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Per Lei Combattiamo

PAGELLE – Immobile non si arrende mai, ma lascia il rigore a Caicedo

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Strakosha 6 – Non può nulla sul pareggio firmato a Chiesa. Non è una gara molto impegnativa per lui.

Patric 6 – Davanti a lui ci sono dei clienti niente male, Inzaghi punta sulla sua corsa e lui lo ripaga dando il massimo

Acerbi 6 – Va a raddoppiare dove serve e dove può, ma gli attaccanti avversari sono velocissimi. Si salva con l’esperienza.

Radu 5 – Si lascia sfuggire Chiesa in occasione del pareggio. Riesce a sostenere Lulic anche in fase di spinta, arrivando anche al cross.

Lazzari 5,5 – Un po’ di stanchezza di Glasgow, ma corre comunque molto, anche se in avanti si lamentano per qualche imprecisione. Gli manca un calcio di rigore per un fallo di Caceres.

Milinkovic 5,5 – Ci si aspettava di più da lui, soprattutto contro una delle sue vittime preferite.

dal 54′ Parolo 6 – Rileva Milinkovic, tenta di dare fisicità e riesce anche ad arrivare al tiro.

Leiva 6,5 – C’è sempre, ovunque e su chiunque. Peccato per l’età che avanza, ma sta tornando il brasiliano di sempre

Luis Alberto 6,5 – Il vero faro della squadra è lui. Tutti lo cercano, tutti lo trovano. Anche Lukaku che gli consegna il pallone per chiudere la gara, ma Ranieri “para”.

Lulic 6,5 – Sfiora di poco l’eurogol in avvio di gara, ma Dragowski gli nega la gioia. Poi la solita spinta in avanti.

dal 61′ Lukaku 7 – Viene cercato pochissimo dalla squadra, Inzaghi se ne accorge e ordina di allargare su di lui. Due discese che generano un gol e un calcio di rigore.

Correa 7 – Sblocca la gara scattando in fuorigioco e saltando il portiere. Potrebbe raddoppiare ma spreca troppe volte, gli manca ancora qualcosa per diventare determinante.

dal 78′ Caicedo 4,5 – Poco palpabile fino a quando Immobile gli lascia calciare il rigore. Un errore che vale come una piccola macchia in un periodo per lui molto esaltante.

Immobile 7,5 – L’ultimo ad arrendersi è lui. Gli viene annullata la rete iniziale per un fuorigioco più che evidente, poi serve Correa per il primo gol della serata. Regala la vittoria ai suoi con un preciso colpo di testa e la fascia di capitano al braccio.

Inzaghi 6 – Da fiducia alla velocità di Patric e viene ripagato. Stesso discorso per Lukaku. Mette in campo i migliori che ha, il risultato lo premia. 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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