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ESCLUSIVA | Delio Rossi: “La Lazio ha tutte le carte in regola per superare l’Atalanta, lotteranno entrambe per il quarto posto”

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Finalmente torna il campionato, è tempo di Serie A. Dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, arriva il secondo mini ciclo di partite per le squadre di club. La Lazio ha sette partite da giocare in 21 giorni, una più impegnativa dell’altra, dalla corsa Champions in campionato, alla conquista del passaggio del turno in Europa League. Il primo impegno dei biancocelesti è contro l’Atalanta, la squadra più in forma del campionato, con il migliore attacco e terza in classifica. Questa sarà una sfida importante in chiave quarto posto, perchè saranno proprio loro due, insieme ad altre squadre, a giocarsi un posto per la prossima Champions League. Nella passata stagione si sono affrontate tre volte: due in campionato, dove la squadra di Gasperini ha portato a casa sei punti tra andata e ritorno, ed una in Coppa Italia, la finale, che ha visto portare a casa il settimo trofeo nazionale ai biancocelesti. In vista della sfida di domani alle ore 15:00, allo Stadio Olimpico di Roma, la redazione di LazioPress.it ha intervistato, in esclusiva, Delio Rossi, mister di entrambe le squadre. Sulla panchina della Lazio, dal 2005 al 2009, ha portato a casa diversi derby, ma soprattutto un trofeo: proprio dieci hanno fa, vinse la Coppa Italia, ai rigori, contro la Sampdoria. Gli argomenti trattati sono tanti: dalla lotta Champions che coinvolge sia Lazio che Atalanta, al Presidente Lotito, per passare poi a Ciro Immobile Nazionale.

Torna il campionato e la Lazio ha subito delle gare impegnative al rientro dalla sosta. Cosa manca a questa squadra per puntare con decisione alla Champions? Secondo lei può essere l’anno buono?

“Secondo me la Lazio, indipendentemente dalla classifica, ha dei valori importanti, ma li aveva anche lo scorso anno. Se la giocherà insieme ad altre squadre fino alla fine, è chiaro che dipenderà anche dalle prossime partite. Come valori però la Lazio può competere per il quarto posto, visto che tre squadre sono superiori”.

In settimana Lotito è stato intervistato dal Corriere dello Sport ed ha parlato di poca determinazione da parte della squadra. Lei lo conosce bene il Presidente, ha ragione su quello che dice? Come vede il suo rapporto con il mister Simone Inzaghi?

“In generale può avere anche ragione, fermo restando che se io devo dire qualcosa al mio allenatore, non c’è bisogno di farlo pubblicamente, vado e glielo dico di persona, questo è il mio pensiero. Io l’ho visto più come un mettere “sotto pressione” i giocatori e l’allenatore, anche se secondo me può essere deleterio”.

L’Atalanta è partita alla grande in campionato, è terza in classifica, mentre in Champions sta trovando delle difficoltà. Che stagione sarà quella della squadra di Gasperini, potrà ripetere l’ottima stagione dell’anno scorso?

“Per me sì, lotterà insieme alla Lazio e alla Roma per il quarto posto”.

L’anno scorso questa sfida ha deciso la vittoria dell’ultima Coppa Italia. Non ci sarà la sfida tra goleador, ovvero Immobile contro Zapata, visto che il colombiano si è infortunato. Che partita ci dobbiamo aspettare?

“La finale di Coppa Italia dell’anno scorso è stata una partita equilibrata, poi magari saranno gli episodi a deciderla, ma penso che anche sabato sarà una sfida equilibrata. La Lazio ha tutte le carte in regola per superare l’Atalanta, a maggior ragione vista l’assenza di un giocatore importante come Zapata. Sicuramente se avessero chiesto ad Inzaghi quale giocatore togliere, sono certo che avrebbe detto lui, oppure Gomez o Ilicic, che sono i tre giocatori che hanno qualcosa in più rispetto agli altri”.

Immobile appare diverso da come gioca con la Lazio e come gioca con la Nazionale: ci si aspetta tanto da lui con la maglia azzurra, anche se il modo di giocare di Mancini è diverso da quello di Inzaghi. Quali possono essere i motivi di questa differenza?

“Con la Lazio gioca con meno pressioni di dover dimostrare, si sente più tranquillo e sereno al di là del modulo. Quando va in Nazionale invece deve spesso tirare fuori il coniglio dal cilindro, altrimenti c’è il rischio che perda il posto la partita successiva, cosa che alla Lazio non succede. Quindi penso sia solo una questione di tranquillità e di serenità, alla Lazio sa di essere un giocatore importante e quindi si sente più sicuro”.

Ha vissuto quattro stagioni da allenatore della Lazio, vincendo diversi derby, ma soprattutto la Coppa Italia contro la Sampdoria nel 2009. Qual’è stata la soddisfazione più bella da allenatore biancoceleste?

“Io sono arrivato in un momento molto particolare alla Lazio, era l’anno del primo Lotito, con grossi problemi economici, dopo l’era Cragnotti. In un clima non facile, con pochissima gente allo stadio, soprattutto con una squadra molto giovane ed un allenatore non di nome, il mio primo obiettivo era quello di far giocare bene i ragazzi e riportare la gente allo stadio. Sapendo che l’ultima partita ti giocavi un trofeo importante come la Coppa Italia ed in più il fatto che negli ultimi dieci anni sono stato l’unico allenatore a portare la squadra in Champions League, in un periodo comunque dove dovevi vendere i giocatori per avere un futuro, basta pensare a Kolarov, De Silvestri, Behrami o Lichtsteiner, vedere lo stadio con 70 mila persone di cui la maggioranza laziali, quella per me è stata la più grande soddisfazione”.

 


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ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

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Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste. Il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine stagione.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andara nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


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