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Illuminiamo il futuro, la Serie A al fianco di Save the Children

silviaaldi@libero.it'

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Illuminiamo il Futuro: venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019, sui campi di calcio la campagna di Save the Children per contrastare la povertà educativa, in collaborazione con Lega Serie A.

Gli allenatori insieme per Save the Children: Antonio Conte, Roberto D’Aversa, Paulo Fonseca, Giampiero Gasperini, Simone Inzaghi, Walter Mazzarri e Stefano Pioli, con Luciano Spalletti, da anni al fianco dell’organizzazione.

 

 

La Serie A scende in campo al fianco di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

L’Italia è un paese “vietato ai minori”, dove oltre 1 milione di bambini – il 12,5% del totale – vive in condizioni di povertà assoluta, senza beni indispensabili per condurre una vita accettabile. Un Paese dove oltre la metà dei bambini e degli adolescenti non legge un libro, quasi 1 su 3 non usa internet, 4 su 10 non fanno sport.

Venerdì 25, Sabato 26 e Domenica 27 ottobre, tutte le squadre della Serie A TIM scenderanno in campo per supportare Save the Children per illuminare il futuro dei bambini in Italia, invitando tutti i tifosi a contribuire con una semplice donazione attraverso un SMS o una chiamata da telefono fisso al 45533 per dare un futuro ai bambini in povertà in Italia.

La campagna vede ancora una volta coinvolti in prima fila gli allenatori: tra gli altri Antonio Conte, Roberto D’Aversa, Paulo Fonseca, Giampiero Gasperini, Simone Inzaghi, Walter Mazzarri e Stefano Pioli, con Luciano Spalletti, da anni al fianco dell’organizzazione.

 

Save the Children da anni lavora per contrastare la povertà educativa che sta privando i nostri bambini di tutte le opportunità di crescita formativa e culturale. L’Organizzazione ha creato sul territorio i Punti Luce, centri che sostengono i bisogni educativi di moltissimi bambini e adolescenti, e sorgono in contesti caratterizzati dall’assenza di servizi e opportunità formative. Oggi sono 24 in 19 città italiane e con essi, dal 2014 sono stati raggiunti oltre 23.000 minori.

 

Tutti possono sostenere la campagna di Save the Children grazie al numero solidale 45533, attivo sino al 20 novembre e dare ai bambininelle periferie di tante città in Italia, le opportunità che meritano. Si possono donare 2 euro inviando un SMS dal proprio cellulare oppure si possono donare 5 o 10 eurochiamando lo stesso numero da rete fissa con TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali. Sempre da rete fissa è inoltre possibile donare 5 euro chiamando con TWT, Convergenze e PosteMobile.

I fondi raccolti andranno a sostenere i Punti Luce di Save the Children di Potenza, Casal di Principe e Scalea.

Sslazio.it 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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