre tanto, aiuta la squadra, sforna assist e fa gol. Per concludere la giornata, Lotito ha poi organizzato un brindisi post partita per festeggiare la sua elezione a senatore con tutta la Lazio. Nel mentre Sarri si è goduto lo spettacolo dalla tribuna, per squalifica. Martusciello ha fatto un lavoro eccellente.

Corriere dello Sport

 


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