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Gabriele Paparelli: “La tifoseria laziale è parte della mia famiglia, non ci ha mai fatto mancare l’affetto di cui avevamo bisogno”

silviaaldi@libero.it'

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Oggi pomeriggio, durante la trasmissione Tagadà di La7, è intervenuto il figlio di Vincenzo Paparelli, Gabriele, intervistato da Tiziana Panella. Gabriele Paparelli ha ricordato suo padre, ucciso da un razzo in curva Nord nel 1979 durante un derby. Ecco le sue parole:

Avevo 8 anni quando ho perso mio padre. Papà era una persona stupenda, era giovane, eravamo una famiglia tipica di fine anni ’70. Una famiglia felice, allegra, genuina. La mia vita è cambiata nel giro di poche ore. Il fatto è accaduto di pomeriggio, io l’ho saputo la sera. Alla mia famiglia è arrivata subito la notizia ma io sono stato protetto. Mi hanno portato alle giostre. Quel telegiornale l’ho intravisto in un bar e sono stato subito trascinato via. Quella domenica mattina pioveva, a metà mattina è uscito il sole. Mio padre non ha resistito. Allo Stadio Olimpico c’era il derby. Io ho insistito per andare con lui ma ha promesso di portarmi la “prossima volta”. Sono partiti tre razzi, il primo andò l’Olimpico, il secondo ha colpito mio padre. Mia madre si è girata e ha visto una scena tremenda, una scena che nessuno vorrebbe vedere allo stadio in un giorno di festa. Mia madre d’istinto ha cercato di togliere il razzo dall’occhio di mio padre. Dopo quell’avvenimento si è rotta la sicurezza che tanti tifosi avevano quando andavano allo stadio. Quando si parla di sport si parla di sani principi, di competizione, non di morte. Negli anni siamo diventati un bersaglio delle tifoserie avversarie. Per una vita ho sempre portato una bomboletta di vernice sotto la sella del motorino perché volevo nascondere quelle scritte indegne su mio padre, soprattutto a mia madre. La rabbia l’ho avuta in adolescenza, crescendo mi sono accorto che molte persone usavano il nome di mio padre per colpire la tifoseria senza sapere nemmeno chi fosse. Quelle scritte indegne hanno ferito la mia famiglia e la tifoseria laziale che ritengo sia parte della mia famiglia. Ci è sempre stata vicino, non ci ha mai fatto mancare l’affetto di cui avevamo bisogno. Sono tifoso sfegatato come papà ma ho una fobia da stadio, vado poco. Il calcio va vissuto con la purezza e la dolcezza che vedo negli occhi di mia figlia quando la porto allo stadio“. 


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Lazio-Fiorentina, Provedel: “Importante la solidità dimostrata, dispiace non aver parato il gol”

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Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, il portiere della Lazio Ivan Porvedel ha commentato il pareggio maturato all’Olimpico contro la Fiorentina per 1-1.

Queste le sue parole:

La Fiorentina è una squadra forte, ha fatto una bella partita, è una squadra che ha molti punti in meno per quello che esprime, peccato non aver concretizzato qualche occasione per portare la vittoria a casa. L’hanno giocata a viso aperto, per me è importante la solidità dimostrata, cerco di fare sempre il mio meglio delle volte ci sono riuscito delle volte no, il percorso è di crescita. La Fiorentina pressava a uomo e  giocavano alti, per noi che giochiamo palla a terra il lavoro si è fatto più difficile per cercare di evitare i rischi, potevamo gestire qualche pallone, loro sono stati bravi. Dobbiamo fare  ancora meglio, per me la prestazione è positiva e la Fiorentina è stato un avversario molto difficile. Cambi? Io penso che gli ingressi siano stati positivi ma non dipende da chi entra, ma dallo spirito del collettivo. Mi dispiace non aver parato il gol”.

Queste le parole dell’estremo difensore in zona mista:

È stata una partita molto dura, loro sono una squadra forte, con molti punti in medo di quelli che meriterebbe secondo me. Sono venuti a fare una gara importante, peccato non essere riusciti ad allungare nuovamente le distanze, ma siamo stati solidi e questo è l’importante. Se le squadre ci lasciano gli spazi è più facile uscire, loro ci hanno pressato molto forte e gli spazi che hanno chiuso nella nostra area ce li hanno concessi più avanti. Per me la prestazione è da tenere, un punto da portare a casa anche se si poteva fare meglio. Lanci lunghi? Noi cerchiamo l’uscita da dietro, delle volte non si riesce e quindi se abbiamo gli spazi chiusi cerco la profondità“.

“Le proteste di Immobile per il recupero? Io non ho parlato con l’arbitro, per me sono cose che contano il giusto. Avrei preferito qualche minuto in più, però se hanno deciso così va bene. Guardando le occasioni in generale si poteva portare a casa la vittoria, non ci siamo riusciti. Poi per gli episodi finali è un punto guadagnato“.

Per me questa è un’esperienza molto positiva: ho avuto la fiducia della società che ha deciso di prendermi, io cerco solo di ripagarla nel quotidiano e in partita. In alcuni casi il mio contributo è stato sufficiente, in altri non sono riuscito ad essere perfetto. Penso faccia parte del percorso di crescita“.

Vedo il bicchiere mezzo pieno. Quello che forse ci era mancato nel tempo era la solidità. In alcuni casi, se non puoi vincere la partita non la devi perdere. Dopo prestazioni di un certo tipo non deve calare l’attenzione. Oggi non è successo. Bisogna dare anche merito agli avversari. Siamo in crescita“.

  


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