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Primavera Tim Cup | Napoli-Lazio 2-1 (5′ rig. Vrakas, 28′ rig. Palmieri, 37′ Franco)

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90+5′ FINISCE QUI L’AVVENTURA DELLA LAZIO PRIMAVERA IN COPPA ITALIA. La squadra di Menichini ha disputato una buona gara, ma non è bastato a ribaltare l’iniziale doppio vantaggio della squadra di Roberto Baronio che vince per 2-1 e davanti ai suoi tifosi può festeggiare il passaggio del turno.

90′ Doppio cambio di Baronio con i minuti di recupero che diventano 5.

90′ Iniziano i 4 minuti di recupero concessi dall’arbitro Catanoso: la Lazio ha 240′ per sperare nel pareggio che varrebbe i tempi supplementari.

79′ Risponde con il terzo cambio anche la Lazio: Francucci al posto di Kaziewicz e Cipriano che va a sostituire Kalaj.

76′ Altro cambio per il Napoli con Palmieri che lascia il posto a Labriola.

69′ Doppio cambio anche per la Lazio: escono Shehu per Zimmermer e Shoti per Cesaroni. Poco prima occasionissima per il Napoli di firmare il match point con il solito Palmieri.

66′ Doppio cambio per la squadra di Baronio, con Esposito e Vrakas a lasciare il posto a Zanon e Sgarbi.

63′ LAZIO AD UN PASSO DAL PAREGGIO! Russo impegna Senese, che gli dice no.

61′ Calcio di punizione per la Lazio per fallo di Mancino su Bianchi: cartellino giallo anche per l’attaccante del Napoli.

57′ Napoli vicino al 3-1 con il solito Mancino, ma è bravo Furlanetto ad opporsi ad un tiro di potenza.

53′ E’ sempre il Napoli quello più aggressivo e propositivo anche in questa seconda frazione di gioco, con la Lazio brava e attenta a difendere.

E’ iniziato il secondo tempo della partita. Nessun cambio per le due squadre che ripartono dagli 11 titolari e dal punteggio di 2-1 a favore del Napoli.

45+2′ Duplice fischio che manda le due squadre negli spogliatoi: fine primo tempo che si chiude col punteggio di 2 a 1 a favore dei padroni di casa del Napoli.

45′ Sono iniziati i due minuti di recupero concessi dal direttore di gara.

42′ Gioco fermo per permettere allo staff medico della Lazio di soccorrere Shehu rimasto a terra dopo uno scontro di gioco.

37′ GOL DELLA LAZIO! Ci pensa una spizzata di Franco su un bel calcio di punizione battuto da Shehu a rimettere la squadra di Menichini in partita.

30′ Fallo di Kalaj su Virgilio: cartellino giallo per il difensore biancoceleste.

28′ Altro calcio di rigore per il Napoli, con Palmieri che dal dischetto batte Furlanetto per il 2-0. 

22′ Contatto in area tra Daniele ed un compagno di squadra, con Zilli che non riesce ad approfittarne per trovare il gol del pari.

21′ Lazio che continua a mostrarsi aggressiva, ma finora nessuna occasione da gol per la squadra di Menichini.

16′ Primo ammonito della partita: è Palmieri del Napoli.

15′ Menichini chiede ai suoi un terminale offensivo più aggressivo per riagguantare una partita dove la Lazio è andata subito in svantaggio, ma dove ha cercato di reagire sin dai primi minuti soprattutto con Kalaj

5′ Marcatura troppo stretta di due giocatori della Lazio nei confronti di Mancino in area di rigore biancoceleste: l’arbitro indica il dischetto ed è calcio di rigore per i padroni di casa. GOL DI VRAKAS NAPOLI 1 – LAZIO 0.

E’ iniziato il primo tempo della partita, con un calcio di punizione di potenza di Mancino dritto verso la porta difesa da Furlanetto.


La Lazio di Leonardo Menichini è attesa dalla trasferta di Napoli contro l’ex biancoceleste Roberto Baronio per la partita di Coppa Italia Primavera. Queste le scelte ufficiali dei due allenatori:

NAPOLI (3-4-3): Daniele; Manzi, Senese, D’Onofrio; Potenza, Esposito, Virgilio, Marrazzo; Vrakas, Palmieri, Mancino.

