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Il Messaggero | Inter-Lazio, per Inzaghi è l’esame di “prima”

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Umiltà fa rima con salto di qualità. Così Inzaghi cavalca la vittoria ritrovata col Parma, anche se sa che questa sarà tutta un’altra sfida: «L’Inter è una squadra forte, costruita per lo scudetto, ma io voglio vedere coraggio e personalità». Che non ha nulla a che vedere con individualismi o l’ultima scenata isterica: «Immobile lunedì ha fatto un bel gesto, si è scusato davanti ai compagni e alla società. Si deve ragionare per il gruppo, non per gli aspetti personali, così c’è la crescita». Lezione imparata, storia chiusa con una multa, Ciro può riprendersi la sua maglia. Il miglior modo per farsi perdonare sarà mettere il quinto sigillo in questo campionato in porta, sarebbe la novantunesima rete biancoceleste in Serie A. L’ultima volta a San Siro aveva fatto centro nei quarti di Coppa, aveva segnato nei supplementari e firmato il primo rigore della sequenza. Quel 31 gennaio Inzaghi cominciò a sfatare il tabù contro le big d’Italia, se lo ricorda: «In quello stadio abbiamo fatto più di una grande partita». C’è anche l’amarcord del 31 marzo a dare forza. Serve, eccome, perché stasera San Siro con oltre 50mila spettatori sarà un’autentica bolgia.
STIMA
Nel 2019 solo vittorie contro l’Inter al Meazza, la Lazio è diventata la bestia nerazzurra. Ma adesso c’è una grossa novità in panchina, Conte fa la differenza: «Ho una grandissima stima – ammette Inzaghiperché ovunque è stato ha sempre fatto bene. Ci ha messo poco a insegnare i suoi concetti. Ha fatto la gavetta partendo dal basso, ci siamo incontrati spesso fuori dal campo». Antonio anche in conferenza gli stringe la mano: «Inzaghi è bravissimo e forse sottovalutato. Sarà fra i più impegnativi della stagione l’ostacolo Lazio. Perché è una squadra con un’identità precisa, che si conosce. E’ migliorata grazie a un grande progetto. E’ stata protagonista negli ultimi anni, ha vinto la Coppa Italia, a testimonianza del lavoro fatto dall’allenatore e dalla società». Conte non ha dimenticato come Lotito, grazie all’intuizione dello stipendio pagato dalla Puma, lo portò sulla panchina dell’Italia. Stasera però cercherà di far valere la sua bravura con la sua nuova creatura.
DIFESA
Specchio riflesso. La Lazio guarda l’Inter e rivede il suo modulo. Anche se il 3-5-2 è diversamente interpretato: «I nerazzurri cercano tanto i propri attaccanti, che stanno fermi, sono i riferimenti. Noi abbiamo punte differenti, molto mobili». In realtà, dipenderà da chi giocherà davanti. Correa ieri è stato provato fra i titolari, ma domenica sera zoppicava per i crampi. Caicedo scalpita per il sorpasso in extremis. In difesa Bastos prenderà il posto del febbricitante Radu al fianco di Luiz Felipe ed Acerbi. Sarà fondamentale fare gol, ma soprattutto non prenderlo. Dopo i ko con Spal e Cluj, la Lazio ha modificato il proprio credo offensivo per non disperdere tutte le energie e conservarle nel secondo tempo. Così è più facile reggere anche dietro e sfoggiare la seconda difesa (appena 3 reti subite) di questo campionato. Nell’era Inzaghi (5 gol annata 2016/17, 4 in quelle 2017/18 e 2018/19) è un record assoluto, peccato che di fronte ci sia chi ha fatto addirittura meglio: proprio l’Inter di Conte al primo posto in classifica sopratutto grazie a un solo gol incassato. Il mister nerazzurro fa girare la sua rosa parecchio, Inzaghi – nonostante una panchina decisamente più corta – vuole imitarlo. Avanti col turnover mirato nel nuovo corso: «Ho l’obbligo di far giocare tutti i giocatori a disposizione. Sono tutti titolari e ora avremo 7 partite in 21 giorni». Per questo, ben venga la resurrezione di Marusic, ma oggi tornerà dal primo minuto Lazzari, con Milinkovic, Leiva, Luis Alberto e Lulic. Scelte fatte, stavolta nessuno osi più contestarle. IlMessaggero

 


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Meloni, la sorella Arianna: “Io e Giorgia non siamo della Lazio, ma in famiglia…”

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Intervenuta ai microfoni de Il Messaggero, la sorella di Giorgia Meloni Arianna, ha parlato della vita privata della neo premier svelando un aneddoto riguardante la fede della famiglia.

Queste le sue parole:

“Sfatiamo subito un falso mito. Io e Giorgia non siamo laziali. Abbiamo sempre tifato Roma. A casa solo mamma è biancoceleste. Ora lo sono anche le mie figlie perché mio marito, Francesco Lollobrigida, è lazialissimo”.

  


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