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ESCLUSIVA | TemptationIsland, Massimo: “Lazio, vinci stasera poi testa al Bologna! Il mio mito? Salas”. E sul 26 maggio…

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E’ diventato famoso grazie al programma di Canale 5Temptation Island” ed all’interno del villaggio sardo si è fatto conoscere per la sua storia d’amore, per il suo carattere…e per la sua lazialità. Massimo Colantoni, classe ’90, ha raggiunto la popolarità grazie al reality: seguito da numerosissimi fans, è rimasto il ragazzo semplice che è sempre stato, dividendosi tra la famiglia, l’amore, gli amici ed, ovviamente, la Lazio. Il tifoso biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it per raccontarci la storia della sua fede calcistica e come vive le gare della sua squadra del cuore.

Conoscendoti in tv è emerso che nella scala delle tue priorità, la Lazio occupa i piani alti.

Per me è una passione, una fede. La seguo appena posso. Fino a qualche hanno fa ero abbonato. La sostengo sempre, in casa, in trasferta ma anche in Europa”.

Com’è nato l’amore per questi colori?

Ero piccolissimo: a scuola tutti tifavano i giallorossi così io, senza esitare, ho scelto la Lazio, perché è un qualcosa che non va associato alla massa, mi volevo distinguere. Inoltre sono nato a Roma: quindi è impossibile non tifare la prima squadra della capitale, all’inizio c’eravamo solo noi”.

Hai delle abitudini particolari che ripeti quando gioca la Lazio?

Ti racconto un aneddoto di quando ero bambino: la posizione che assumevo al fischio di inizio della partita della, la mantenevo fino al termine della gara, anche se magari era scomoda. Nonostante i crampi, rimanevo sempre nello stesso modo. Mi concedevo solo un piccolo cambio a fine primo tempo: se avevo le gambe accavallate, cambiavo la loro posizione nel verso in cui la Lazio attaccava. Diciamo che ero fissato”.

Per ogni tifoso il derby è la partita per eccellenza: tu come lo vivi?

Se ci penso mi prende il magone. Soprattutto se ripenso all’ultimo: abbiamo creato tanto ma la Lazio ha il difetto di essere poco cinica in attacco. Correa per me è un top player, io lo adoro, ma davanti alla porta non concretizza. Tornando alle sensazioni, in vista della stracittadina sono molto agitato, è capitato che neanche dormissi la sera prima. In occasione del 26 maggio non ho mangiato i due giorni prima della gara, avevo lo stomaco chiuso perché era la partita che avrebbe cambiato la storia. Era la sfida da vincere, punto. Ho vissuto con meno ansia solo il derby successivo a questo: dopo aver vinto la Coppa Italia che ha fatto la storia ero più tranquillo”.

Il tuo giocatore preferito della Lazio del passato? E della rosa attuale?

Il calciatore che porto nel cuore è Marcelo Salas, aveva quel qualcosa in più che mi emozionava, quando c’era lui in campo avevo un senso di tranquillità. Della squadra di oggi scelgo Immobile, sarà scontato ma senza di lui la Lazio non può andare avanti”.

A proposito di Immobile, l’abbraccio di domenica con Inzaghi sancisce la pace definitiva tra i due?

Tutti i rapporti forti, davvero concreti, anche nella vita normale subiscono delle tensioni: stessa cosa vale nel calcio. C’è stato un battibecco, ma il gesto visto nell’ultima partita mette a tacere tutto e conferma il legame forte dello spogliatoio laziale”.

Due impegni ravvicinati attendono i biancocelesti: che Lazio servirà per affrontare Rennes e Bologna?

Quella di stasera è una gara decisiva, non è una partita facile. Il valore degli avversari, sulla carta, è inferiore ma la Lazio non deve prendere nulla sottogamba: serve concentrazione, lavorare bene in fase difensiva e prendere i tre punti, fondamentali per il girone. Col Bologna servirà fare bene per poi ripartire dopo la sosta delle Nazionali con un gruppo consolidato anche dall’entusiasmo. Una ripartenza da Lazio, significherebbe poter affrontare qualsiasi squadra senza timore”.

L’obiettivo stagionale della Lazio?

Inter, Juventus e Napoli le considero in un campionato a parte. Per il quarto posto, non vedo squadre superiori a noi. Abbiamo dalla nostra parte il gruppo che si conosce da più anni ed anche il gioco è consolidato”.

 


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ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

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Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste; il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine campionato.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andare nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


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