A disp.: Idasiak, Vrikkis, Costanzo, Zanoli, Zanon, Labriola, D’Amato, Ceparano, Cavallo, Zedadka, Vianni, Sgarbi.

All.: Roberto Baronio.


LAZIO (4-3-3): 
Furlanetto; Kaziewicz, Franco, Kalaj, Pica; Bertini, Bianchi, Shoti; Russo, Zilli, Shehu.

A disp.: Marocco, Peruzzi, Francucci, De Angelis, Cipriano, Petricca, Czyz, Moschini, Cesaroni, Nimmermeer.

All.: Leonardo Menichini. 


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Il Messaggero| Lotito ha promesso a Sarri che lo sosterrà sempre di più, per fare “qualcosa di grande”

edo9923@hotmail.it'

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Il volto di Tommaso Maestrelli ora gigantenteggia dentro la curva sud che da ieri, nelle sfide casalinghe della Lazio, prende ufficialmente il nome dell’indimenticato tecnico dello scudetto 1973/74, che avrebbe compiuto 100 anni venerdì prossimo, il 7 ottobre. Mentre Alan Donati, figlio di Aldo, cantava l’inno con «su c’è er maestro che ce sta a guardà», Lotito ha consegnato alla famiglia una targa al monumento, che verrà celebrato dal club nei prossimi giorni, e poi venerdì in Campidoglio. Emozionato, il figlio Massimo, sventola la bandiera di Maestrelli: «Questo ricordo me lo fa sentire vivo». Ciò che colpisce è la crescita di consapevolezza della squadra, che ha recepito ciò che Sarri vuole sul campo. Sontuosità tecniche di un Milinkovic-Savic tremendamente migliorato dopo 15 mesi di cura-Sarri, a quelle di Felipe Anderson che quando trova fiducia fin dal primo pallone poi non si ferma più, fino a Zaccagni che sta imparando finalmente i tempi dei movimenti a venire incontro e a scappare via, mentre Luis Alberto è andato forse più a sprazzi degli altri, ma tre o quattro tocchi nitidi li ha offerti. La Lazio attaccava bene e segnava anche lo scorso anno, ma difendeva male. Questa invece è già la seconda difesa del campionato con soli 5 gol incassati, non ne prendeva così pochi da 21 anni, coi difensori centrali che erano Nesta e StamProvedel continua a convincere, il ricordo di Reina e Strakosha pare un incubo rimosso. La Lazio si gode una domenica coi fiocchi prima di mettersi a tavola, tanto offre il numero 21. Con la doppietta di ieri sale a quota 51 reti con la maglia della Lazio, è al nono posto dei bomber nella storia del club. Già 4 centri e 5 assist in sole 10 apparizioni in questa stagione per il numero 21, rimasto per l’ennesima volta a Roma nonostante le voci di mercato.

Romagnoli ha segnato il primo gol con la maglia della Lazio, tanta la gioia e l’emozione: «Mi terrò la maglia perché è la più importante che ho». Lotito ieri ha festeggiato all’Olimpico con la Lazio, dopo il successo sullo Spezia: «Ringrazio tutti, Sarri, Tare, la squadra. Con questa vittoria avete dimostrato ancora una volta l’unione della nostra famiglia. Se continuerete a giocare con questo spirito e questa compattezza, regalerete grandi soddisfazioni a me e a tutta la tifoseria», assicura il patron col microfono di fronte alla torta. Sopra la panna c’è una “S” e la scritta “Congratulazioni senatore”, Immobile (insignito oggi alle 17 al Coni del premio “Beppe Viola”) gli consegna una targa: «Al nostro condottiero, che diventa senatore della Repubblica, con onore e merito. La Tua Prima squadra». E allora Lotito replica: «Volli, volli, fortissimamente volli. Questa non è solo la mia vittoria, ma anche la vostra. Per la prima volta nella storia la Lazio ha un rappresentante nelle istituzioni, nel Parlamento, non è poca roba. Ora che sto nel Governo, possiamo cambiare ogni stortura. Questa non è più una Lazietta, è già una grande società». Prima del brindisi in sala, anche le congratulazioni negli spogliatoi a Sarri per il lavoro svolto nel suo ultimo mese di lontananza. Lotito ha promesso al tecnico che lo sosterrà sempre di più perché «abbiamo gettato le basi per fare qualcosa di grande e non finirà».

Il Messaggero

 


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