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ESCLUSIVA | Onofri: “Trovo delle analogie tra Lazio e Genoa. Attenzione a Schöne”

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La sconfitta con l’Inter è già in archivio. Domenica arriva il Genoa, reduce dal pareggio a reti bianche con il Bologna  con l’ultima vittoria datata 1 settembre contro la Fiorentina. A presentare la sfida ai microfoni di LazioPress.it è intervenuto Claudio Onofri, ex calciatore ed allenatore del Grifone che ha fatto il punto sulle due formazioni e sulla prossima gara dell’Olimpico.

La Lazio dopo la vittoria con il Parma è caduta contro l’Inter seppur disputando una buona gara. Credi che sotto il profilo mentale prevarrà l’aspetto della prestazione o il fatto di aver rimediato un’altra sconfitta?

L’idea che mi sono fatto, credo comune un po’ a tutti, è che la Lazio avendo cambiato poco a livello di rosa e mantenendo lo stesso allenatore piano piano troverà un equilibrio di rendimento attualmente falsato da prestazioni non deludenti ma da risultati arrivati in maniera un po’ strana. A Ferrara la squadra ha dominato gran parte del match e poi si era fatta recuperare in maniera sorprendente, a Milano a fine primo tempo doveva essere in vantaggio e poi invece ha perso e relativamente alla forza dell’Inter ci può anche stare. Avendo visto le prime due giornate della Lazio per intero si vede che ci sono dei valori in campo ed una direzione tecnica che ormai è consolidata nel tempo per cui credo solo che bisogna stare tranquilli ed aspettare che si delinei una sequenza di risultati”.

Stanno mancando alla Lazio un po’ i “senatori”, vedi Leiva, Lulic o Milinkovic?

“Su Milinkovic bisogna parlare di un periodo un po’ lungo, dopo la strepitosa prima annata ed il Campionato del Mondo, nel quale il ragazzo non si è ritrovato del tutto, anche complici le voci del mercato. Per quanto riguarda gli altri due è chiaro che devono avere anche la possibilità di rifiatare un attimo vista anche l’età non più verdissima, ma con Jony e giocatori che possono sostituirli la dimensione della Lazio resta quella evidenziata negli ultimi anni, ossia una squadra che non può vincere lo Scudetto, ma che può piazzarsi tra le prime cinque sei a cui vanno aggiunte le vittorie in Coppa Italia. Se vogliamo andare a scandagliare il discorso di spogliatoio, sul fatto di Immobile ad esempio ritengo che quelle cose sono paradossalmente positive per l’ambiente”.

Forse per Immobile può valere lo stesso discorso di Milinkovic. Anche lui vive un periodo un po’ sottotono che si trascina dal termine della scorsa stagione…

“Sì, ma se andiamo a vedere il curriculum non stiamo parlando di un giocatore deludente. Chiaramente anche lui deve alzare il tono. Situazioni come quelle della sostituzione domenica però a livello ambientale possono essere positive se non sono reiterate e non comprendenti altri membri dello spogliatoio. Queste cadute di stile vengono recuperate non solo attraverso i gesti tecnici, ma anche con la voglia di rifarsi. Ciò vale non solo per Immobile, ma per tutti. Presumendo un’unione d’intenti nello spogliatoio con Simone Inzaghi a capo dello stesso non vedo questa preoccupazione, denunciata invece da qualche risultato non in linea con le possibilità della Lazio”.

Domenica arriva il Genoa che non vince da inizio settembre. Che aria si respira in Liguria? Dai social leggo contestazioni più che altro verso la società…

Mi vengono in mente delle analogie nell’ultimo decennio tra le due squadre. Contestazioni, risultati altalenanti, ovviamente più per il Genoa che eppure ha avuto due sortite in Europa, una poi non disputata per un discorso societario, economico, finanziario. Ambo le formazioni, inoltre, hanno avuto un buon inizio in fase di preparazione ed una partenza esaltante in campionato seppur hanno raccolto raccolto quattro punti su sei. Poi ci sono state delle cadute non sempre deludenti sotto il profilo della prestazione. L’ultima partita di campionato del Genoa, invece, è stata diversa da quella della Lazio, perchè nel primo tempo non ha giocato malissimo, ma nella ripresa il Bologna avrebbe meritato di vincere. C’è un po’ di marasma in relazione alle aspettative che aveva denunciato la squadra nelle precedenti occasioni e ad una campagna acquisti che in relazione alla dimensione della società è più che buona. La rosa ha due giocatori per ogni ruolo che possono alternarsi senza creare scompensi”.

Quali sono i punti forti del Genoa che la Lazio deve temere?

“Il Genoa ha una difesa ed un centrocampo formati da calciatori consolidati. In difesa, a parte l’inamovibile Criscito, ci sono alternative che danno tranquillità. In mezzo al campo c’è abbondanza ed un certo grado di qualità esaltata da Schöne, uno che viene dall’Ajax ed ha vinto tutto in Europa. Mercoledì su punizione ci ha già provato prendendo una traversa ed in Olanda ha siglato 110 reti di cui molte proprio da calcio piazzato. Questo potrebbe essere un pericolo. Davanti ci sono quattro calciatori, Pinamonti, Kouamé, Favilli e Sanabria  che non sono assolutamente male, ma che essendo giovani non ti garantiscono una sicurezza a livello realizzativo. Sono ragazzi che avranno un buon futuro, ma che oggi non rappresentano in partenza un pericolo per gli avversari. Poi oltre a loro c’è Pandev che data l’età può essere utilizzato negli ultimi venti trenta minuti se ce ne fosse bisogno. L’ultimo punto di forza è l’allenatore, ora messo un po’ in discussione, ma che invece ha fatto vedere in preparazione e nelle prime gare, anche quelle perse, un’idea gioco piacevole ed un’organizzazione che avrebbe potuto portare maggiori risultati. In piazze come Roma e Genova si vuole tutto e subito, talvolta bisogna saper aspettare”.

Dopo Genoa-Bologna, Romero ha detto che i rossoblu non verranno all’Olimpico per cercare il pareggio, me proveranno a vincere. Dichiarazione di circostanza o c’è un fondo di verità?

È un’ammissione di intendimenti immessi nella testa dei giocatori dall’allenatore che non lo fa perchè è presuntuoso, anzi è umile, corretto, tranquillo e sincero in quello che dice. Andreazzoli vuole offrire un gioco molto propositivo e piacevole che ottenga anche dei risultati. I calciatori hanno assimilato questa tendenza. È chiaro che le parole di Romero dopo le ultime uscite sembrano quasi un paradosso, ma credo che l’intenzione, fermo restando le coperture difensive soprattutto contro una squadra forte come la Lazio, sia quella di giocarsi la partita e provare a vincerla. Non si tratta di nascondere le difficoltà, giocare contro la Lazio non è facile“.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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